Vado a fotografare Vasco! Quando succede ciò che non ti immagini (fotogallery)

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Vasco Rossi

Oggi ho deciso di non fare il report del concerto al quale ho assistito, perché ne ho letti altri cento e sono sicuramente più dettagliati  rispetto a ciò che potrei scrivere io. Oggi ho deciso di raccontare un sogno: quello che ho vissuto il 2 giugno.

Tutto è cominciato la sera del primo giugno, quando mi è apparsa sul cellulare la notifica di conferma di un pass foto per il concerto di Vasco del giorno seguente. Non riuscivo a crederci: ne ho fotografati tanti durante quest’anno, ma vedevo la possibilità di fotografare”lui” talmente remota da averne escluso ogni possibilità. Così ho letto e riletto la mail almeno cento volte, per essere sicura di non essermi sbagliata.

Ho visto Vasco tante volte in concerto, proprio tante, sempre da lontano, lontanissimo! A Modena Park, sono riuscita a scorgerlo non so a quante centinaia di metri di distanza solo nel momento in cui indossava la giacca gialla.

Già mi sembrava impossibile poterlo guardare in concerto da vicino, figuriamoci come potevo considerare plausibile la possibilità di fotografarlo. Ed invece, senza avere (per fortuna), la possibilità di razionalizzare che tutto ciò stava per accadere, mi sono ritrovata a partire con largo anticipo da Parma alla volta di San Siro.

A San Siro, il tempio di Vasco, c’ero già stata da spettatrice tante volte. Da fotografa mai. Non avevo idea di cosa mi aspettasse, allora sono stata lì, davanti l’ingresso, per più di un’ora ad aspettare. Poi sono arrivati gli altri fotografi. Quell’ora e mezza è volata un po’ per l’ansia, un po’ per la paura di non essere all’altezza.

Arriva il momento: ero preparata al fatto che sarei entrata a San Siro e che sarei salita sul palco, ma non pensavo di entrare a San Siro e salire direttamente sul palco! La vista del pubblico è qualcosa di incredibile: tante tante persone in attesa, quante volte sono stata anche io tra loro! Devo ammettere, però, che proprio nel momento in cui pensavo che sarei stata assalita dal panico, tutte le mie preoccupazioni sono sparite ed ho iniziato a fare ciò che amo: fotografare. Il pubblico di Vasco è unico, anche lui lo ricorda durante ogni concerto! Del resto, quale artista italiano riesce a riempire uno stadio da 60.000 posti per ben sei concerti consecutivi? Solo lui!

Scesa dal palco, ho atteso insieme agli altri fotografi l’inizio del concerto. Abbiamo scherzato tra di noi, fotografato i ragazzi delle prime file e ci siamo fatti scattare una foto tutti insieme. Poi è arrivato il momento: dei venti minuti successivi ho vaghi ricordi. Ricordo che cantavo mentre scattavo, che pensavo a quanto mi piacerebbe essere più alta e poi ricordo il giro del palco fatto alla cieca per non perdere neanche un momento da fotografare. E poi, mentre ero  indaffarata, ho visto attraverso il mirino Vasco che mi guardava. Sarà durato pochi secondi, ma io me lo ricorderò sempre e per fortuna le foto che ho scattato ne sono una testimonianza.

Passato il momento delle foto, ho abbandonato il mio braccialetto e sono rimasta a godermi il concerto. Il resto già lo sapete.

1 COMMENTO

  1. Salve Silvia anch’io vorrei fotografare a un concerto come posso fare ? Complimenti per la tua bellissima esperienza se puoi darmi un consiglio ti sarei grato grazie Giuseppe Serra.

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