Pensa, il successo senza tempo di Fabrizio Moro

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© Renata Roattino

«Ci sono stati uomini che hanno continuato nonostante intorno fosse tutto bruciato, perché in fondo questa vita non ha significato se hai paura di una bomba o di un fucile puntato. Gli uomini passano e passa una canzone, ma nessuno potrà fermare mai la convinzione, che la giustizia no, non è solo un’illusione!»

Impossibile non rivedere in questi versi il ritratto di Paolo Borsellino, giudice antimafia ammazzato a Palermo il 19 luglio 1992, a soli 57 giorni dall’attentato che ha tolto la vita all’amico Giovanni Falcone. Ed è proprio a Paolo Borsellino che Fabrizio Moro ha pensato quando ha composto questa canzone.

Il cantautore romano ha sempre raccontato di aver scritto questi versi di getto, dopo aver visto un documentario sulla vita del magistrato palermitano. Credeva che fosse giusto che l’insegnamento grande che Borsellino aveva lasciato dovesse in qualche modo andare lontano, e magari, con una canzone, questo sarebbe successo. A Borsellino, dopo la strage di Capaci, era stato offerto il posto del collega Falcone, alla superprocura, ma ha rifiutato, scegliendo di rimanere a Palermo per continuare la lotta alla mafia iniziata con il pool ormai diversi anni prima,  seppur consapevole che il suo momento si avvicinasse sempre di più. Un atto di coraggio e di Amore con la a maiuscola, quello di Borsellino, nei confronti del proprio mestiere e del proprio Paese.

Dal 2007 in avanti generazioni di studenti e attivisti hanno scelto la canzone di Fabrizio Moro come inno della lotta alla criminalità organizzata, ed è proprio a loro che Fabrizio intendeva rivolgersi quando ha scelto di mettere in musica un messaggio così forte.

Il testo è una lunga riflessione sull’integrità morale di personaggi come Falcone e Borsellino, un inno alla vita e alla verità, contro qualsiasi tipo di sopruso. Il nodo fondamentale del testo è l’inevitabilità della giustizia: prima o poi tutto torna e chi ha sbagliato pagherà. Moro invita a fermarsi un attimo prima di agire, a riflettere sulle conseguenze.

Pensa è stata per Fabrizio Moro un po’ l’inizio di tutto. Anche se aveva già pubblicato due dischi, ancora non poteva permettersi di vivere di sola musica, era costretto a fare altri lavori perché ancora sconosciuto al grande pubblico. Grazie a Pippo Baudo questo brano è approdato sul palco di Sanremo nel 2007 e ha convinto pubblico e critica, vincendo entrambi i premi nella categoria Giovani.

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Moro è stato molto legato anche a Rita Borsellino, sorella del magistrato, che dopo aver letto il testo della canzone ha deciso di partecipare alla registrazione del videoclip, diretto da Marco Risi il quale ha voluto anche inserire parte del cast di un suo film per sottolineare il messaggio. Lo scorso agosto, dopo aver appreso la notizia della scomparsa della signora Borsellino, Fabrizio ha postato sui suoi social un frame del videoclip con un saluto.

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Ciao Rita … ciao guerriera ❤️.fab

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Cristina Scarasciullo
21 anni e una grande passione per la musica, in particolare per quella italiana. Scrivere è sempre stata una necessità fin da piccolissima, così dopo la maturità scientifica ha scelto di proseguire gli studi nell'ambito della comunicazione, per coltivare il sogno di diventare giornalista. Oltre alla musica ama lo sport, il cinema e i viaggi.

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