Red Joan

La vera storia della spia che avrebbe inventato la Guerra Fredda per senso di giustizia

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Red Joan
di Trevor Nunn
con Judi Dench, Sophie Cookson, Stephen Campbell Moore, Tom Hughes, Ben Miles.
Voto: Deja vu

La storia vera a cui il produttore di Marilyn e Shakespeare in Love si è ispirato è quella di Melita Norwood (qui si chiama Joan Stanley) che, mentre lavorava per il governo verso la fine della seconda guerra mondiale, accettò di passare ai russi i piani della bomba atomica studiata dagli inglesi. Un po’ perché circuita dal solito dandy passato da Cambridge a Stalin (che gli sembrava un difensore del mondo dai nazi), un po’ perché innamorata -meno- del professore che lavorava al progetto e infine per dare ai russi il giusto contraltare allo strapotere americano dopo Hiroshima e Nagasaki. In pratica, inventò la deterrenza e la Guerra Fredda. E il bello è che il suo ruolo nel Grande Gioco era di segretaria dello scienziato. Lavorò per il KGB ma non simpatizzava per il comunismo. Il tutto è raccontato a partire dall’arresto di Joan “la rossa» (titolo originale Red Joan) quando (ormai è nonna, quasi non ci pensa più) i servizi segreti mandano due agenti a bussare alla porta di casa sua. Li accoglie nel presente Judi Dench che ricorda con nostalgia. Il passato è affidato a Sophie Cookson e il regista Trevor Nunn si appoggia più alla cura dei particolari (in questo genere di film i tagli di capelli e gli abiti d’epoca sono rigorosi) che all’incalzare degli eventi, che suonano noiosi come forse è lo spionaggio nella realtà.

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