Flowers Festival, dal 27 giugno a Collegno con tanti nomi della scena nazionale e internazionale

0
Foto Flavio Iannello

Cinque edizioni per un Festival non sono poche, ma l’entusiasmo che accompagna ogni edizione lascia intuire quanto lavoro e quante belle persone ruotano attorno ad esso: stiamo parlando del Flowers Festival che, come ogni anno, si tiene nel Cortile della Lavanderia a Vapore nel Parco della Certosa di Collegno (To) da giovedì 27 giugno a sabato 20 luglio. L’organizzazione è dell’associazione culturale Hiroshima Mon Amour e Cooperativa Culturale Biancaneve. Il titolo dell’edizione di quest’anno, “Building a new society”, è stato suggerito dal luogo in cui si svolge il Festival ovvero, il Cortile della Lavanderia del più grande e celebre manicomio italiano, quello di Collegno. Franco Basaglia, chiudendolo insieme alle altre strutture manicomiali italiane, distrusse nei fatti quei luoghi creati dalla nuova società ottocentesca per la segregazione di soggetti non utili alla sua costruzione nei canoni etico/economici, quali folli, derelitti e soggetti marginali. A questa battaglia di civiltà è stato dedicato il biennio 2017-2018, quando si sono esibiti Cat Power, Blixa Bargeld e Diamanda Galàs, Pierpaolo Capovilla, Einsturzende Neubauten, Anhoni, sono andate in scenaproduzioni esclusive quali “Perizia Psichiatrica Nazionalpopolare” di Giovanni Lindo Ferretti, e ancora gli Eugenio in Via di Gioia con “Altrove”, Wu Ming Foundation in “La Terapia del fulmine”, Willy Merz Project, CLG Ensemble e Vanessa Roghi in “La saggezza allo Zenith”.

L’organizzazione ha deciso quest’anno di focalizzare la propria attenzione su uno specifico tema e in base a esso scegliere gli artisti che sono andati a comporre il cartellone ufficiale. Abbiamo intervistato Fabrizio Gargarone, che firma la direzione artistica della manifestazione.

Fabrizio, dopo la presentazione alla stampa la macchina si è messa in moto per questa nuova edizione. Stavolta c’è anche un tema conduttore che riguarda i tempi che stiamo vivendo: cosa ti ha ispirato?
È un’idea forte, legata al tempo in cui siamo, un tempo che si diceva liquido, ma io lo trovo più friabile che liquido. Tutto nasce dal discorso che Ezio Bosso ha tenuto al Parlamento Europeo, un discorso storico che mi è venuto in soccorso per sviluppare l’idea del Festival. Bosso che va al Parlamento Europeo per fornire alcune ricette per recuperare un senso a un mondo che questo senso l’ha un po’ perso. Ho subito chiesto a Bosso di essere uno dei protagonisti del Festival. Ha accettato per suonare l’11 luglio la quinta di Beethoven e una sua composizione nuova. Poi sarà il 9 giugno in prima serata su Rai 3 con un programma musica classica intitolata «Che storia è la musica». 

Anche le altre edizioni avevano un tema conduttore?
Le ultime due sono state dedicate a Franco Basaglia, lo psichiatra italiano a cui si deve la legge, tuttora all’avanguardia nel Mondo, per il superamento delle strutture psichiatriche. L’anno scorso venne Ferretti con l’opera inedita «Perizia Psichiatrica Nazionalpopolare» e gli Eugenio in Via di Gioia, l’anno prima Diamanda Galas che aveva iniziato a esibirsi nei manicomi ai tempi del Living Theatre.  Abbiamo sempre avuto una certa attenzione verso gli artisti alternativi, Cat Power per esempio che ha inaugurato il Festival dello scorso anno.

Torino è una città ricca di attività artistiche, molto importante è stato il Traffic Festival. C’è relazione con quell’esperienza?
Il Flowers Festival è alla quinta edizione ed è iniziato quando il Traffic Festival ha chiuso i battenti dopo dieci edizioni. Alla direzione artistica eravamo io, Max Casacci e Alberto Campo. Diciamo che l’idea di sfruttare lo spazio di un ex manicomio mi ha fornito altro entusiasmo per costruire un altro Festival. Ho poi scoperto che artisti invitati nelle precedenti edizioni hanno avuto storie personali collegate all’argomento. Per esempio Gianna Nannini ha fatto l’operatrice psichiatrica, così come Giovanni Lindo Ferretti. Quest’anno abbiamo voluto fare un ulteriore passo avanti, in un periodo di smarrimento comune.  Non si sa più cosa pensare ascoltando i telegiornali che parlano in continuazione di Brexit, di politica internazionale e nazionale che mostra molte incognite. Si respira un’aria di instabilità e così ho creduto opportuno interrogare artisti e poeti, chiedere a loro altri punti di vista, chiedere loro qualche consiglio. Sono andato a cercare persone che potessero fornire alcune risposte. Dapprima Ezio Bosso e poi Joan Baez che, come lei stessa dice, non è solo una cantante, ma un’attivista sociale e politica. Un suo concerto inserito in questo contesto assume un altro senso.

