Le canzoni preferite di Giuliano Riva tra quelle scritte da suo fratello Massimo

0
Giuliano Riva

di Giuliano Riva

Allora, scusate l’invadenza, metto in fila, come mi ha chiesto Massimo Poggini, le canzoni che preferisco tra quelle che Massimo Riva, mio fratello, ha firmato. L’ordine che scelgo è cronologico, così, evitando di procedere in modo scompigliato, metto un po’ di ordine nei miei ricordi.

Non mi va (1987)

Massimo era molto orgoglioso di quella canzone, ne parlava spesso quando uscì. Perché, oltre ad averla composta, aveva suonato nel disco di Vasco. E aveva fatto addirittura gli assoli, cosa che per lui, essendo un’autodidatta, era la sublimazione di un percorso. Rideva e mi diceva di aver suonato in modo così moderno che nessuno riusciva a tirar giù la partitura. Di questo andava fiero. Diceva: “Ascoltala bene, si sente che sono un musicista d’avanguardia”. E rideva come un matto. Non aveva ancora venticinque anni.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Alzati la gonna (1988)

La prima volta che me la fece sentire, gli dissi che non mi piaceva per niente. Mi sembrava scontata, sciocca, inopportuna. Oggi sarebbe certamente tacciata di sessismo, allora la giudicavo semplicemente banale. Massimo ci rimase male e mi disse sostanzialmente che non capivo un cazzo. Aveva ragione: perché la canzone ebbe molto successo tanto da arrivare al secondo posto della hit parade. Cambiai idea dopo aver visto il video. Era spettacolare, con quell’introduzione sinfonica e quell’immagine del biglietto lasciato sul tavolo del vicino che impazzisce sentendo la Steve Rogers Band che suona nell’appartamento di sotto (o di sopra, non ricordo). Il biglietto recitava “Sono andata dalla parrucchiera”. E il video era un pieno di energia, un gioiello purissimo. Erano proprio bravi. E Massimo era quello che guidava la giostra.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Tanto è lo stesso (1989)

Erano andati a Sanremo con la canzone Uno di noi (anche quella non mi piaceva e gliel’avevo detto ricevendo la solita risposta) e le cose non erano andate bene. Tanto è lo stesso invece mi piaceva un casino, forse perché aveva quella frase “prendi la mia vita e buttala nel cesso” che mi ricordava tanto i Sex Pistols, insomma quel modo di vivere l’attimo senza doversi preoccupare del domani. Non so se mi diede retta o fu un caso: fatto sta che al Festivalbar andarono con Tanto è lo stesso. E le cose, dopo la botta di Sanremo, ricominciarono a prendere la direzione giusta.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

E poi (1990)

È l’ultima canzone dell’album Sono donne della Steve Rogers Band, un album talmente bello che, paradossalmente, nessuno se lo ricorda. A me E poi piace da matti perché c’è tutta la malinconia della vita che Massimo si era scelto e della quale era orgoglioso. Lì dentro ci sono tante cose, c’è soprattutto la capacità di rendersi conto che la vita è un gran casino e tutto quello che sembrava facile era diventato complicato. È una bellissima canzone.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Vivere (1993)

Vivere è la canzone di tutti noi. Vasco, Tullio e Massimo la scrissero nell’anno in cui io mi trasferivo a Roma. Era un anno in cui cambiavano tante cose per me. E cambiavano tante cose anche per Massimo. Vivere è una canzone maestosa, la canzone che ha rimesso insieme Massimo e Vasco e ho sempre pensato che sia venuta fuori così bene perché tutti sapevamo che quella cosa sarebbe dovuta succedere e a un certo punto successe.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

…Stupendo (1993)

Perché è un’opera omnia, qualcosa che mette insieme tutto, come un film di Bertolucci. C’è dentro quello che siamo stati, la fatica di esserlo stati, il fastidio di saperlo, il peso di doverlo accettare, la forza di dirlo, il coraggio guardare in faccia le cose. Dentro quella canzone ho sempre visto la loro storia, quella di Massimo e Vasco, il loro essere artisti, gente che si mette in gioco, gente che piuttosto di far finta di niente saluta la compagnia.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Se il diavolo fosse il re (1993)

Questa è la canzone di Massimo che in assoluto mi piace di più. Per quanto riguarda i testi è una canzone “surrealista”, talmente surrealista che non si capisce dove cazzo vada a parare e dunque riflette perfettamente la figura di mio fratello. Musicalmente, attenzione, io di musica non capisco una mazza per cui quello che sto per dire probabilmente è una sciocchezza, musicalmente dicevo è la canzone che sublima la sua capacità di “assorbire” le influenze di genere. Massimo ha sempre adorato contaminare i generi: è partito dalle fiabe sonore, è passato a Mozart e Beethoven, ha deviato su Gianni Morandi per poi passare ai Jethro Tull e ai Deep Purple, ha abbracciato Umberto Tozzi, I Genesis, gli Squallor, Lou Reed, Elio e le Storie Tese, David Bowie, i Doors ed è chiaro che non potesse rimanere immune alle influenze che al tempo irrompevano dall’Irlanda. Se il Diavolo fosse il re l’ho sempre percepito come un inchino agli U2, ma probabilmente, ripeto, questa è una stupida, infondata, idea mia.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Sbagli miei (2000)

Massimo mi ha sempre fatto ascoltare le sue canzoni, ma questa splendida ballata non l’avevo mai sentita. Come non avevo mai sentito le canzoni dell’album che stava realizzando quando se ne è andato. Le ho sentite dopo. E mi sono sembrate tutte bellissime, anche perché, porca puttana, non potevo più dirgli che non mi piacevano. Magari solo per farlo incazzare.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Redazione
Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome