Johnson Righeira canta gli Skiantos: «E’ vergognoso che Freak Antoni non sia ricordato come merita»

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Johnson Righeira

Questa sera alle 19.30 al Gallery 16 di Bologna, Johnson Righeira presenterà il suo nuovo singolo realizzato insieme a iPesci, due elettro-pop che definisce il proprio genere musicale “iDiot Pop”. Si tratta di una cover di Mi piaccion le sbarbine, la celebre canzone incisa nel 1979 dagli Skiantos. E stasera gli Skiantos, con in testa Dandy Bestia, saranno presenti alla festa di Bologna. Abbiamo intervistato Johnson Righeira a poche ore dall’appuntamento di questa sera.

Johnson Righeira

Perché hai sentito l’esigenza di incidere la cover di Mi piaccion le sbarbine?
L’idea è nata parlando con iPesci, un duo di Torino con cui collaboro già dall’anno scorso. Avevano già lavorato su questa canzone, la tenevano nel cassetto. Parlando delle reciproche influenze, mi dissero che avevano in cantiere questa versione di Mi piaccion le sbarbine, che era però completamente diversa da quella che abbiamo inciso. Mi fecero sentire la base, era una figata, e abbiamo deciso di farla subito. Anche perché mi piaceva dedicare questo progetto alla memoria di Freak Antoni.

Cosa rappresentano per te gli Skiantos e Freak Antoni?
Gli Skiantos per me sono un caposaldo, mi rivolsi a loro per incidere il mio primo singolo, nel lontano 1979. Andai a registrarlo a Bologna e gli Skiantos, in quell’occasione, furono i musicisti di studio. E’ un rapporto di lunga data quello che mi lega a loro. Ritengo vergognoso che una figura che io ritengo fondamentale nella scena culturale di fine ed inizio secolo, una figura come quella di Freak Antoni, sia piuttosto ignorata dalla critica ufficiale.

Cosa succederà questa sera a Bologna?
Presenteremo il pezzo ed altre due o tre canzoni. E riceveremo la “benedizione” degli Skiantos, come scrivevano all’epoca su ciò che facevano “approved by pistoni roventi”. Faremo una grande rimpatriata fra amici e, insieme, alla canzone, presenteremo anche il video.

Ti cimenterai anche un dj-set?
Non sarà proprio un dj-set, ma una sorta di “life tracklist”, metteremo alcuni brani fondamentali di quella che è la nostra formazione musicale.

L’avventura con i Righeira è finita o continua?
L’avventura come duo è finita. Sono tornato a fare il solista e sto terminando il mio nuovo singolo, che uscirà nel giro di un mese. Il brano è prodotto dai fratelli La Bionda, produttori storici dei successi dei Righeira. Uscirà come Johnson Righeira ft. La Bionda e si intitolerà Formentera. Sarà un ritorno alle origini, una canzone estiva cantata in spagnolo. Si riparte daccapo, ovviamente con sonorità adeguate ai tempi.

Come sei sopravvissuto agli anni ottanta?
Non sono uno che guarda tanto al passato, anche perché non avendo tantissima memoria non mi ricordo quasi un cazzo. Per me è quindi fisiologico pensare al futuro. Certo che, con il distacco temporale che ti permette di essere più obiettivo, non posso far altro che constatare che gli anni ottanta sono stati un decennio straordinario. E’ stata l’ultima decade che ha lasciato veramente tantissimo da un punto di vista creativo, dalla musica alla moda, dal design all’arte.

In quegli anni la musica italiana andava fortissimo anche all’estero.
Era l’epoca della “Italo Disco”, si coniugava la new wave elettronica con la melodia italiana, e penso che l’Italia non abbia mai esportato tanti dischi all’estero come in quel decennio. Andavamo in giro per l’Europa ed incontravamo Gazebo, Den Harrow, Spagna, Savage, tanti artisti che vendevano paccate di dischi all’estero. E’ stato un fenomeno che però è passato piuttosto inosservato, un periodo straordinario che però la cultura ufficiale non ha percepito più di tanto.

In anni recenti ti sei cimentato anche come attore, ad esempio hai recitato nel cortometraggio Rigorosamente dissanguati da vivi di Davide Scovazzo. E’ un’esperienza che vorresti ripetere?
In quell’occasione mi sono divertito molto, anche perché adoro il cinema splatter. Mi piace l’horror che diventa quasi ridicolo. Fra l’altro, in quel film, c’è il mio primo e unico nudo integrale cinematografico. Se capitasse dunque l’opportunità giusta tornerei volentieri a fare l’attore, anche se non credo di essere in grado di sostenere una parte molto impegnativa.

Il video, girato a Torino, nel bordello che ha fatto scalpore per essere il primo in Italia con le LumiDolls:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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