“Buona vita” e il ritorno alle origini de I Rio

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Il 24 maggio uscirà “Buona vita”, il settimo disco in studio de I Rio, a quindici anni esatti da “Mariachi Hotel”, il primo album della band emiliana. In quindici anni tante avventure, tanti concerti e tante esperienze, musicali e non: come quella dell’essersi ritrovati, insieme a un gruppo di studenti, su un treno per Auschwitz. Ma soprattutto una grande passione: per la vita e per la musica.

Questo album vuole essere un ritorno alle origini: «Abbiamo voluto riprendere le radici di quel che sono stati I Rio – racconta Fabio Mora – Quel Rock pop che ci ha sempre contraddistinto, anche se abbiamo avuto diverse digressioni musicali. “Buona vita” è un disco più unidirezionale, se in altri lavori abbiamo avuto diverse sfumature, questo invece è più d’istinto».

Domenica scorsa abbiamo avuto modo di ascoltare, insieme a un gruppo di selezionati fan, il disco in anteprima e possiamo dire che le premesse sono state ampiamente rispettate: “Buona vita” è un disco composto da brani orecchiabili, ballabili e immediati, in pieno stile Rio. Si parte forte con “Meno Male”, ed è subito un riff aggressivo di chitarra che, se proprio vogliamo fare il gioco dei ricordi, fa venire in mente la cattiveria di alcuni brani di “Mediterraneo”. Ma in realtà sono diversi brani in cui si sente l’orecchiabilità degli esordi: ad esempio “Un giorno in più” che, musicalmente parlando, sembra essere una versione più rock e moderna di “Sei quella per me”.
Di grande impatto è la title track del disco, “Buona vita”, che sarà anche il singolo che da domani andrà in rotazione radiofonica, ma il pezzo in assoluto con più potenziale è “La tua rivoluzione”, un brano orecchiabile, immediato, esplosivo. Una sorta di incitamento e prendere in mano la propria vita, quello che è più caro “Prendiamoci tutto / tutto quello che c’è / che non importa tutto il resto / prendiamoci tutto / tutto quello che vuoi / e il resto fa lo stesso / il mondo addosso / adesso”.
A chiudere il disco, la canzone che forse segna di più il ritorno alle origini: “Stranamore”. È il brano più messicaneggiante, il più ballabile, quello che maggiormente rappresenta l’anello di congiunzione tra I Rio attuali e quelli delle origini.

Ascoltando “Buona vita” viene da dire che I Rio rappresentato l’essenza del fare musica: basso, batteria, chitarra e voce. Tutto qui, semplice, ma diretto. Immediato e sincero. Ognuno ha il suo ruolo, ognuno trova il suo spazio. Un disco che sembra fatto per essere suonato dal vivo.

Tracklist:
1. Meno Male
2. Un anno facile
3. Un giorno in più
4. E
5. Dopo c’è il blu
6. Buona vita
7. Scintilla
8. La tua rivoluzione
9. Stranamore

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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