L’ Alba del cinema italiano – omaggio ad Alba Rohrwacher

Dal 17 maggio al 5 giugno 2019 al MIC- Museo Interattivo Cinema Milano 12 film dell’attrice fiorentina

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Foto di Alba Rohrwacher

Una rassegna che ripercorre la sua prestigiosa carriera

Discreta e delicata, Alba Rohrwacher già dal suo esordio in L’amore ritrovato del 2004 di Carlo Mazzacurati (giovedì 23 maggio ore 15) dimostra di essere una delle interpreti più interessanti del panorama cinematografico italiano. Poi si fa notare in Mio fratello è figlio unico del 2007 di Daniele Luchetti, dove è la sorella di Elio Germano e Riccardo Scamarcio. La sua carriera, ormai avviata brillantemente, la vede recitare sotto la direzione di molti registi tra i quali Pupi Avati per Il papà di Giovanna del 2008 (domenica 26 maggio ore 15 e mercoledì 5 giugno ore 18) la cui interpretazione le vale il David di Donatello come Miglior attrice protagonista e per Saverio Costanzo, autore di La solitudine dei numeri primi del 2010 (domenica 2 giugno ore 15), che le fa guadagnare il Nastro d’ Argento. Nel 2009 è nel cast di L’uomo che verrà (mercoledì 22 maggio ore 17) di Giorgio Diritti e l’anno dopo è accanto a Pierfrancesco Favino, protagonista del film di Silvio Soldini Cosa voglio di più (sabato 18 maggio ore 17), con cui si aggiudica il Ciak d’oro. Nel 2014 partecipa al film diretto dalla sorella Alice Le meraviglie (martedì 21 maggio ore 15 e mercoledì 5 giugno ore 18) ispirato all’ infanzia delle due Rohrwacher e ancora è l’interprete principale di Hungry Hearts di Saverio Costanzo (venerdì 17 maggio ore 15 e martedì 4 giugno ore 16)), tratto dal romanzo Il bambino indaco. Seguono nel 2015 Sangue del mio sangue di Marco Bellocchio (sabato 1 giugno ore 17), storia di suor Benedetta che verrà murata viva nel suo monastero condannata per aver sedotto il nobile Federico e Vergine giurata di Laura Bispuri (venerdì 31 maggio ore 15), dall’ omonimo romanzo di Elvira Dones, nel quale Alba è straordinaria nei panni di Hana, una giovane donna albanese abitante    di una rigida società patriarcale. Del 2018 è Troppa grazia (venerdì 24 ore 21 e domenica 24 maggio ore 19,30) di Gianni Zanasi nei panni di Lucia, una giovane mamma single che lavora come precaria in uno studio di architettura. Mentre sta effettuando dei rilevamenti su un terreno, le appare una singolare figura che le intimerà di costruire proprio lì una chiesa. Recita poi in Figlia mia sempre di Laura Bispuri (mercoledì 29 maggio ore 15) con Valerio Golino, la vicenda di Vittoria divisa dalla battaglia intrapresa dalle sue madri: Tina, quella “ufficiale” che ha un rapporto strettissimo con la bambina e quella biologica, Angelica, donna fragile e dalla vita scombinata.  Nello stesso anno Alba è nuovamente diretta dalla sorella Alice in Lazzaro felice (venerdì 17 maggio ore 15), l’amicizia tra due coetanei, Lazzaro e Tancredi, appartenenti a due mondi diversi. Il primo è figlio dei contadini che lavorano nella piantagione della Marchesa Alfonsina e il secondo è il figlio della padrona.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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