Massimo Riva è l’artista del mese di maggio su Spettakolo

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Massimo Riva
@Roberto Villani

Di solito funziona così: tutti i collaboratori di Spettakolo segnalano chi vorrebbero come “artista del mese”. Vengono sempre fuori due o tre nomi, a volte anche quattro. Li mettiamo in votazione e chi prende più voti viene incoronato. Questa volta non ce ne è stato bisogno. Tutti hanno indicato un solo nome, quello di Massimo Riva. Di cui il 31 maggio ricorre il ventesimo anniversario della morte. Ma in questi vent’anni nessuno lo ha dimenticato. Anzi, la sua stella oggi brilla più che mai.

Per ricordarlo come si conviene, in questi giorni esce Massimo Riva vive!, una biografia scritta da sua sorella Claudia, alla quale ho avuto il piacere e l’onore di collaborare. Personalmente Massimo lo conoscevo bene, lo frequentai parecchio soprattutto nei primi anni ’80, quando tutto stava succedendo. Era pazzesco già allora, un furetto, un vero animale da palco, dotato di un’energia infinita, sempre pronto a buttarsi sulla prossima idea.

Agli inizi non era un granché come chitarrista, le prime volte in cui salì su un palco gli capitò addirittura di suonare con la chitarra non attaccata all’amplificatore o tenuta a volume bassissimo per “non dar fastidio” agli altri. Ma questo non aveva alcuna importanza, la sua personalità era talmente forte che agli spettatori – pochi o tanti che fossero – dava l’idea di essere lui il motore di quella band, che già allora proponeva ottimo rock. E per Vasco quel discolo era come un fratello, un figlio, un amico vero che magari a volte lo faceva incazzare, ma della cui presenza non poteva fare a meno, dentro e fuori il palco.
Quel monello aveva così tanta voglia di diventare grande, in tutti i sensi, che col passare degli anni è diventato anche un grande chitarrista ritmico, uno dei migliori che ci siano mai stati in Italia, sicuramente quello perfetto per il rock di Vasco. Dai racconti di tutti coloro che hanno dato il loro contributo alla stesura di Massimo Riva Vive! emerge questo dato inconfutabile: al di là degli atteggiamenti, era un musicista con due palle così, un perfezionista, uno che sapeva sempre cosa voleva.

Non era uno che si accontentava, Massimo, lui voleva il mondo. Ci ha provato con tutte le sue forze, ad un certo punto anche voltando le spalle a colui che lo avrebbe voluto al suo fianco sempre e per sempre. Ci ha provato assieme alla Steve Rogers Band (uno dei migliori gruppi rock italiani di tutti i tempi), ottenendo un successo quasi immediato che poi però si è rivelato illusorio. Ci ha provato da solo, pubblicando album molto interessanti ma che non sono mai decollati. Ci ha provato come autore, co-firmando canzoni assolutamente immense come Vivere, …Stupendo, Un gran bel filmIo no. Ci ha provato persino come produttore.

Poi è tornato “a casa”, regalandoci una volta ancora esibizioni strepitose, momenti emozionanti che continuano ad essere negli occhi e nel cuore ci chi ha avuto la fortuna di esserci. Peccato che quest’ultima fase sia durata troppo poco.

Chissà, forse quello che nel suo intimo considerava un fallimento, cioè non essere riuscito a imporsi come avrebbe desiderato, gli ha tolto un po’ di gioia di vivere. Nella sua testa a un certo punto s’insinuò un tarlo che gli faceva credere che presto non sarebbe più stato in grado di suonare. Così è andato avanti barcollando fino a quel giorno maledetto, quando un evitabilissimo buco del cazzo ce lo ha portato via.

Era il 31 maggio 1999. Sono passati vent’anni. Però…

Massimo Riva vive!

Massimo Riva

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Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi", "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva, "70 volte Vasco", scritto con Marco Pagliettini, e "Lucio Dalla. Immagini e racconti di una vita profonda come il mare".

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