Viridiana, il capolavoro di Louis Buňuel

Sabato 25 maggio 2019 alle ore 17 al MIC- Museo Interattivo del Cinema Milano uno dei film più controversi del maestro del cinema contemporaneo

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Foto film Viridiana

Palma d’ Oro al Festival di Cannes 1961

Tornato in Spagna dopo trent’anni di esilio volontario Louis Buňuel non smentisce la sua proverbiale capacità di mettere alla berlina la religione e le convenzioni sociali girando Viridiana, vincitore della Palma d’Oro a Cannes nel 1961; un’opera che fa scatenare violenti polemiche nella Spagna franchista. La pellicola, proibita nella nazione dominata dal franchismo, è messa all’indice anche dalle gerarchie ecclesiastiche (sull’Osservatore romano esce un articolo durissimo contro il film). Fin dalle sue origini artistiche Louis si è distinto come un cineasta provocatorio, esponente tra i più significativi del surrealismo e uno dei protagonisti della magica e irripetibile stagione delle avanguardie culturali degli anni Venti a Parigi. Don Louis nel ’36 appoggia la Repubblica Spagnola contro l’insurrezione franchista, per poi emigrare negli Usa, prima a New York al Museo d’Arte Moderna e in seguito costretto per mantenersi come supervisore del doppiaggio per i film della Warner destinati al mercato estero. Nel ’46 del tutto casualmente torna dietro la macchina da presa in Messico, sua futura patria d’adozione. Cinque anni più tardi al Festival di Cannes l’artista s’impone a livello internazionale con I figli della violenza, ritratto sociologico al vetriolo dell’infanzia abbandonata nella periferia di Città del Messico, cui seguono Lui, 1952; Estasi di un delitto, 1955; Nazarin, 1958. Nel 1961 firma Viridiana, film nel quale riemergono i suoi temi abituali: il feticismo, i simboli fallici, le allusioni critiche contro la religione. L’opera è incentrata su di una giovane novizia che poco prima di prendere i voti, si reca in visita dallo zio Don Jaime, vedovo da molti anni. L’ anziano latifondista intravede una forte somiglianza tra la nipote e sua moglie defunta e dopo averla convinta ad indossare l’abito nuziale, la droga e cerca di violentarla. Viridiana sconvolta fugge, mentre lo zio pentito del suo gesto si impicca. Diventata benestante in seguito all’eredità, la giovane, stabilitasi nella villa dello zio, accoglie per carità cristiana dei mendicanti che però non si dimostrano riconoscenti. Mitica è la sequenza della parodia dell’Ultima Cena con i questuanti che si dispongono a tavola come nell’affresco di Leonardo da Vinci con un vecchio cieco al posto di Cristo. Buňuel raffigura ferocemente la vecchia Spagna della nobiltà decaduta utilizzata come metafora per deridere la nazione iberica soggiogata dal franchismo. Il sottile umorismo irriverente di Don Louis colpisce ancora una volta il conformismo e l’ipocrisia della società contemporanea.

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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