Intervista con Tommy e Frullo degli Extrema, alfieri del metal italiano

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Extrema
@Dario Di Nardo

Gli Extrema nacquero a metà anni ottanta in una Milano che ha recepito il metal in maniera decisa. Cantano da sempre in inglese avendo risonanza nel mondo e partecipando a numerosi festival. Della Line-Up originale rimane solo il fondatore Tommy Massara, sempre deciso nei riff che genera album dopo album. Ma i vari cambi non hanno mai snaturato il loro sound. Francesco “Frullo” La Rosa, “the drummer“, si inserisce nella band nel 2014: ha dato un drumming pazzesco al gruppo, che vede recentemente anche il cambio del cantante… Ma il motto è sempre quello: Massacro Collettivo.

Extrema

Questa intervista di solito è riservata ai batteristi, ma questa volta faccio un’eccezione e diventa una chiacchierata a tre, con Tommy e “Frullo”.

Negli Extrema si sono alternati molti batteristi. Come mai?
Tommy:
Penso sia dovuto al fatto che sono una persona molto esigente, prima di tutto verso me stesso e di conseguenza verso le cose che faccio: gli Extrema sono l’espressione più importante. Penso anche di essere stato molto fortunato a trovare sempre musicisti in sintonia con il mio pensiero.

Secondo voi cosa significa essere musicisti oggi?
Tommy:
Di musica, se non rientri in determinate categorie, si vive abbastanza male. La nostra fortuna è che avendo una storia e un vissuto importante ci siamo ritagliati un nostro piccolissimo spazio dove con tanti sacrifici più o meno riusciamo ancora a stare in piedi senza dover calare le braghe, ovviamente siamo tagliati fuori da una notevole fetta di mercato, ma alla fine sinceramente non ci interessa, continuiamo a fare quello che ci piace come ci piace. Soprattutto con quest’ultimo album ho scritto senza pensare troppo a come il “mercato” avrebbe accolto questo disco ho scritto per me ma da una posizione di ascoltatore potenziale, mi doveva piacere a prescindere dalla proposta.
Frullo: Una volta ci si sentiva “fenomeni” sapendo fare qualcosina, oggigiorno ogni volta che apri un social network sei bombardato da migliaia di video di talentuosi musicisti da ogni angolo del pianeta che ti ricordano che la strada per suonare dignitosamente non finirà mai. Questo permette di esser stimolato quotidianamente a dare il meglio e tentare di lavorare sulla propria personalità musicale… Ma c’è anche chi smette di suonare. In generale io ho sempre mitato alla perfezione… oggigiorno tra quello che si vede in rete, e Tommy, a cui non sfugge mai una virgola di quello che suono, è come un Drum detector, mi sento sempre in obbligo di essere oltre il mio massimo… in poche parole continuo a studiare sullo strumento tutti i giorni mirando sempre oltre. Per la composizione invece si scrive e si suona solo quello che ci piace realmente senza paranoie di marketing o di gusti del pubblico miscelando liberamente le nostre influenze…l’unica preoccupazione è che debbano esserci riff devastanti  e che l’obbiettivo rimanga scriver canzoni e non “suite deliranti” di tecnica fine a se stessa.

Come avete affinatola vostra tecnica?
Tommy:
Ho iniziato a fare air-guitar con una racchetta sui dischi dei Kiss, poi mi sono accorto che loro non suonavano delle racchette da tennis, da quel momento ho fatto di tutto per imparare a suonare la chitarra ed a metter su una Band, ho studiato anche un pò di Armonia in tempi passati e comunque anche se non assiduamente continuo a studiare lo strumento quando trovo qualcosa che mi interessa raggiungere.
Frullo: Quando avevo 5 anni mio padre mi portò con le mie sorelle in una scuola di musica a Genova Sestri…solo che come primo ritmo mi insegnarono il walzer quindi dopo un mese mollai…ritrovai l’amore per la batteria all’età di 12 anni grazie a mia sorella Nicoletta… siccome mio padre aveva trasformato il garage in sala prove per far feste, un pomeriggio sorpresi mia sorella nel tentativo di imparare un groove rock sulla batteria…gli chiesi di spiegarmelo…quel preciso istante determinò la scintilla che divenne una vera e propria ragione di vita: suonare la batteria rock (fa le corna, NdA). Il livello tecnico lo migliorai studiando regolarmente tutti i giorni su metodi e video didattici, suonando con più validi musicisti possibili ed in seguito frequentando il CPM e l’Accademia del Suono con il maestro Maxx Furian.

