Nek: «La vita è un gioco, ma quante avversità»

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Nek
@Luisa Carcavale

Si intitola Il mio gioco preferito – parte prima, il quattordicesimo album di Nek. Il cd, anticipato dal singolo in radio La storia del mondo, rientra in un progetto musicale che caratterizzerà il 2019 dell’artista con un secondo capitolo, che uscirà il prossimo autunno. A tre mesi dalla partecipazione al Festival di Sanremo (Mi farò trovare pronto) arrivano sette tracce inedite per un disco che punta sull’essenzialità degli strumenti, e che si allontana completamente dall’impronta elettronica del precedente (Unici, 2016) come lui stesso ci racconta, nel corso di una lunga chiacchierata tenutasi a Milano, in uno studio di registrazione.

Per la cover dell’album hai scelto l’immagine del celebre quanto complicato, cubo di Rubik. La vita è un gioco, ma quante avversità! «È esattamente quello che intendevo dire, mi fa piacere sia arrivato subito il messaggio. Non volevo che in copertina venisse utilizzata la mia faccia, cercavo un’immagine che rappresentasse il titolo. La vita è fatta di incastri, sfaccettature, colori, difficoltà».

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Perché l’idea delle due uscite?
«In un periodo in cui si consuma tutto subito, ho pensato fosse un modo alternativo per dare spazio a un progetto unico, da proporre in momenti differenti. Mi incuriosiva la cosa, sono stato anche spinto dalla voglia di fare qualcosa di diverso».

Quando uscirà la seconda parte?
«Ancora non è pronta. Le nuove tecnologie mi permettono di chiudere il cd anche all’ ultimo minuto, ma vi anticipo che il denominatore comune sarà l’essenzialità dei suoni». 

Due parole a proposito dei testi
«Credo che un cantante sia prima di tutto un portavoce di emozioni. Ci sono storie che ho ascoltato e fatto mie, altre molto importanti che hanno attraversato la mia vita. Io mi sono come al solito guardato dentro, riscoprendomi l’eterno ragazzino che ha ancora voglia di giocare».

Quale traccia senti maggiormente tua?
«Probabilmente Musica sotto le bombe, un brano ska molto distante dal mio genere pop, che è la fotografia perfetta del mondo d’oggi. Poi c’è Alza la radio, che racconta la quotidianità di una persona, in questo caso mia moglie, che inizia la giornata ascoltando musica. Una delle due sarà il singolo per l’estate». 

Mi ha colpito molto una frase di Cosa ci ha fatto l’amore. Dice ma chi è come me non sceglie, corre per dimenticare…’
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Nella vita ti ritrovi a dover affrontare dei momenti decisamente difficili come la perdita di un genitore (Cesare, il padre di Filippo è scomparso nel 2012; ndr…), e a volte ti ritrovi a correre a perdifiato, per sfogare il dolore. Ma la mia vita è comunque da sempre tutta una corsa, sono un iperattivo di natura». 

Questo disco è sicuramente più analogico, rispetto al precedente.
«Volutamente. Ho sentito il bisogno di sottrarre strumenti per ritornare un po’ alle origini, a tal punto che strizza l’occhio al mio quarto album (Lei gli amici e tutto il resto; ndr) pubblicato … ventidue anni fa! Erano altri tempi, ma quella dimensione mi mancava».

Che tipo di sensazioni provi oggi, ad ogni uscita discografica?
«Una miscela di ansia e piacere. Adoro regalare alla gente una fotografia di me».

Come è andata in studio?
«Sinergia completa con tutti, un bellissimo viaggio ma la mia vera dimensione è il live».

L’album verrà pubblicato anche all’estero?
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Assolutamente sì, appena troverò il tempo di registrarlo in spagnolo. Credo in autunno».

A proposito, il 18 novembre partirà il tour europeo ma prima sarai protagonista di un altro evento importante: il concerto il 22 settembre all’Arena di Verona.
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Quella tappa fortemente voluta sarà la mia terza volta, dopo quella del 2017 e quella dello scorso anno, sul palco con Max Pezzali e Francesco Renga. Mi emoziono solo al pensiero, vorrei che quell’appuntamento diventasse fisso! Già da bambino subivo il fascino di quel luogo così magico e affascinante, trovo sia un privilegio suonarci».

Chiudiamo parlando ancora di musica, questa volta non tua: che approccio hai con il genere del momento più amato dai ragazzi?
«Sono più vicino al rap che ho imparato ad apprezzare frequentando J. Ax, ma se intendi la trap, non ci siamo, la ignoro proprio. Persino mia figlia che ha 8 anni si è già stufata di ascoltarla, pur continuando ad apprezzare Ghali che tutto sommato non è male, è crossover. Gli altri della generazione trapper mi perdoneranno…io faccio parte della vecchia scuola!». 

I biglietti per il live del 22 settembre all’ Arena di Verona sono già disponibili  sul sito di TicketOne e nei punti vendita e nelle prevendite abituali. 

Queste le prossime tappe dell’Instore tour che ha preso il via proprio in questi giorni:

13 maggio Firenze, (Galleria del Disco ore 18.00);
14 Marcianise (Mondadori c/o CC Campania ore 18.00);
15 Marghera (Mondadori c/o Nave De Vero ore 18.00);
16 Stezzano BG (Mediaworld c/o CC Le due Torri ore 18.00);
17 Torino (Mediaworld c/o CC 8 Gallery ore 18.00),
18 maggio a Bassano del Grappa (Mediaworld c/o CC Il Grifone ore 18.00),
19 Reggio Emilia (Mediaworld c/o CC I Petali di Reggio ore 18.00) 

Queste le date del tour europeo (biglietti già in prevendita)

18 novembre MUNCHEN TonHalle;
25 BRUXELLES Cirque Royal;
26 PARIS Bataclan;
30 LUXEMBOURG Rockhal Club
1 dicembre LONDON Shepherd’s Bush;
2 dicembre MADRID Teatro Nuevo Apolo 

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