Sarah & Saleem- Là dove nulla è possibile
di Muayad Alayan.
con Adeeb Safadi, Sivane Kretchner, Ishai Golan, Maisa Abd Elhadi, Jan Kuhne
Voto inquietante
Un adulterio a Gerusalemme est: Saleem, palestinese, fattorino di panettiere con troppi debiti e moglie incinta, fa sesso con Sarah, ebrea, proprietaria di bar, sposa irrequieta di un colonnello israeliano in carriera. Pensi che bello, per una volta niente dibattito su israele e resistenza palestinese: fate l’amore e non la guerra. E invece no: un secondo lavoro di Saleem, consegne notturne in aeree occupate, un incidente in un bar, un equivoco e la voglia di far sesso nonostante i confini militari, trasformano Saleem da fattorino in terrorista e Sarah in complice e traditrice, perché il sesso tra nemici sembra troppo semplice e non riguarda solo i coniugi traditi, ma le polizie, gli informatori, i servizi segreti i militari e alla fine i popoli. E ogni diniego e ogni spiegazione non fanno altro che aggiungere carichi alla posizione dei due reprobi. La storia è vera, il regista è palestinese, puoi anche sospettare che sia vagamente di parte, ma il crescendo kafkiano delle colpe ricorda quello di L’insulto di Ziad Doueiri, dove da un problema di manutenzione di un balcone in Libano si passava al genocidio. Il concetto è: in queste situazioni il privato scompare e il politico ti divora. Mai fare sesso adulterino in zone militarmente controllate o si affonda in un film di spionaggio a base di carte che ti inchiodano: il titolo originale è meno melò e più vicino alla storia, The Reports on Sarah & Saleem. Battuta più bella: Saleem cerca di affittare un appartamento e il padrone di casa vuole sapere che lavoro fa. Risposta: “Come tutti, in questa citta: l’astronauta».







