La batteria per Tommy Massara e Frullo La Rosa cos’è?
Tommy:
Insieme al Basso sono I due strumenti più importanti, per quanto riguarda la musica Rock, La chitarra ti da l’idea di cosa è la song ma il basso e la Batteria incollano tutto e ti danno la cosidetta botta.
Frullo: La batteria è la mia vita, il motore della musica. L’elemento che rende convincente qualsiasi ritmica.

Quale è stata la chiave di volta della vostra carriera?
Tommy:
Lo show di supporto agli Slayer il 7 Maggio del 1987, dopo quello show ho avuto la conferma che potevamo fare qualcosa di importante. Ci siamo riusciti.
Frullo: La nostra recente svolta è stata il necessario cambio di cantante con cui abbiam fortunatamente avuto immediatamente il giusto feeling per comporre nuova musica con entusiasmo permettendoci di completare il disco che era in progetto da qualche tempo.

L’episodio da porre sul piedistallo?
Tommy:
Aver avuto la possibilità di suonare con i Metallica nel 1993.
Frullo: Per la mia esperienza con gli Extrema, l’aver potuto suonare sullo stesso palco con gli Iron Maiden, miei idoli dei miei primi anni da batterista.

Se non foste stati attratti dal vostro strumento, in quale altro strumento o “mestiere” vi sareste trovati a vostro agio?
Tommy: Strumento Batteria, lavoro… Architetto d’interni.
Frullo: Assassino oppure educatore per malati di mente (Ride – NdA), Scherzo, io son sempre stato attratto da sintetizzatori e chitarra ma mi son limitato ad imparare a programmarli…se non avessi suonato la batteria avrei studiato intensivamente questi 2 strumenti. Parallelamente ho sempre portato avanti la mia passione per registrazioni.

Quale è la miscela giusta fra suonare ciò che vorresti e ciò che devi..
Tommy:
Ascoltare ed ascoltarsi e alla base di una buona Band. Il pezzo funziona se c’è equilibrio, non sempre fare troppe cose aiuta. Spesso fare meno è più efficace per la riuscita di un brano. Gli Ac/Dc e i Motörhead sono stati maestri in questo.
Frullo: La miscela giusta la capisco riascoltandomi in registrazione. Mentre si suona a volte si tende ad usare più il corpo che l’orecchio. Infatti la mia prima stesura di una parte di batteria è sempre piena di rullate “tecnicismi” che son divertenti da suonare, ma che riascoltati nell’insieme del brano appesantiscono l’ascolto. Quindi da li parte il processo di finitura fino a raggiungere la migliore miscela che soddisfi tutti i membri della band (compreso il nostro produttore Gabriele Ravaglia). Ovviamente quando mi si bocciano alcune idee non sempre son contento, ma quando sento il brano finito mi ricredo sempre.

Tommy, una volta ci incontrammo a L’Aquila e mi dicesti a mezza bocca che i batteristi sono tutti uguali (con un leggero e sano disprezzo)… e questa cosa mi colpì. So quanto tieni al progetto Extrema e quanto soffri nell’animo tuo quando non tutto gira per il verso giusto. Raccontaci il tuo rapporto con i batteristi…
Tommy:
Ma no, sicuramente stavo facendo una delle mie battute di sano Humor Inglese. Penso di essere sempre stato molto fortunato ad incontrare e suonare con Batteristi speciali che spesso e volentieri erano anche fonte di ispirazione per alcune mie parti di chitarra.

In un batterista/chitarrista cosa cercate?
Tommy:
Precisione, Botta, competenza ed ecletticismo, devo dire che con Fancesco ho trovato un giusto Mix di tutte queste cose. Poi come me, è uno stakanovista del lavoro.
Frullo: In un chitarrista cerco la precisione ritmica e la “pacca” nella pennata…direi che con Tommy non mi posso proprio lamentare! Nel suonare con Tommy ho apprezzato anche molto il suo approccio nella stesura degli assoli di chitarra intesi come un tema scritto in cui ogni nota è pensata e pesata al servizio della musica. Molti chitarristi tendono a costruire i loro soli come delle scariche di note improvvisate di cui godono solo le loro dita… ma non le nostre orecchie (Ride – NdA).

