Vinicio Capossela ritorna con “Ballate per uomini e bestie”

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Vibicio Capossela
Foto Simone Cecchetti

L’appuntamento per la presentazione del nuovo disco di Vinicio Capossela è fissato in una chiesa in centro a Milano. Sono luoghi abituali per l’artista che aveva già presentato un suo disco nel 2006 presso la chiesa di San Carpofaro in Brera.

Stavolta la chiesa non è sconsacrata, ma non poteva essere scelto luogo più adatto. Infatti, il nuovo album Ballate per uomini e bestie tratta vari argomenti attorno a vicissitudini umane e di animali. Guarda a forme e espressioni del passato, richiama avvenimenti e accadimenti che hanno lasciato il segno, per esempio la peste. Infatti il luogo scelto per la presentazione è proprio San Carlo al Lazzaretto, chiesetta facente parte dell’antico lazzaretto costruito a partire dal 1488.

Vinicio Capossela è uno degli artisti più creativi che la scena cantautorale italiana può vantare. Dal precedente album Canzoni della cupa sono passati tre anni e lui nel frattempo ha continuato a frequentare i palchi dei concerti live presentando live visionari e assolutamente spettacolari. Ai primi di maggio ha tenuto una serie di concerti in America e da alcuni anni è direttore artistico dello Sponz Festival in alta Irpinia. 

Oltre a presentare dal vivo una manciata di canzoni del nuovo album assieme a violinista, contrabbassista, flautista, chitarrista e batterista, Capossela introduce la conferenza con la spiegazione del disco, canzone per canzone. Si comincia da Uro, animale scomparso, ritrovato nelle pitture rupestri delle grotte 17 mila anni fa: «L’uomo era solito disegnare grandi animali, lui stesso si dipingeva con grandi maschere. Questo disco vuole assegnare grande parte agli animali, i miei preferiti sono il maiale e l’orso che doveva essere il re della foresta, ma poi fu scelto il leone per quel ruolo». Già questo primo brano pone in risalto il forte impatto sonoro di tutto l’album, con pochi suoni ma efficaci, frutto di una ricerca precisa. Una costante per tutto il disco, che vede alternarsi vari musicisti a fianco di Capossela, un disco che va comodamente oltre l’ora, ricco di novità e in varie occasioni di piacevole ascolto.

Il successivo Il povero cristo vive di una semplice struttura strumentale, una ballata tradizionale, classica canzone d’autore: «È un brano nudo – precisa Capossela – per raccontare una vicenda evangelica che rappresenta la storia più straordinaria dell’umanità. È stato arrangiato da Alessandro “Asso” Stefana con la collaborazione del chitarrista newyorkese Marc Ribot. Ne abbiamo fatto un video girato non a caso a Riace, per la regia di Daniele Ciprì. L’attore Enrique Irazoqui aveva rappresentato Gesù ne Il Vangelo secondo Matteo. Allora era giovane e bello, ora offre il suo volto, metafora di Cristo che si fa uomo. Perché per vivere bisogna morire e amare la vita sapendo di morire. Come dicevo abbiamo girato il video a Riace che rappresenta il luogo dove si è tentato di metter in atto la buona novella e dove è stata negata questa possibilità».  Più volte Capossela ripete che alcune canzoni hanno un senso politico e per quanto riguarda la peste si ravvisa un collegamento con quello che oggi è la rete che viaggia sul web.

Come per la peste, occorre individuare da cosa arriva il contagio: «A quei tempi la peste causava febbri maligne e i medici non la chiamavano per nome – continua Capossela – poi, arrivato il danno, si mettevano in atto i meccanismi di difesa che possono essere ugualmente contagiosi e negativi. Si diffondono false credenze, così i social e la rete non sono di per sé cose negative, ma richiedono maggior senso di responsabilità di ciascuno che li utilizza. In La peste si utilizza l’iper tecnologia abbinata a strumenti antichi, grazie agli arrangiamenti di Sebastiano De Gennaro. Non posso diventare un cantante neo melodico, ma posso provare a diventare neomedioevale». 

E si va avanti con altri brani, come Danza macabra; qui, l’artista si sofferma sull’aspetto politico: «È presente la paura, di cui se ne fa un uso strumentale al potere. Viviamo anche oggi in un periodo in cui si lavora sulla paura e quando si è impauriti si rinuncia ai diritti». 

Dopo Il testamento del porco («animale totemico») arriva Ballata del carcere di Reading, adattamento di un testo di Oscar Wilde: «Da grande salottiero che finisce rovinato, invece che abbandonarsi al rancore Wilde percorre la sua croce a va oltre al dolore. Arriva alla compassione, un sentimento importante. Qui c’è la collaborazione con Teho Teardo che ho scoperto attraverso un suo disco abbinato al lavoro di un fotografo di maschere antichissime».  

