Enzo Gragnaniello: “Per liberarvi dai pregiudizi su Napoli, venite qui a fare una passeggiata”

0
Enro Gragnaniello
@Guido Harari

Il 26 aprile Enzo Gragnaniello è tornato con un nuovo lavoro, Lo chiamavano vient ‘ ‘e terra, album che arriva a distanza di quattro anni dal precedente Misteriosamente.

Anticipato dal singolo omonimo, l’album ci porta alla scoperta di dodici brani, firmati e prodotti dallo stesso cantautore napoletano,  vincitore tre volte  della prestigiosa Targa Tenco, e reduce da diversi riconoscimenti per il cinema, con la colonna sonora del film Veleno, il brano Vasame, incluso nella colonna sonora di Napoli velata, di Ferzan Özpetek (interpretata da Arisa), e L’erba cattiva, brano presente nella colonna sonora di Gatta Cenerentola.

Autore e musicista raffinato, Gragnaniello vive la sua napoletanità con palese orgoglio, concedendo con la sua musica nuove sfumature alla canzone napoletana, che così si lascia contaminare, contaminando a sua volta.

L’affresco che riproduce il nuovo lavoro raffigura l’essenza di un uomo completamente padrone del suo tempo, a cui ha regalato il senso più profondo: quello assoluto di libertà.

Il suo nuovo album, Lo chiamavano vient ‘ e terra, è stato anticipato dal singolo omonimo, che è autobiografico.
Sì, ho fatto un po’ come fanno i pittori, che si concedono un autoritratto. Il brano racconta quindi la mia storia, il senso di libertà che l’accompagna, e che si concede di vivere le più disparate esperienze.

In uno dei brani, Mmano ‘O Tiempo, parla di quanto sia preziosa la nostra esistenza, il tempo che ci è concesso di vivere.
Il tempo è prezioso per tutti, per questo bisogna prendere coscienza di come viviamo e perché viviamo. Dobbiamo essere padroni del nostro tempo e non viceversa. Spesso il tempo ci “mangia”, con le nostre ansie, con la paura di non farcela nella vita.

Lei ha mai avuto paura di non farcela?
Personalmente no, ma siamo circondati da persone in perenne ansia di raggiungere chissà quale obiettivo. Dobbiamo invece cercare di vivere in sintonia con noi stessi, provando a non farci divorare dalla paura di non poter pagare, ad esempio, la bolletta della luce.

L’ansia di non poterla pagare quella bolletta, ossia di non riuscire ad arrivare a fine mese, invece l’ha vissuta?
Sì, ho vissuto quella paura, come tanti, in particolare durante un periodo di scarso lavoro, e con una figlia da tirare su.

Con il brano Gli uomini Ego, descrive una precisa categoria di persone…
Gli uomini “ego” sono coloro che credono di avere sempre qualcosa “in più degli altri”, che si credono ogni volta superiori, più furbi, più intelligenti. Questa convinzione li porta però a confondere il loro pensiero con la realtà.

Perché il titolo Povero Munno (povero mondo)?
Perché non stiamo vivendo un bel momento. Goethe diceva che Napoli è il Paradiso abitato dai diavoli, io ribadisco invece che è proprio il mondo intero ad essere un Paradiso abitato da diavoli, ossia da quelle persone che non hanno ancora capito il senso della vita, della gentilezza, magia e splendore.

L’album si chiude con Tiempo ‘e veleno, che è stato anche colonna sonora del film Veleno.
È un film importante, che ruota intorno alle vicende legate alla Terra dei Fuochi, e racconta la storia di un contadino innamorato della sua terra, che alla fine si ammala di quel “veleno” che lo conduce inesorabilmente alla morte.

A proposito di amore per la propria terra, lei ha un gran legame con la sua città, Napoli, in cui ancora oggi vive.
Io non mi sento semplicemente napoletano, mi sento proprio una parte della mia città. Sento i suoi umori, sento che mi appartiene, completamente.

Nel corso della sua carriera ha collaborato con diversi artisti. Cito una collaborazione su tutte, quella del brano Cu’mmè, che ha interpretato poi con Mia Martini e Roberto Murolo. Canzone di grande successo, tradotta poi in otto lingue, e che ha il merito di aver rilanciato la canzone napoletana moderna.
Non mi aspettavo un impatto così forte da quel brano. Sapevo che la canzone mi emozionava, ma non si immagina mai il successo, si pensa solo a fare un buon lavoro. Sono canzoni che arrivano in momenti particolari, ed è una fortuna per chi fa questo lavoro che ogni tanto arrivino.

Si ricorda com’è nata?
Avevo già la melodia, e siccome Roberto Murolo stava realizzando un disco per i suoi 80 anni (con altri interpreti), mi chiese, tramite il suo produttore, di fargli avere il pezzo. Per quel brano pensai immediatamente di affiancargli Mimì (Mia Martini), con cui già collaboravo da tempo.
Nella mia immaginazione Roberto Murolo infatti era il mare, mentre Mimì incarnava alla perfezione la tempesta.

Alle elementari aveva un compagno di classe indimenticabile per tutti noi, Pino Daniele.
Eravamo dello stesso quartiere, andavamo quindi a scuola insieme, nella stessa classe. Abbiamo vissuto tutta l’infanzia insieme. Pino è stato un grande, un grande innovatore della musica napoletana.

Essere napoletano l’ha aiutata ad affrontare meglio le difficoltà della vita? E quanto sono ancora forti, secondo lei, i pregiudizi legati a Napoli?
Sicuramente sì, è la “cultura” dei napoletani ad aiutare. Io poi mi sono sempre sentito libero di dire e fare ogni cosa. I pregiudizi ci sono ancora, ma resistono soprattutto in chi qui non viene mai.
Quindi a loro dico:“venite qui, venitevi a fare una passeggiata a Napoli”. Siamo una città piena di energia, e anche piena di problemi, certo, ma tiriamo fuori sempre il meglio. Il napoletano poi non pensa mai di essere povero. È ricco perché è libero, vive alla giornata.

Lei ripete spesso questa parola, “libertà”.
La libertà è fondamentale.
È quella che ti aiuta a prendere coscienza di ciò che sei.
Dobbiamo liberarci dalle nostre inutili prigioni. Le più tenaci poi sono solo nella nostra testa.

Tracklist Lo Chiamavano vient’ ‘e terra

01. Mmano ‘o tiempo 

02. Lo chiamavano Vient’ ‘e terra

03. Addò si stat

04. Na sera Cu’tte

05. Si tu me cunusciss’

06. Gli uomini Ego

07. Cara

08. Nun c’è bisogno

09. Povero Munno

10. ‘A delinquenza

11. Ancora in me

12. Tiempo ‘e veleno

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome