Dolor y gloria

Un regista, i suoi dolori, i suoi amori, le sue droghe e le sue cartelle cliniche. Forse

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Dolor y Gloria
di Pedro Almodóvar
con Antonio Banderas, Asier Etxeandia, Leonardo Sbaraglia, Nora Navas, Julieta Serrano, Penélope Cruz, Cecilia Roth, Raúl Arévalo, Eva Martín, Susi Sánchez
Voto: Gloria al dolor

Il regista Banderas ricorda. Seccato, annebbiato dal dolore, depresso, un po’ buffo. Ma che soprammobili, che mobili, che tappezzerie, che quadri, che accostamenti di colore folli eppure eleganti nella casa in semioscurità! Ma anche nella casa del suo antico attore/amore che Banderas ritrova tanti anni dopo e dovrebbe andare in cineteca con lui a presentare il non amato e ora amato primo film, Sabor, che raffinato arredamento! L’antico amore/attore mette in scena per lui un monologo autobiografico e così Banderas si confessa ma sta in disparte (e ha già fatto una specie di conferenza stampa rivelatrice, in apparenza involontaria, al cellulare collegato con la cineteca). Ma a ben guardare, che meraviglia estetica anche la grotta dove da bambino il regista ha vissuto con mamma e papà, ha insegnato a leggere e scrivere (lui, bambino) al giovane imbianchino analfabeta che rivela oltre a un corpo tonico pure una bella mano in disegno! Una pennellata di calce, un tocco di colore qua e là e anche la grotta diventa uno spazio da rivista di arredamento! Incredibile. Quando appare un sosia di Banderas (il doppio?) che si rivela quietamente un antico amore bisex che lo invita in Argentina, il disegno (e non a caso disegno) è chiaro: questa vita sembra un film, Almodovar ha raccontato se stesso, la sua gioventù, i suoi amori, le sue crisi, i suoi film, i suoi dolori, anche le sue droghe, forse. Ma forse no: per tutto il tempo, con una misura quieta e un’estetica un po’ lisergica, soprattutto nelle animazioni che accompagnano ironiche le spiegazioni medico chirurgiche sui suoi dolori (vertebre operate, nervi sciatici, spine d’osso, cefalee terribili e depressioni cicliche in contorno di radiografie di giunture che sprizzano lampi), il dolor nel suo trionfo un po’ barocco e un po’ psichedelico diventa gloriaAlmodóvar ha fatto il suo film confessione. Forse, ma forse no, forse (attenti alla foto di mamma e papà davanti alle salsicce, appare in due versioni…) ci ha detto, in maniera sommessa che la vita è un film, e forse, ma forse no, questo è il film della sua vita.

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