“Fuori dall’Hype”. Il disco della maturazione dei Pinguini Tattici Nucleari

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Fuori dall’Hype
dei Pinguini Tattici Nucleari
Voto: 7

Si può essere “sulla bocca di tutti” pur essendo dei perfetti sconosciuti? Apparentemente si, perchè non credo che molti sarebbero in grado di fermare per strada i Pinguini Tattici Nucleari, però la band bergamasca ha tutte le carte in tavola per diventare the next big thing del panorama musicale italiano.
Merito della robusta fetta di pubblico che sono riusciti a ritagliarsi negli ultimi anni, ma soprattutto di “Fuori dall’Hype”, il loro ultimo disco, il primo con la major Sony.

«Hype è una parola che da qualche anno è entrata nel linguaggio comune. Per un artista, generare hype significa creare ‘grande attesa per il proprio prodotto’. L’Hype non si spiega, non ha regole: capita, o non capita. Molti artisti passano la vita a inseguire la chimera dell’Hype, corrono e si dimenano per essere i prescelti.
Spesso l’Hype si posa proprio su quegli altri artisti che stanno fermi, immobili, e non lo desiderano, come una farfalla. Vola dove la porta il vento, e poi se ne va di nuovo. Chi è fuori dall’Hype vive dove il vento non porta farfalle
».

“Fuori dall’Hype” ha tutte le carte in regola per diventare un disco di riferimento: è orecchiabile, rimane immediatamente in testa, ha dei cori perfetti per un live e parla in maniera chiara e diretta, pur avendo nascoste delle immagini interessanti e per niente scontate. Un esempio su tutti: “La più grande libertà/è quella che ti tiene in catene”, contenuta in NoNoNo, ma anche “Si sopravvive a tutto ascoltando Lucio Dalla” in Verdura, o “Ci vuole del coraggio anche per avere paura” in Lake Washington Boulevard.
A pensarci bene i Pinguini Tattici Nucleari riescono a ben coniugare le principali caratteristiche dei maggiori interpreti dell’indie (se ancora esiste) italiano: il tormentone dei Thegiornalisti, la scrittura fine di Calcutta, la satira de Lo Stato Sociale.

Abituati alla leggerezza dei primi lavori “Fuori dall’Hype” spiazza: parla di morte, è riflessivo e si guarda molto dentro. Tante le ballad acustice, ma in mezzo ai dieci brani del disco ne emerge uno in particolare: Scatole, forse il più intimo, che a modo suo ricorda (e ci rendiamo conto di scomodare un Maestro della canzone) l’”Avvelenata” di Guccini, in una sua personalissima rivisitazione.

“Fuori dall’Hype” è il disco della maturazione dei Pinguini Tattici Nucleari, un album che sta in piedi da solo e si ascolta tutto d’un fiato, ma soprattutto un lavoro con 10 canzoni vere, ognuna con le proprie personalità.

Tracklist:
1. Fuori dall’Hype
2. Antartide
3. Lake Washington Boulevard
4. Monopoli
5. Nonono
6. Scatole
7. Sashimi
8. La banalità del mare
9. Verdura
10. Freddie

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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