Un modo per concludere una stagione ricca di soddisfazioni
È Jim Jarmush ad aprire la manifestazione con il suo Paterson, 2016 (lunedì 15 aprile con il commento di Vanessa Giancola), storia di un autista di pullman che vive nella cittadina di Paterson in New Yersey, città natale del poeta William Carlos Williams vissuto tra il 1883 e il 1963. L’ uomo conduce una tranquilla vita ordinaria insieme alla affettuosa moglie Laura. Osservando la realtà di tutti i giorni, Paterson trascrive in poesia su di un taccuino quello che vede senza curarsi di fare una copia dei suoi scritti. Di diverso argomento è La isla minima (lunedì 29 aprile con l’introduzione di Marcello Perucca), un thriller spagnolo del 2014 incentrato su di un serial killer cui danno la caccia due detective della omicidi. Il film di grande successo ha incassato anche numerosi premi. Segue un altro noir, Omicidio al Cairo (lunedì 6 maggio, commento di Giorgio De Giorgio) di Tarik Saleh del 2918, al centro della vicenda un poliziotto corrotto che scopre indagando su di un delitto, un losco traffico di cui è responsabile un’elite potente e intoccabile. Campione di incassi e rivelazione del 2015, Lo chiamavano Jeeg Robot (lunedì 13 maggio, presentazione di Antonio Pettierre) di Gabriele Mainetti, è ambientato in una Roma colpita da vari attentati dinamitardi nella quale il ladruncolo Enzo Ceccotti per sfuggire all’ arresto cade nel Tevere venendo in contatto con sostanze radioattive. Diventato insensibile al dolore, egli diventa una sorta di supereroe. Il ciclo termina con Corpo e anima (lunedì 20 maggio, relatore Daniele Benfenati) di Ildikó Enyedi del 2017. In un macello di Budapest la psicologa aziendale scopre di avere forti affinità con il direttore del controllo della qualità. Entrambi condividono gli stessi sogni.





