Cosa avete in ballo attualmente?
Tommy: Stiamo per uscire con il nostro nuovo album, il settimo in studio, il titolo dice tutto “Headbanging Forever”, ovviamente l’uscita dell’album genererà concerti e tutta una serie di attività che, speriamo, ci terranno impegnati per I prossimi due anni almeno

Il vostro motto?
Tommy:
Mai arrendersi!
Frullo: Non ti fermare mai!

Nel Thrash Metal che rapporto c’è fra Batterista e Chitarrista?
Tommy:
Precisione chirurgica, il genere richiede questo elemento quasi imprescindibile.
Frullo: Spesso i brani nascono dal semplice jammare chitarra/batteria. Il rapporto dev’esser solido e di perfetta simbiosi. Spesso ogni colpo della batteria. Corrisponde esattamente a una nota della chitarra quindi la riuscita del lavoro di composizione dipende spesso da un buona interazione tra chitarra e batteria.

Quando realizzate un pezzo, come si svolgono le dinamiche solitamente? Come strutturate i pezzi in relazione al drumming.
Tommy:
Di solito per quanto mi riguarda parte tutto da un Riff di chitarra ma spesso ho più o meno in testa come vorrei fosse la batteria, con Francesco devo dire che siamo spesso in sintonia.
Frullo: Le canzoni partono, quasi sempre, da nuovi riff di Tommy su cui lavoriamo nella scrittura della batteria, sia in sala che in fase di programmazione midi. Da quel momento creiamo una struttura provvisoria che ci permetta di suonarlo intero registrando sempre tutto per poter riascoltare. Prima di vederlo finito il brano potrebbe cambiare struttura anche 20 volte…!

Tommy, quale genere di batterista ami nella tua vita, intendo da ascoltatore più che scrittore di musica?
Tommy:
I batteristi moderni hanno secondo me il giusto equilibrio tra tecnica ed espressione. Ma alcuni batteristi “storici” sono iconici ed imprescindibili, questi alcuni nomi della mia personale top ten: Cozy Powell (Solista, Jeff Beck, Rainbow, Whitesnake, Black Sabbath – NdA), Tommy Aldridge (Ozzy Osbourne, Whitesnake, Black Oak Arkansas, Pat Travers – NdA), Clive Burr (Iron Maiden – NdA), Tom Hunting (Exodus – NdA) e lo stesso Lars Ulrich (Metallica – NdA), guarda quest’ultimo, magari non un mostro di tecnica ma a tratti è stato un innovatore.

Tension at the Seams’ è un album che è stato riconosciuto largamente come fondamentale nella storia del Metal Italiano. Ti senti un pioniere del Metal della nostra penisola?
Tommy:
Difficile da dire, sicuramente l’uscita di quell’album ha innescato qualcosa che altre band non erano riuscite a fare.

 

Come album ha una batteria meno Metal ma non meno ‘cattiva’…
Tommy:
La scrittura di quell’album è stato uno dei momenti più severi che ho mai vissuto, eravamo così maniacali nel non volere assolutamente fare cose che altri avevano già tentato, oggi può non sembrare così ma quell’album in particolare è stato frutto di una ricerca e di un lavoro immenso.

Ho come l’impressione che gli Extrema abbiano avuto un’evoluzione musicale atipica, solitamente le band hanno un suono spigoloso o meglio detto più estremo nei primi lavori, il vostro sound invece si è fatto sempre più duro negli anni… quanto ha influito il cambio di batteristi e quanto ha influito il cambio dei vari componenti?
Tommy:
In realtà penso sia il frutto dell’avere alleggerito la testa da molte cose, oggi scriviamo musica per divertirci principalmente, il mercato non ci ha mai arriso come magari ci aspettavamo, quindi, oggi soprattutto, voglio suonare musica che sia decontestualizzata dalle regole e le richieste del mercato. Non voglio inventare niente di nuovo, vorrei solo scrivere delle buone metal songs che si ascoltano volentieri.

