Nicola Lombardo ci racconta il Bosco di emozioni che vivono i giovani di oggi

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Venerdì 5 aprile ha pubblicato il suo album d’esordio che ha intitolato Bosco. Lui si chiama Nicola Lombardo e nella vita sogna di fare il cantautore. Il disco è stato anticipato dai singoli Mattino e Albero ed è un viaggio abbastanza introspettivo nei problemi dei ragazzi.

Nicola ha poco più di vent’anni e ha scelto di parlare di quella selva (quel bosco, appunto) di emozioni che si provano quando si è adolescenti: precarietà, amore per sé stessi, situazioni sentimentali, consapevolezza di sé. I suoni sono a metà strada fra indie e synth-pop. La cosa davvero interessante di questo disco e la semplicità con cui Nicola ha cercato di esprimersi, senza troppi fronzoli e senza troppi filtri. È un lavoro onesto, in cui è facile ritrovarsi. «Parlo di una fase di vita che tocca tutti e del quale non si parla abbastanza e, se se ne parla, lo si fa nel modo sbagliato» ha detto Nicola di questo lavoro, che presenterà a Bologna l’11 aprile e a Milano il 18.

Quando e come è iniziato il tuo viaggio nella musica?

Possiamo dire che ho iniziato a scrivere canzoni quando avevo 10 anni. Da qualche anno ho iniziato a prendere le cose un po’ più seriamente. Ho studiato per un po’ di tempo pianoforte e ho autoprodotto un album piano e voce completamente in inglese che si chiamava My blue side. Ho iniziato a scrivere in italiano relativamente da poco.

Hai definito Bosco un vero e proprio inizio. Perché?       

Beh Bosco è un inizio perché in questo momento come non mai sono consapevole di quello che sto raccontando con la mia musica. Prima scrivevo solo per me stesso. Scrivere è comunicare quindi con questo album cerco di far arrivare un messaggio. È un inizio perché per la prima volta ho qualcuno che lavora insieme a me.

Cosa ci racconta di te questo album?

Di personale c’è tutto: quando io scrivo parto sempre da esperienze personali. Sono un ragazzo post adolescente che si scontra con la quotidianità sentimentale e non solo. Diciamo che in tutto il disco l’inquietudine è una componente fondamentale e questi brani sono degli sfoghi personali su appunto delle esperienze vissute in prima persona.

C’è una traccia di quelle proposte nell’album a cui ti senti più legato?

Dovrei dire no, perché sono affezionato a tutte le canzoni. Però ogni volta che le riascolto mi innamoro un po’ di più di una canzone diversa. Sono soddisfatto di tutto il mio lavoro, questo assolutamente sì. Ho iniziato a scrivere i primi pezzi nel 2016 e l’ultima l’ho finita circa un anno fa, e da lì è seguita tutta la fase di produzione.

Il tema dell’omofobia in Italia è davvero complicato ma tu nel tuo disco ne parli in modo molto naturale. Pensi che il tuo pubblico possa risentire di questo?

Secondo me è positivo parlarne, proprio perché siamo ancora un po’ indietro come mentalità. Credo che la questione sia molto semplice: se qualcuno nel mio pubblico può sentirsi offeso dai temi che tratto e per questo decide di non ascoltarmi non sono io quello che ci perde, anzi io ci guadagno solo. È una realtà con cui dobbiamo fare i conti in ogni caso, per me è del tutto naturale farlo attraverso la musica.

Riusciresti a spiegare l’emozione di vedere finalmente pubblicata una tua canzone?

Non è facile, ci sono una serie di emozioni che provo. Ciò che provo nei confronti della musica è un senso di realizzazione. Non mi sento arrivato, ovvio, Bosco è solo il mio primo disco, di strada da fare ce n’è ancora molta. Sono sereno perché mi sono messo a nudo dal punto di vista artistico e ho detto esattamente quello che volevo dire.

C’è qualcuno in particolare che ha giocato un ruolo fondamentale nella scelta di percorrere questa strada?

Senz’altro mia madre che mi ha sempre incoraggiato a non smettere di migliorarmi e di studiare, lei ha capito sin da subito quali fossero le mie ambizioni. Musicalmente parlando, Melodrama di Lorde è un disco che mi ha spronato a fare esattamente quello che sto facendo.

Cosa ascolti quando non suoni?

Ho l’eterna sensazione di non ascoltare mai abbastanza, quindi cerco di ascoltare il più possibile. In generale mi piace la musica indie, cerco sempre la novità. Mi è piaciuto molto l’ultimo disco di James Blake, e ascolto con piacere anche Rosalia.

Qual è il tuo prossimo obiettivo?

Da qui a breve prevedo di pubblicare nuovi video musicali per continuare la promozione di Bosco e poi penso ci saranno in programma alcune date estive di cui per il momento non so molto. Sicuramente ci sarà la musica di mezzo.

Bosco – La tracklist

1. Mattino
2. La Danza Dei Passi Falsi
3. Bosco feat. Marlò
4. Albero
5. Mood
6. Post
7. Friendzone
8. Rabbia
9. Inghilterra
10. Lettera
11. Eroe

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Cristina Scarasciullo
21 anni e una grande passione per la musica, in particolare per quella italiana. Scrivere è sempre stata una necessità fin da piccolissima, così dopo la maturità scientifica ha scelto di proseguire gli studi nell'ambito della comunicazione, per coltivare il sogno di diventare giornalista. Oltre alla musica ama lo sport, il cinema e i viaggi.

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