Paul Leni e il cinema tedesco espressionista

Dal 5 maggio al 2 giugno 2019 al MIC- Museo Interattivo Cinema Milano quattro appuntamenti con il genio artistico del regista tedesco

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Foto film Il gabinetto delle figure di cera

Le proiezioni saranno accompagnate al pianoforte da Francesca Badalini e Antonio Zambrini

Nato a Stoccarda nel 1885, Paul Leni è uno dei grandi artisti della cinepresa, protagonisti del cinema della grande emigrazione, la Vienna-Berlino-Hollywood che ha visto molti registi attraversare l’Atlantico per raggiungere il Pacifico nella assolata California, prima per il desiderio di una maggiore libertà creativa e poi per sfuggire al nazismo imperante. Leni, scenografo, cartellonista, figurinista di moda, entra nel mondo del cinema attratto dall’ espressionismo. Nel 1916 dopo aver lavorato come scenografo, soggettista e sceneggiatore, esordisce nella regia con sei film andati purtroppo perduti e nel 1921 firma Hintertreppe- La scala di servizio (domenica 2 giugno ore 17,30), storia di una giovane domestica in attesa delle lettere del fidanzato lontano in realtà trattenute dal postino geloso e storpio che le nasconde. Il film inaugura il Kammerspielfilm, la grande corrente del cinema muto tedesco e nel 1924 gira Wachsfigurenkabinett – Il gabinetto delle figure di cera (domenica 26 maggio ore 17,30), protagonista un giovane poeta ingaggiato dal proprietario di un museo delle cere per animare attraverso tre storie altrettante statue esposte nel museo. È l’ultimo film di Leni realizzato in Germania e uno degli ultimo capolavori dell’ espressionismo tedesco, frutto di un genio visionario unico. Trasferitosi negli Usa nel 1928 su invito del produttore Carl Laemmle, nello stesso anno gira The Cat and the Canary- Il castello degli spettri (domenica 12 maggio ore 17,30), film tratto da una pièce di John Willard, la vicenda di un gruppo di cugini che si trova in una casa infestata da spiriti dopo aver letto le volontà testamentarie di uno zio deceduto vent’ anni prima. Il loro soggiorno sarà funestato da strane cose che accadono nella notte.  L’ anno dopo Leni firma il più noto The Man who Laughs-L’ uomo che ride (domenica 5 maggio ore 17,30) dal romanzo di Victor Hugo interpretato da Conrad Veidt.  Nella Londra di fine Settecento, Gwynplaine, un ragazzo sfregiato in viso e dal ghigno perenne, si esibisce come clown nelle fiere, insieme a Ursus e a Dea. Una volta cresciuto scoprirà di essere figlio di un aristocratico. Questo terzo film americano del regista tedesco è capace di tradurre con grande efficacia, nell’ ultimo periodo del muto, il romanticismo di Hugo in un melodramma di ispirazione espressionista. Paul Leni muore prematuramente nel 1929 per una grave malattia.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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