Frullo, come è stato entrare a far parte di un gruppo il quale ha generato il proprio sound antecedentemente con altri batteristi, come hai preso in mano la situazione?
Frullo:
E’ stato faticoso perché dopo essermi trascritto tutti i brani, averli imparati tecnicamente etc… ho lavorato con Tommy in sala per curare l’intenzione di ogni singolo stacco e groove. I brani che avevano scritto con Cristiano (Dalla Pellegrina N.d.A) erano densi di intenzioni ritmiche molto colorate in cui non basta lavorare sul semplice esser a click, ma occorre assimilare delle micro accelerazioni e/o rallentamenti in groove e fill che ne determinano l’efficacia… ricordo che Tommy in sala prove faceva spesso l’esempio della molla e poi tirava un pugno per aria… Dormivo anche in sala prove per completare la preparazione…

Extrema
@Dario Di Nardo

Quanto sei attivo nella composizione?
Frullo: Con gli Extrema scrivo principalmente parti di batteria e mi confronto molto con gli altri per la stesura delle strutture dei brani.

Tommy, cambiano i batteristi ma non cambia la batteria! È tua vero? Raccontaci la sua storia.
Tommy:
Ma no assolutamente no, la Vibe Drum che usa Frullo è sua. Quando è entrato a fare parte della band Francesco non aveva un endorsement di Batteria, i ragazzi di Vibe si sono resi disponibili a  proseguire il discorso iniziato con Paolo (Crimi Nda). Paolo ha un suo kit, Francesco il suo. Inoltre Francesco ha sviluppato con I ragazzi di Vibe un suo rullante Signature con una misura particolare, 6.66 (Ride).

Quando la prendeste?
Tommy: L’abbiamo presa durante le registrazioni del “The Old School EP”, siamo andati in sede da loro e abbiamo scelto la tipologia di Kit che più si avvicinasse alle nostre esigenze.

I colori sono terribilmente sensuali! Rossonera, come la tua fede…
Tommy:
Il colore lo abbiamo scelto insieme, non per motivi calcistici, a Francesco non gliene frega nulla del calcio, anzi secondo lui è una perdita di tempo. Il colore è cattivo e accattivante, nulla di più.

Parlaci de “Dai Tempi Del Paron”… è molto proletaria!
Tommy:
Voleva essere un nostro omaggio alla nostra squadra del cuore, ai tempi in cui è stata scritta ¾ della band tifava quei colori. Nel testo si parla delle emozioni della curva e del campo. Non di Wags o soldi.

Non è da tutti o meglio detto, è da Rockers portare un pezzo così alla corte di Galliani & “Paron” (Berlusconi NdA)…
Tommy:
Ci è stata chiesta, non, dalla dirigenza.

Chiudiamo con questa, dove arriverà la musica secondo voi?
Tommy:
La musica è in costante evoluzione, cambia con i tempi e i gusti della gente, magari non la si può capire e può piacere di più o di meno. La musica ha una sua storia e avrà un suo future questo è certo.
Frullo: Ogni musica è la colonna sonora del periodo che si sta vivendo… Dove finirà? Dipende dove finirà il mondo…

Extrema

Qui di seguito la descrizione e schema del Kit attualmente in uso dagli Extrema:

Batteria VIBE DRUM Elite custom, Piatti: Ufip.
1: Doppia Grancassa 22”x18”.
2: Rullante 14” x 6.66” Vibe modello Hammer.
3: Tom 10”x8”.
4: Tom 12”x9”.
5: Timpano 14”x14”.
6: Timpano 16”x14”.

A: Hi-Hat 14″ Ufip bionic series.
C: Crash 17″ Ufip bionic series con sopra Splash Ufip Classic Series da 10″.
D: Splash Ufip 12″ con sopra China Ufip da 10″.
E: Crash 19″ Ufip Bionic Series.
F: Ride 21″ Ufip Rough Series.
G: China 20″ Ufip Rough Series.
H: China 16″ Ufip Supernova.

Hardware:
Aste Yamaha, Tama e Ludwig.
Asta Hi-Hat: DW 5000
Pedale: Pearl Eliminator.
Bacchette: Promark Rebound 5B 595.
E-Devices: Roland Tm2 Trigger dopo il Timpano 5.
Pelli Evans G2 su Tom e Timpani, HD Dry sul Rullante ed EQ3 sulle Grancasse.

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