Il campione

Campione ricco e cafone contro professore etico e complicato. Chi vincerà chi?

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il campione

Il campione
di Leonardo D’Agostini
con Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Camilla Semino Favro.
Voto efficace

Il campione Christian Ferro (Carpenzano) sembra il peggio di oggi: vent’anni, aria svaccata, look da trapper discotecaro, ricchissimo (è un calciatore di serie A), ignorante, tamarro, circondato da un padre lenone, finti amici e ragazze in caccia di successo facile. Ovviamente spacca le Ferrari, contesta l’allenatore e litiga in campo. Il presidente della squadra chiama il professor Accorsi, tutto il contrario, tutto studio, etica, giacche di velluto e libri (ma con un’ombra nel passato) e per 4000 euro al mese gli chiede di portare il campione somaro e capriccioso alla maturità. Nel senso dell’esame. A quel punto il film pareva odioso. Invece D’Agostini ci ha fregati. Ci ha convinti che stava maneggiando stereotipi, poi ci ha convinti a sforzarci a lavorare, a osservare come il prof Accorsi invece di lasciarsi vincere dalle apparenze trova il modo di penetrare la corazza del campione, che non è stupido, ma è arrabbiato, e ha una sua specialità per nascondere la sensibilità maltrattata e l’intelligenza. Non vi diciamo come fa, perché questo  piacere è la parte centrale del film (sceneggiato da Giulia Steigerwalt su soggetto di D’Agostini e Antonella Lattanzi), e suona come certe rodatissime sceneggiature di una volta. Il campione è un film di genere, molto concreto e convincente, opera prima di D’Agostini prodotta dal Matteo Rovere di Veloce come il vento (e Il primo re), usando la stessa formula, che sa unire melodramma e professionalità senza mai annoiare, portando  lo spettatore a desiderare una soluzione. E come per Veloce come il vento non è obbligatorio essere tifosi per tifare per il film.

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