Qui si fa la storia: intervista con Doug Clifford dei Creedence Clearwater Revival

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@Brent Clifford

Chi tra gli over 40 (e non solo) non ha mai ballato sulle note di un pezzo dei Creedence Clearwater Revival? È una band che ha influenzato mezzo mondo, scombussolando la concezione di rock nello scenario musicale mondiale.

La peculiarità della band, composta nella line up storica anche da John e Tom Fogerty alle chitarre, Stu Cook al basso, è quella di aver inventato un genere non genere, che ha creato generi… il Bayou Sound.

Nati ‘on the other side of the bay’, in quel di San Francisco, El Cerrito per la precisione, coevi alle band del ‘Frisco Sound’ di Haight-Ashbury (Jefferson Airplane, Grateful Dead, ecc..), ma con le proprie spiccate connotazioni sonore, nel corso di un quinquennio (1969-72), sono letteralmente ascesi sull’Olimpo del Rock.

Inanellando album, a volte anche tre in un anno (nel 1969), riempiendo le stanze dei teenager in tutto il mondo con milioni di vinili, la band passa alla storia con pezzi che variano dalle speranzose ballad come Have You Ever Seen the Rain e Proud Mary alle più vigorose Born on the Bayou, Green River o I Put a Spell on You, con suite psichedeliche come la storica Susie Q, non disdegnando il country oppure il blues, entrando anche nell’immaginario collettivo anti militarista pacifista con la celeberrima Fortunate Son, vera canzone di protesta contro il nepotismo…

Clifford è autore di diversi ‘tunes’ della discografia della band, composta da sette pietre miliari in studio e due live. Si è cimentato nel 1972 anche nella composizione solistica con l’album Cosmo, suo nomignolo presente anche nel titolo Cosmo’s Factory  (1970). La Cosmo’s Factory era la loro sala prove di Berkeley. Il nome Factory venne dato dallo stesso Clifford per ironizzare sul fatto che John Fogerty organizzò prove giornaliere come fossero turni di lavoro in fabbrica.

La band si scioglierà presto, troppo presto, correva l’anno 1972. Sciolta ma non sepolta, entrambi i Fogerty sforneranno diversi album solisti e il duo ritmico formato da Clifford & Cook troverà ispirazioni per formare un progetto alternativo nel 1995, chiamandolo Creedence Clearwater Revisited, con cui girano il mondo tuttora, pubblicando anche un doppio album live.

Qui di seguito una chiacchierata con l’albero motore della band, in cui racconta il suo essere batterista, il suo feeling con lo strumento e alcuni aneddoti della sua carriera, paventando una possibile inedita pubblicazione, senza scendere nei dettagli. Staremo a vedere…

In calce all’articolo la descrizione del Kit attualmente in uso. È interessante sapere a riguardo che Clifford è l’endorser più longevo della Paiste, nota marca di piatti, infatti iniziò con la serie Formula 602. Negli anni sessanta suonava una batteria Camco color legno d’acero, produttore statunitense attivo dal 1961 fino a metà anni settanta, quando nel 1975 la Drum Workshop (DW) e la Tama ne rilevarono il marchio. La DW prese il reparto produttivo e di ricerca, la Tama il diritto del nome. Le DW odierne hanno mantenuto il design dei blocchetti tendi pelle rotondi della Camco. Il suo kit Camco dell’epoca è esposto al MIM (Musical Instrument Museum) di Phoenix, Arizona.

Da notare la dimensione del suo Hi-Hat, il charleston, che è un 18 pollici, dimensione molto superiore allo standard, che solitamente è fra i 13” e i 14”, sporadicamente 15”. 18” è lo standard per un crash, almeno per quanto concerne la musica rock. Il motivo di tale dimensione, a suo dire, è la corposità di suono e più versatilità di utilizzo. Fu talmente convinto di tale scelta che all’epoca dovette cambiare la molla del meccanismo dell’asta/pedale per tenerne su il peso di due piatti così grandi. L’hardware degli anni sessanta non era così robusto come quello odierno. Il suo hi-hat è praticamente composta da due Crash, un Paiste Signature Full come superiore e un Paiste Signature Power come base. Utilizza anche la serie Giant Beat, come Crash, reintrodotta dalla Paiste nel 2005 per riproporre quella originale degli anni sessanta, composti dalla loro famosa lega Bronze 2002 (CuSn8).