In Nuove tentazioni di Sant’Antonio interviene Massimo Zamboni alle chitarre e alla coproduzione, per un brano carico e coinvolgente, a cui danno manforte Gigi Cavalli Cocchi alla batteria, Daniele Sepe ai flauti, Luca Casbarro alla zampogna.  Un punk medioevale lo definisce Vinicio Capossela, che a proposito della successiva La belle dame sans merci aggiunge: «È in stile preraffaelita, come quei pittori che a inizio della società industriale tornavano a esprimersi come prima di Raffaello».  Melodia soave che introduce Perfetta letizia, tratta dal celebre fioretto di Francesco D’Assisi, parole che danno un senso di lietezza, sulla capacità di sopportare ogni cosa con letizia. Dopo Musicante di Brema, a suggerire che l’unione fa la forza, con Le Loup Garou si torna al politico, dove un contadino è certo di essere un lupo mannaro, con desiderio di carne cruda («il trasformismo va bene in politica»).

Per La giraffa di Imola si riprende l’episodio reale di una giraffa scappata dal circo. Un animale meraviglioso che vaga per la città e ovunque risulta essere fuori posto. Poi gli sparano un proiettile per narcotizzarlo, ma non sopravviverà. Qui la musica è orchestrale, come nella successiva Di città in città dove Capossela esprime la sua simpatia e ammirazione per un altro animale, l’orso, che dopo essere stato ammaestrato è costretto a girare da un posto all’altro come attrazione. Infine, La lumaca chiude il viaggio: «Sì, perché nell’umiltà e nel farsi piccoli si accede al grande, e si percepisce il respiro dell’universo. Io che ho rinunciato a manifestazione canore – conclude Capossela -sono travolto dai trapper e non ho speranza dì farcela, ma nel fare questo disco mi sono molto arricchito. Ognuno sceglierà se dedicare tempo a questo lavoro. È un’epoca in cui non è mai stato così semplice ascoltare ogni tipo di musica, ma questo non ha favorito la buona musica. Io tengo ancora al progetto di un disco, alla sua confezione. Potete notare le immagini sfocate in copertina, sono pinguini che vivono in condizioni non facili, stanno in piedi, fermi, solo per covare l’uovo tra i piedi. È cosa da poco?».  

Le presentazioni in libreria:

17 maggio, Milano, Feltrinelli (Piazza Piemonte) ore 18.30
20 maggio, Torino, Feltrinelli (Stazione Porta Nuova ) ore 18:00
21 maggio, Bari, Feltrinelli (Via Melo 119) ore 18:00
22 maggio, Napoli, Feltrinelli (via Santa Caterina a Chiaia, 23) ore 18:00 23 maggio, Roma, Feltrinelli (via Appia Nuova, 427) ore 18:00
24 maggio, Firenze, Feltrinelli (Piazza della Repubblica), ore 18:00

Nei prossimi mesi al via una serie di concerti-atti unici concepiti appositamente per luoghi specifici.

Le prime date confermate:

25 maggio Sermoneta (LT) – Castello Caetani – Maggio Sermonetano
A Castello
Info e prevendite: www.maggiosermonetano.org

7 giugno Verona (VR) – Palazzo Giardino Giusti – In occasione del Festival della Bellezza
“Ognuno uccide ciò che ama” – incontro tra Vinicio Capossela e Rita Severi

8 giugno Verona (VR) – Teatro romano – Festival della Bellezza
La Belle Dame Sans Merci e altre paralisi della Bellezza
Ospite d’onore Mario Brunello
Info e prevendite: www.ticketone.it www.geticket.it

15 Giugno Colorno (Parma) – Reggia Ducale di Colorno – Festival della Lentezza
“Ammirare la scia : cosmologia della Lumaca e altre lentezze” – Incontro con Vinicio Capossela

5 luglio Milano (MI) – Piccolo Teatro Strehler – La Milanesiana Festival
Speranze e Pestilenze
Info e prevendite: www.ticketone.it

7 luglio Spoleto (PG) – Piazza Duomo – 62Spoleto Festival dei 2Mondi
CANTATA PER LE CREATURE – Perfetta Letizia e altre Ballate per Uomini e BestieInfo e prevendite: https://ticketitalia.com/-https://www.boxol.it/-www.ticketone.it

8 luglio Pisa (PI) – Piazza dei Cavalieri – Numeri Primi – Pisa Festival
Trionfo della Morte e altre ballate per uomini e bestie
Info e prevendite: www.ticketone.itwww.boxofficetoscana.it

19 luglio Sant’Antioco (SU) – Arena Fenicia – Arena Fenicia Festival
Ballate per Uomini e Bestie
Info e prevendite: http://www.boxofficesardegna.it

21 luglio Riola Sardo (OR) – Parco dei Suoni – Rocce Rosse Blues Festival
Ballate per Uomini e Bestie
Info e prevendite: http://www.boxofficesardegna.it

25 luglio Bellinzona (Svizzera) – Castelgrande di Bellinzona – Castle On Air
Gran Ballo per Uomini e Bestie – Un Invito a Castello
Info e prevendite: www.ticketcorner.chwww.ticketone.it

6 agosto Massa D’Albe (AQ) – Anfiteatro romano di Alba Fucens – Festiv’Alba
All’alba del mondo – Vinicio Capossela in Ballate per Uomini e Bestie
Info e prevendite: www.diyticket.it

Il tour di Ballate per uomini e bestie, che porterà Capossela ad esibirsi nei più importanti teatri classici, di tradizione ed enti lirici, partirà ad ottobre 2019. Ad occuparsene sarà INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS srl di Francesco Cattini www.internationalmusic.it.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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