È il momento del riscatto per Fabrizio Moro

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© Renata Roattino

Sono passati due anni dalla data di pubblicazione di Pace l’ultimo disco di inediti firmato da Fabrizio Moro, che però nel frattempo non si è affatto fermato. Due tour, la vittoria a Sanremo in coppia con Ermal Meta, l’Eurovision e il concerto allo Stadio Olimpico di Roma sono solo alcuni dei traguardi che il cantautore romano ha tagliato in questo ultimo periodo.

Moro lo ha definito “un album benedetto” perché arrivato in un momento in cui pensava di non avere la forza di tirar fuori nulla di nuovo, dopo un biennio davvero estenuante. Invece il risultato è stato quasi sorprendente anche per lui stesso.

Dopo la pubblicazione della raccolta Parole, rumori e anni, Moro è tornato con un nuovo progetto che ha intitolato Figli di nessuno. Il disco, anticipato dal singolo Ho bisogno di credere ha già riscosso un incredibile successo tra gli ultras che lo hanno mandato quasi subito nelle prime posizioni di tutte le classifiche.

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La tracklist conta undici brani, che si dividono in classiche ballad e pezzi che strizzano più l’occhio a sonorità rock. Il punto di forza di questo lavoro sono, come spesso accade quando si parla di Fabrizio Moro, i testi. La capacità del cantautore romano di mettere in musica emozioni e sensazioni tanto comuni in modo mai banale è ciò che sorprende ogni volta che si ascolta un suo brano. E forse in questo disco lo fa in modo ancora più diretto e sincero rispetto al precedente.

La penna di Moro è ormai riconoscibile: dopo oltre due decenni di attività (iniziata ben prima del successo sanremese con Pensa nel 2007) è impossibile non sapere chi sta dietro a quelle parole così crude e sincere, e pur non conoscendo la storia artistica e personale del cantautore è facilmente intuibile tutta la strada percorsa per arrivare fino ad oggi. Ed è proprio questo il messaggio che Moro vuole che arrivi ascoltando Figli di nessuno.

Se Pace è stato un disco in cui Moro ha reso partecipi i suoi fan di un pezzo abbastanza tormentato della sua esistenza, Figli di nessuno è una dichiarazione d’amore verso la vita stessa, verso il nostro essere come siamo, il nostro essere semplicemente umani, partendo proprio dalla consapevolezza di questo. «Cosa rende umani / Se non un limite?» si chiede ad un certo punto il cantante romano nel singolo che ha anticipato l’uscita del disco in cui ha scelto di parlare della sua visione della fede, in Dio e non solo.

La title track è un pezzo che racconta il percorso artistico e umano di Fabrizio Moro: le porte in faccia, tutti quelli che in questi anni gli hanno detto di smettere, i percorsi di riabilitazione dopo momenti di debolezza. «Giorni migliori arriveranno / Lascio parlare tutti quelli che non sanno / Giorni più duri, io non mi spezzo / La mia bellezza nasce dal vostro disprezzo».

Filo d’erba è probabilmente uno dei brani più intimi di tutto il disco. Un pezzo in cui Moro racconta di come vive il suo rapporto con Libero, suo figlio. Una canzone che colpisce come un pugno nello stomaca. Una presa di coscienza del fatto che «crescere non è semplice» e degli errori che sente di aver commesso come padre in questi anni.

Figli di nessuno è l’album in cui torna lo spirito ribelle di Fabrizio Moro: Non mi sta bene niente e Me ‘nnamoravo de te sono due pezzi in cui il cantautore romano torna ad essere quello “incazzato” degli esordi, che guarda al nostro Paese con una punta di amarezza e in cui emerge tutta la disillusione di un uomo di quarant’anni che ormai ha smesso di credere nella politica ma non rinuncia a dichiarare il suo amore verso il suo Paese.

Dal punto di vista più strettamente musicale, Figli di nessuno è un album che mescola tanti stili: un sound più elettronico si alterna con sonorità più rockeggianti, passando anche per suoni più delicati. Un album che sarà davvero spettacolare sentire suonare dal vivo.

Per la promozione di questo disco, oltre al calendario di instore, sono già state programmate quattro date in tre dei più importanti palazzetti d’Italia: si partirà il 12 ottobre da Acireale, due date a Roma il 18 e il 19 ottobre ed infine Assago il 26. Ma stando al successo che questo lavoro sta riscuotendo già dalle prime ore dalla sua pubblicazione e quanto ha detto lui stesso nella nostra videointervista, non è escluso che vengano aggiunte altre date al calendario.

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Cristina Scarasciullo
21 anni e una grande passione per la musica, in particolare per quella italiana. Scrivere è sempre stata una necessità fin da piccolissima, così dopo la maturità scientifica ha scelto di proseguire gli studi nell'ambito della comunicazione, per coltivare il sogno di diventare giornalista. Oltre alla musica ama lo sport, il cinema e i viaggi.

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