Si parla anche tanto di «cambiamenti climatici»: non avete incluso questo argomento nel Festival?
Non esplicitamente, ma è trattato da alcuni artisti che partecipano e che hanno un rapporto con la natura molto stretto: Yann Tiersen entra nel tema del Festival con un percorso singolare avendo scelto con la sua compagna di vivere in una piccola isola bretone, Ouessant, in una comunità di 800 persone. Stesso percorso per il nuovo astro del pianismo contemporaneo, Olafur Arnalds, che vive e lavora nella sua Mosfellsbær, piccola città a venti km da Reykjavík, dove ha sede un dei più importanti studi musicali di registrazione, lo Sundlaugin, di proprietà e gestione della band Sigur Rós. Quindi Jack Savoretti che, pur essendo una star internazionale in grado quest’anno con il suo ultimo album di occupare il primo posto degli album più venduti in Regno Unito, ha scelto di vivere nell’Oxfordshire dove i figli frequentano la scuola pubblica. Scelte che stanno in relazione con la comunità e con la natura, come quella che ha fatto Maurizio Carucci, il leader degli Ex- Otago uno dei gruppi di punta della nuova scena italiana che affianca alla sua professione di musicista quella di contadino in un piccolo comune della Val Borbera, terra di confine tra le quattro regioni di Liguria, Piemonte, Lombardia Emilia Romagna, dove vive con la sua compagna per  produrre frutta e verdura. Il richiamo ai bisogni di madre natura non è nel manifesto ma è implicito.

Nel Festival sono presenti anche artisti di nuova generazione. Come convivono con i volti storici? Non avverti che ci sia stata una frattura con il passato?
Spero di vedere molti giovani a vedere Joan Baez; certo, è evidente che c’è stata una frattura: chi segue il rap non sa cos’è Facebook perché usa Instagram. Io cerco di sfruttare i canali che usa un quindicenne per inserirci del senso. È solo un fatto di tempo, occorre farli ragionare su cose che ascoltano loro. Molti trapper sanno davvero scrivere, se uno riuscisse a fargli capire che stanno ascoltando un poeta e non uno che dice quattro stronzate, secondo me si fa un passo avanti.  In tal senso, proponiamo una serata con tre rapper e trapper che affrontano temi reali, parlano di angosce contemporanee, uno che ascolta magari ci trova un senso e magari approfondisce. 

IL CARTELLONE

GIOVEDI’ 27 GIUGNO

CHINESE MAN + C’MON TIGRE

posto unico in piedi 20 euro 

VENERDI’ 28 GIUGNO 

OLAFUR ARNALDS + DARDUST 

posto a sedere numerato da 34 euro, 28 euro e 20 euro

SABATO 29 GIUGNO 

PENDULUM dj set + PANDA DUB + TWEE

posto unico in piedi 20 euro 

MARTEDI’ 2  LUGLIO

PINGUINI TATTICI NUCLEARI + CLAVDIO

posto unico in piedi 20 euro 

MERCOLEDI’ 3 LUGLIO 

EX-OTAGO + VIITO

posto unico in piedi 20 euro 

GIOVEDI’ 4 LUGLIO 

MADMAN + MASSIMO PERICOLO
posto unico in piedi 22 euro 

VENERDI’ 5 LUGLIO 

JACK SAVORETTI  Unica data italiana

posto a sedere numerato da 38 euro, 32 euro, 26 euro 

SABATO 6 LUGLIO 

DJ FROM MARS + IMMANUEL CASTO + ROMINA FALCONI + THE ANDRE’

posto unico in piedi 15 euro 

LUNEDI 8 LUGLIO 

YANN TIERSEN

posto a sedere numerato da 36 euro, 30 euro, 24 euro 

MARTEDI 9 LUGLIO 

RANCORE + FAST ANIMALS AND SLOW KIDS + GIANCANE

posto unico in piedi 20 euro

MERCOLEDI’ 10 LUGLIO 

ZEN CIRCUS + GIOVANNI TRUPPI + IO E LA TIGRE

posto unico in piedi 20 euro

GIOVEDI’ 11 LUGLIO

EZIO BOSSO
& EUROPE PHILHARMONIC ORCHESTRA

posto a sedere numerato da 50 euro, 40 euro, 30 euro

VENERDI’ 12 LUGLIO 

MECNA + SIDE BABY + DUTCH NAZARI 

posto unico in piedi 18 euro 

SABATO 13 LUGLIO 

THE BLOODY BEETROOTS dj set + PRIESTESS + FRAN E I PENSIERI MOLESTI

posto unico in piedi 15 euro

DOMENICA 14 LUGLIO

GIUSEPPE CENDERNA, WILLI MERZ PROJECT, CLG ENSEMLBE in Odisseo, il Migrante

LUNEDI’ 15 LUGLIO
THE LIBERATION PROJECT 

Feat. Phil Manzanera, N’Faly Kouyate, Cisco Bellotti

posto unico in piedi 20 euro

MARTEDI’ 16 LUGLIO

GAZZELLE

posto unico in piedi 25 euro

MERCOLEDI’ 17 LUGLIO

MOTTA + LA RAPPRESENTANTE DI LISTA + FULMINACCI

posto unico in piedi 20 euro

VENERDI’ 19 LUGLIO 

JOAN BAEZ

Unica data italiana

posto a sedere numerato da 53 euro, 46 euro, 38 euro

SABATO 20 LUGLIO 

FLOWERS FESTIVAL FINAL PARTY 

I biglietti per i concerti si possono acquistare negli abituali punti di prevendita dei circuiti www.ticketone.it e www.mailticket.it, sul sito www.flowersfestival.it e presso la biglietteria del festival, la sera dello spettacolo. 

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome