Il Cocoricò chiude? Vida Loca e Idol fanno ballare il Mediterraneo

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Vida Loca
Vida Loca

Mentre troppi addetti ai lavori & aspiranti tali continuano ad annoiare raccontando la solita crisi del clubbing, ammorbando l’aria ricordando party e successi che spesso non hanno manco vissuto, mettendo sempre in luce ovvie & arcinote differenze tra la musica da ballo di ieri e quella di oggi (…), c’è chi si parla poco e lavora. E così organizza nel mondo party dallo stile anche italiano. È divertente, in fondo, notare come in questi fanta-racconti non venga mai evidenziato l’ovvio: il rito del ballo va avanti da millenni e nel giro di pochi anni di storia recente è cambiato, anzi è cambiato del tutto.

È ovvio, anzi naturale che il Cocoricò oggi abbia problemi. I tempi cambiano. Ci sono in Italia decine e decine di altri luoghi di ritrovo in crescita verticale. Solo che non se ne parla. La costante nel divertimento è, ovviamente, il cambiamento.

Facciamo un po’ di cronistoria limitandoci all’Italia: negli anni ’70 e ad inizio anni ’80 c’era la disco e c’erano i balli di gruppo e le star erano dj – intrattenitori come Enzo Persueder. A fine anni ’80 arrivò la breakdance e nei locali ci si fermava a guardare i più bravi ballerini. In quel periodo si affermavano dj e progetti più musicali e internazionali come gli FPI Project di Roberto Intrallazzi. Era il momento in cui nelle disco italiane si ballava la house melodica degli esordi e nascevano pure techno club molto diversi dalle ‘disco fashion’, club di culto che raramente sono sopravvissuti fino ad oggi (l’oggi defunto Cocoricò, ad esempio). Per chi non lo sapesse, il “mitico” Studio 54 durò una manciata di stagioni (…).

E oggi che succede? Succede che, ovviamente per chi le frequenta e le conosce, le discoteche non siano più l’apice dell’intrattenimento notturno e serale. Affiancate da concerti e festival da ballo, sono comunque ancora oggi  il principale luogo di ritrovo di chi ha 16 – 25 anni e ha voglia di divertirsi, innamorarsi, conoscere persone nuove, etc. Il fatto che le disco oggi non siano affatto ‘cool’ e che alcune siano in crisi non significa che non ci siano in Italia diverse decine o centinaia di locali di sicuro successo in cui, tra l’altro, problemi di ordine pubblico ed eccessi vari non vengono mai raccontati. Il motivo è semplice: questo tipo di problemi sono una rara eccezione.

Se, per fortuna di chi ha vent’anni e di notte si diverte, le belle disco italiane, pur mai raccontate dai media e dai soliti ‘addetti ai lavori’, non mancano, le realtà di respiro internazionale sono poche. Mancano organizzazione e creatività per ‘attaccare’ il mondo. Qualche bella eccezione comunque c’è.

Tra queste va citato senz’altro IDOL, party che da lunedì 3 giugno 2019 ogni settimana fa scatenare l’Eden di San Antonio, a Ibiza. Lo scorso anno la festa era al Sankeys, a Playa d’em Bossa, segno quindi che si tratta di un evento ormai radicato. Al mixer come special guest arrivano gli eterni Orbital, una delle formazioni più longeve al mondo per quel che riguarda l’elettronica da ballo (e non). Paul and Phil Hartnoll, questi i loro nomi, da sempre mescolano ricerca e ritmo da ballo. Con loro, sul palco, tante splendide party girl. Perché nel 2019, come nel 1970, in discoteca, per fortuna, il sex appeal conta molto. E in console ci sono altri ottimi dj, tra cui gli italiani Diego Donati e King Joshua. 

Se il sound di IDOL è decisamente house, anzi “from house to the future”, chi va a ballare agli eventi Vida Loca si gode il miglior sound urban globale del momento. Questa festa ha numeri semplicemente incredibili e prende vita, oltre che in tutta Italia (Nord, Centro e Sud) pure a Malta e Formentera. Se nell’estate 2018 ha collezionato qualcosa come 140 party, in questa stagione le feste saranno addirittura 180, tutte in locali di riferimento che contano migliaia di presenze.

Facendo una semplice moltiplicazione si ottengono numeri da capogiro, di cui ovviamente si parla pochissimo, perché Vida Loca  non crea problemi e piace più al pubblico che ai già citati addetti ai lavori, ai trend setter d’un tempo e pure ai media (da sempre esterofili in ambito dj & dintorni). È una festa pop, frequentata da persone che hanno semplicemente voglia di far tardi con il sorriso ballando bella musica e godendosi show che sanno mescolare ballo, effetti speciali e tecnologie multimediali uniche in Italia e non solo.

Chi ha voglia di ballare con le tante crew Vida Loca le trova in decine di locali. Le residenze della festa sono infine queste: Via delle Spezie a Reggio Emilia, Bussola Versilia a Marina di Pietrasanta (Lucca), Villa delle Rose  a Riccione (RN), Luna Glam Club a San Teodoro e Blu Beach Porto Rotondo (Olbia Tempio), Ten Gallipoli (Lecce), Pineta Club Formentera, Uno – Malta e BlueBay a Castro (Lecce).

(photo by Gas / Bologna Night)

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Giornalista & comunicatore (o viceversa), Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia è www.lorenzotiezzi.it, il suo clubbing blog AllaDiscoteca.com. All'attività di comunicatore affianca quella di giornalista freelance. Scrive di tendenze, musica, nightlife, ovvero, riassumendo all’osso, di amenità. Fiorentino, classe ‘72, si è laureato in Dams Musica nel 1996. Prima di dedicarsi a giornalismo e comunicazione ha lavorato in tv come coautore e curatore (Tmc2, Mtv) e in teatro come direttore di palco. Appassionato di arte, vino e sport, nel novembre 2013 ha corso la sua prima maratona e punta tutto su un tempo improbabile (3h e 30’’).

2 COMMENTI

  1. “È ovvio, anzi naturale che il Cocoricò oggi abbia problemi. I tempi cambiano. Ci sono in Italia decine e decine di altri luoghi di ritrovo in crescita verticale. Solo che non se ne parla. La costante nel divertimento è, ovviamente, il cambiamento.”

    mai vista una serata dove il cocco, fosse vuoto, quindi non ha chiuso di certo per poco interesse del locale / delle serate… ovvio se voglio ballare delle mazurke vado alla cà del ballo, mica al cocorico… quindi?

  2. Sono d’accordo con Alessio Cacciari, si leggeva già dalle prime righe come l’autore dell’articolo fosse totalmente all’oscuro dell’argomento di cui parla, il cocorico è sempre stato pieno all’inverosimile anche l’estate scorsa. Basta farsi un giro sulla pagina facebook di queste “famosissime” serate vida loca per capire che sono più che altro posti in cui fare aperitivi e foto da postare sui social. Stendo un velo pietoso sul definire “bella musica” la peggior commerciale del 2010 suonata da david guetta and co. La verità è che chi vuole sentire artisti internazionali va a ballare techno e tech house, che guarda caso sono nel momento di massima espansione in Italia e nel mondo. Purtroppo la faziosità di certi autori non ha limiti

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