Vengono dall’Inghilterra, dalla Germania, dall’Australia e dalla Svizzera, ma il loro suono è quello di chi è cresciuto musicalmente a pane e tradizione black, con le orecchie piene di rhythm&blues, funky, disco, boogaloo, soul jazz e via dicendo. Un portato che coniugano con una facilità che sembra disarmante e invece è fatta sì di spontaneità, ma anche e soprattutto di attenzione alle combinazioni più vivaci e di ricerca di un’intensità che prende l’ascoltatore e lo porta in un vortice più avvolgente e irresistibile di quello che trascina Paolo e Francesca nel girone infernale dei lussuriosi.

Flevans

Flevans
Part Time Millionaire (Jalapeno)
Voto: 8

Un disco sparkler come dicono gli inglesi. Mentre cercate la traduzione, ascoltatelo. Il mix di soul, funky e ritmi da deejay immerso nell’oggi è irresistibile, contagioso, luccicante. Il musicista di Brighton giunge al quinto album in un momento magico della sua vita: “ho scritto questo disco mentre mi impegnavo a essere il miglior papà possibile per i miei due figli” dice, con la certezza di “quanto poco tempo abbiamo per fare tutte le cose che vogliamo, ma anche di quante cose positive possiamo fare”. Di certo è superpositivo questo Part Time Millionaire, che continua alla grande e con una voglia di divertimento palpabile la stagione creativa di Flevans, dj apprezzatissimo e autore di jingle celebri per Nokia ed ESPN. Con l’aiuto delle voci emozionanti di Laura Vale, Elliott Cole, Izo FitzRoy e Sarah Scott, fa ballare, sognare, correre, soprattutto divertire, con il coraggio di proporre anche una cover dell’intoccabile “Ex-Factor” che lanciò definitivamente Lauryn Hill.

Mr. Confuse

Mr. Confuse
Only A Man (Confunktion)
Voto: 8/9

Martin Streng è tutt’altro che “confuso”. È un artista che sa il fatto suo – ovvero riproporre in chiave attuale il soul anni 80 e l’errebì anni… qualsiasi – e che sa, lo ha dimostrato come produttore attentissimo, aiutare altri artisti e collaboratori di pregio a puntualizzare idee e focalizzare risultati. Only A Man è il terzo album del musicista di Hannover con questo pseudonimo, quello più “ortodosso” nei confronti della tradizione black, anche se non c’è nulla di passatistico bensì una voglia continua di aggiornare, attualizzare, rendere contemporanee una serie di trovate musicali già sperimentate. Lo capisce subito dalla mancanza di sampler, di elettroniche, di computer: Mr. Confuse e i suoi musicisti volano sulle ali di un organo acid jazz, di percussioni funky, di fiati errebì, di volatilità northern soul, persino di ridefinizioni di un classico freestyle electro come “Let The Music Play” di Shannon.

The Putbacks

The Putbacks
The Putbacks (HopeStreet)
Voto: 8

Vengono da Melbourne questi campioni del revisionismo black, della corrente che ricicla in veste cinematica, talvolta quasi chill out, alcuni stilemi del suono post-funk e post-soul per farne un flusso emozionale da “tè nel deserto aborigeno”. Una colonna sonora – il cd è pressoché esclusivamente strumentale: solo “The Ways” propone la voce del soulman americano Bilal – che ha contatti appena casuali con la grande stagione della blaxploitation e si snoda verso orizzonti molto più sfumati, miraggi di uno spazio disegnato con mille linee di colore tanto perentorie nella sostanza quanto lievi all’ascolto. The Putbacks sono una sezione ritmica molto utilizzata dai cantanti più grintosi del loro Paese e sanno distillare suoni con precisione millimetrica, grazie alla varietà delle collaborazioni. Così si ascoltano in questo debutto a loro nome spruzzate di jazz, di funk, di neo-soul, di electro, persino di minimalismo.

ReFunk

ReFunk
Borderline (ReFunk)
Voto: 7/8

E per finire dei debuttanti di prossimità, ovvero provenienti dal Canton Ticino, quello italianofono della vicina Confederazione Elvetica. Primo album all’insegna di un suono caldo e graffiante quello della band creata dal batterista Dario Milan e dal cantante Maqs Rossi, che calca i palcoscenici di mezza Europa da diverse stagioni, con il clou del tour continentale del sassofonista storico di James Brown, Pee Wee Ellis, che li ha voluti come suoi accompagnatori e che ricambia la cortesia con un cammeo in questo cd. Funk della più bell’acqua, limpido e old style, vivace ed energetico, con tutti i cliché positivi, fiati in parata e cori stuzzichevoli compresi, che coinvolge nelle dieci canzoni originali un ensemble allargato fino a 17 elementi. Insomma un esito più che promettente, tra r&b classicamente sixties e funk Philly sound, chitarre elettrizzanti e beat selvaggi lungo scale infinite che si arrampicano più in alto di un grattacielo.

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Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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