Verrà presentato il suo libro Al cinema da giovani. Giudizi, amori, insofferenze in compagnia dei film più amati
Romano, classe 1939, Maurizio Ponzi proveniente da una famiglia proletaria, da giovane alterna la sua vita di impiegato con la critica cinematografica su alcune importanti riviste di cinema tre le quali Film critica e Cinema & Film uscita dal ’66 al ’70, di cui diventa uno dei direttori. Però la sua vocazione è quella di stare dietro la macchina da presa. Dopo alcune esperienze come autore di filmati dedicati all’ analisi critica legata al cinema, gira il suo primo lungometraggio I visionari, ispirato ad un dramma di Musile e poi altri due lavori per la Rai. Nel 1971 firma Equinozio, dal romanzo di Anna Banti Le donne muoiono e nel ’75 Il caso Raoul, entrambi incentrati su tematiche sociologico-psichiatriche che però passano inosservati. Nel 1982 la svolta della sua carriera avviene dopo l’incontro con il comico toscano Francesco Muti. Madonna che silenzio c’è stasera e Io, Chiara e lo scuro (1983), una sorta di omaggio al film di Paul Newman Lo spaccone, sono commedie garbate e di grande successo al botteghino. Seguono Qualcosa di biondo con Sophia Loren; Il tenente dei carabinieri con Enrico Montesano e Nino Manfredi; Noi uomini duri con Renato Pozzetto e Montesano; Il volpone con Paolo Villaggio, Enrico Montesano, Eleonora Giorgi, Enrico Maria Salerno, Renzo Montagnani, Alessandro Haber, Athina Cenci; Anche i commercialisti hanno un’anima con Pozzetto, Montesano e Sabrina Ferilli e Italiani con Giulio Scarpati e Giuliana De Sio. Si dedica anche alla televisione con Il bello delle donne interpretato da Stefania Sandrelli, De Sio, Virna Lisi, Nancy Brilli. Maurizio Ponzi curiosamente ha spesso utilizzato nei suoi film i tram, di cui sa tutto, record, curiosità, statistiche come i 200 jumbo in circolazione a Milano negli anni Ottanta. “Una città che adoro insieme a Vienna, dove ci sono i più bei tram in circolazione” come ha confidato in un’intervista a Sandro Rezoagli su Panorama nel luglio 1983. “Amo i tram con la stessa intensità del cinema”- prosegue il regista “forse perché sono nati nello stesso anno, il 1895”. Dopo la proiezione alle ore 16,30 del film Roma ore 11 di Giuseppe De Santis del 1952 che Maurizio Ponzi ama particolarmente, seguirà un incontro moderato da Franco Montini con Giuliana De Sio, Piero Spila e lo stesso regista nel corso del quale sarà presentato il suo libro Al cinema da giovani. Giudizi, amori, insofferenze in compagnia dei film più amati (Falsopiano, 2019).







































Sei un regista dimenticato non so perché i tuoi film sono bellissimi