Durante gli anni i colori dei suoi kit DW hanno variato dal Black Oyster al Gold, passano per il Ruby, tutti in versione Glass Finishing Ply, mentre il tipo di rullante storicamente suonato è stato il Ludwig Acrolite, il rullante in alluminio, oggigiorno è passato al DW in legno d’acero sopraindicato.

Ciao Doug, la vostra musica ha regalato gioia a molte persone in questi decenni… qual è il tuo messaggio filosofico per la gente
Gustatevi la vostra vita è il mio messaggio.

Le tue fonti d’ispirazione culturali e musicali quali sono state
Gene Krupa è il motivo per cui ho iniziato a suonare. Al Jackson dei Booker T and the MGs è un altro, ha suonato per Sam & Dave e tutti quei successi Stax Records. Mi disse di non essere al di sopra del beat (il ritmo – NdA), o esserne dietro, perché il beat si muove nello spazio di tempo definito.
A volte puoi accostarlo o anticiparlo se stai entrando in un coro o un assolo e se stai tornando nella strofa puoi ritardarlo ma non puoi mai superarlo. Non puoi suonare come una macchina perché sei un umano. Lo si può sentire nelle prime registrazioni Rock’n’Roll.

Come sei arrivato allo strumento?
Avevo dodici o tredici anni quando iniziai. Uno special TV su Gene Krupa ha fatto partire la voglia ma volevo suonare Rock’n’Roll non suonare in una Big Band.

Che tipo di studi hai praticato?
(Ride) Sentivo la radio e i dischi che ho comprato, non ho ricevuto lezioni.

Suoni altri strumenti?
Uso il piano quando scrivo canzoni. Ho detto uso, non suono (Ride).

Cos’è la batteria per Doug Clifford?
È la mia passione. 

Il successo ha cambiato il tuo modo di essere e di scrivere musica
No, non lo ha fatto.

Hai in cantiere materiale nuovo?
Forse, state in campana.

Come microfonavi la batteria a cavallo tra i sessanta e i settanta?
È praticamente stato sempre alla stessa maniera. Quando ho registrato per i Creedence Clearwater Revival, l’ingegnere impostava i microfoni, abbiamo utilizzato molti microfoni SM 56 e SM 57 e 58  della Shure. Anche gli U 87  della Neumann sono stati usati nella registrazione in studio come panoramici. Per gli spettacoli dal vivo è stata praticamente la stessa cosa.

Il tuo miglior concerto o Tour?
Royal Albert Hall 1970 a Londra come quartetto. Paul e George dei Beatles erano lì, e c’era anche Eric Clapton. Non abbiamo avuto la possibilità di parlare con loro e un incontro tra noi purtroppo non è mai avvenuto.

Dove arriverà la musica secondo te?
Se sapessi dove arriverà la musica in futuro sarei dio (ride).

Gli Stati Uniti D’America, invece, dove arriveranno?
È meglio che torniamo ad avere un vero leader mondiale.

Creedence Clearwater Revival

1 Grancassa: DW 22”x16”.  Pelle Evans Emad2. Microfono EV RE 27.

2 Tom: DW 10” x 8”. Pelle Remo coated ambassador. Microfono Sennheiser 904.

3 Tom: DW 12” x 10”. Pelle Remo coated ambassador. Microfono Sennheiser 904.

4 Timpano: DW 16” x 14”. Pelle Remo coated ambassador. Microfono Sennheiser 904.

6 Rullante: DW Maple 14” x 6.5”. Pelle Evans HD dry head. Microfono Shure SM57.

A: 18″ Paiste Signature Full Crash superiore e Paiste Signature Power Crash inferiore.
B: 18″ Paiste Giant Beat..
C: 18″ Paiste Signature Power crash.
E: 22″ Paiste Signature Blue Bell ride.

Bacchette: Vic Firth 2B con punte in Nylon.

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