Tra gli attori Roberto Herlitzka
Unendo fiction e documentario, Primula rossa è ispirato alla vera vita di Ezio (interpretato dall’attore messinese Salvator Arena), che ha passato gran parte della sua vita tra il carcere e l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG). La sua storia si intreccia con quelle di altri internati dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto a Messina. All’interno della struttura, il degente trova una possibilità nell’incontro con lo psichiatra Lucio (l’attore David Coco), un coraggioso medico che lotta per cercare soluzioni capaci di restituire diritti di cittadinanza a persone deboli ed escluse dalla società. Le quattro brevi storie di internati raccontate nella pellicola sono state scritte e lette in scena dallo psichiatra Angelo Righetti, da sempre impegnato sul medesimo fronte. Insieme ai due attori professionisti affiancati dal più noto Roberto Herlitzka, molti ex internati hanno partecipato alla realizzazione dell’opera. «Con questo film — spiega il regista Franco Jannuzzi — vogliamo valorizzare un programma fortemente innovativo di welfare comunitario, Luce e libertà, grazie a cui si sono potute liberare in soli due anni sessanta persone dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Messina, tra cui lo stesso Ezio Rossi, attraverso progetti personalizzati di espansione delle libertà individuali». Alla lavorazione di Primula rossa hanno partecipato molti collaboratori della Fondazione di Comunità e della Fondazione Horcynus Orca. L’opera è stata girata nell’area dello Stretto di Messina, nei luoghi del Distretto Sociale Evoluto. Coerentemente con la scelta di impegno civile della produzione, gli incassi della pellicola saranno destinati a sostenere i progetti evoluti di lotta alla povertà della Fondazione di Comunità di Messina e in particolare a contribuire alla liberazione degli ex internati dell’Ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto. «Il film è l’occasione — come ricorda Gaetano Giunta, segretario generale della Fondazione di Comunità di Messina, produzione e distribuzione dell’opera insieme a Ecosmedia — per ripercorrere quarant’anni di storia: dagli anni di piombo fino all’attualissima questione sul superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Quarant’anni di snodi cruciali per l’Italia, visti dalla prospettiva degli ultimi. Le storie di persone così radicalmente escluse reclamano nuovi orizzonti economico-sociali più umani, capaci di prendersi cura e accompagnare le metamorfosi possibili di ogni individuo».







































