I figli del fiume giallo

Regioni allagate, popolazioni spostate, triadi e amori. La Cina in viaggio

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I figli del fiume giallo
di Jia Zhangke
con Zhao Tao, Liao Fan, Zheng Xu, Casper Liang, Feng Xiaogang, Yinan Diao.
Voto: Diverso

Dura la vita da mafiosi di provincia di Quiao e Bin nell’area del Fiume Giallo: quando le nuove leve della criminalità si fanno avanti Quiao spara un colpo in aria per salvare l’amato Bin e si fa cinque anni di galera al posto suo per detenzione d’arma. Quando esce Bin si è rifatto una vita e l’ha lasciata. Se la passa meglio di lei? Non è chiaro. Seguire per credere. Sembrava una storia di criminalità marginale, invece è una storia d’amore nella (e per la) Cina degli ultimi anni, che attraversa gli stessi luoghi dei film precedenti di Jia Zhangke, Unknow Pleasures del 2011 e Still Life del 2006. E sono sempre luoghi dove la gente viene sradicata per volontà del governo centrale perché le fonti di ricchezza naturale si sono esaurite e vengono ordinati esodi biblici per svuotare regioni e trasformare valli intere in laghi per l’energia idroelettrica. Il percorso delle due microstorie nella macroeconomia cinese dura 17 anni, alternando distacco e intensità, cinema tradizionale ed elettronica con un occhio affascinato dal grottesco del quotidiano tra documento e immaginazione.

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