Bruce Springsteen, prima apparizione ufficiale del 2019 per la Kristen Ann Carr Fund al Tribeca Grill di New York

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Ancora una volta Bruce non si è tirato indietro di fronte a una causa benefica, ancora una volta ha partecipato all’appuntamento annuale della Kristen Ann Carr Fund tenutosi anche quest’anno a New York City, al Tribeca Grill  proprio come lo scorso anno. E’ accaduto sabato 13 aprile nell’ormai storico locale di Robert De Niro dove si è svolto il tradizionale gala per la fondazione intitolata alla figlia di Barbara Carr e Dave Marsh, scomparsa per un tumore ventisei anni fa. Da allora i suoi genitori hanno istituito un fondo a suo nome per trovare e raccogliere  fondi per la ricerca sul sarcoma. Ne avevamo scritto anche l’anno scorso (il 23 aprile) raccontando della partecipazione di Bruce e della sua nota generosità. Quest’anno si sono dati appuntamento una serie di personaggi strettamenti legati al mondo musicale, a cominciare da Danny Clinch, fotografo delle rockstar e lui stesso musicista, leader della Tangiers Blues Band, per arrivare a Bruce che si è subito unito alla band per cantare – accompagnato con l’armonica da Clinch – “Rockin’ Pneumonia“, brano degli Anni ’70 di Johnny Rivers,  e “Down The Road A Piece“, un classico del blues che risale addirittura agli anni ’40, interpretato dai Rolling Stones nel 1965.

Bruce, alla sua prima apparizione on stage dopo la mega-performance a Broadway, è apparso in gran forma: non soltanto rilssato e abbronzato, ma soprattutto desideroso di ripresentarsi quanto prima al suo pubblico. Del resto è stato lui stesso a parlare a Dave Marsh su Sirius XM di molti progetti che gli stanno portando via tanto tempo. In particolare Bruce ha sottolineato: << Non vedo l’ora di fare cose nuove ma al tempo stesso vorrei portare lo spetttacolo di Broadway da qualche altra parte perché è un format su cui mi è piaciuto molto lavorare. E poi c’è questo nuovo disco da solista su cui ho lavorato per anni. Un disco influenzato dalla musica pop della California del Sud degli Anni ’70, sullo stile di Glenn Campbell, Burt Bacharach e Jimmy Webb per capirci. E’ un disco molto legato alla mia capacità di scrivere, più nel geenere di ‘Tunnel Of Love’ e ‘Devils And Dust’ insomma, ma completamente diverso, con personaggi differenti che vivono la loro vita>>.

Chi lo ha già ascoltato ne parla di un disco potentissimo soprattutto dal punto di vista dei testi, che racconterebbero di quello che avrebbe potuto essere l’America in questi anni e che invece non è stata. La data di uscita sembra, come scritto da altre parti, quella del 7 giugno. E siamo pronti a scommettere che se fosse effettivamente un racconto sulla nuova America sarebbe un grandissimo disco.

Nel corso dell’asta benefica sono stati venduti diversi collectors’ items tra cui la celebre foto di Danny Clinch sulla spiaggia di Sandy Hook che ha fatto da copertina a Variety nell’ottobre del 2017, per l’occasione  autografata da Bruce. La chitarra elettrica Squier Bullet Stratocaster autografata di Jackson Browne più due biglietti settore esclusivo per il suo concerto del prossimo 26 giugno al Beacon Theatre di New York, l’ukulele di Eddie Vedder da lui stesso firmato, un servizio fotografico con Danny Clinch.

 

P.S. la foto in evidenza è tratta dal profilo Instagram @hellesspringsteencorner

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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