Ligabue: a Reggio Emilia la divertente prova generale dello “Start Tour 2019”

0
Ligabue
@Jarno Iotti

A fine concerto Ligabue lo ha ripetuto un paio di volte: «Questa è stata la prova generale più divertente della mia vita». In effetti suonare un intero concerto in un enorme piazzale vuoto, quello della Fiera di Reggio Emilia, davanti a una platea di non oltre due o trecento invitati, metà dei quali giornalisti, l’altra metà amici, deve essere un’esperienza estraniante. Ma lui si è divertito, e si è divertito parecchio chi c’era.

Entrando in quel piazzale vuoto, l’impatto con la struttura fa impressione. Il palco è lungo 58 metri e profondo 20. Ai lati ci sono due lunghe passerelle (che però per intero non potranno essere utilizzate sempre), dove ogni tanto Luciano fa una “passeggiata”. È su quella di destra, più lunga, che si svolge uno dei momenti topici del concerto, quando il Liga e tutta la band si piazzano lì per proporre il corposo “Medley Rock Club” (Vivo morto o X, Eri bellissima, Il giorno dei giorni, L’odore del sesso, I ragazzi sono in giro, Libera nos a malo, Il meglio deve ancora venire).

Ligabue
@Jarno Iotti

Ma partiamo dall’inizio. Lo show inizia con due brani dell’ultimo album, Polvere di stelle e Ancora noi, poi Luciano comincia a guardarsi indietro, con una prima tappa nel passato recente (A modo tuo, con Capitan Fede che regala il primo assolo di chitarra, sostenuto alla grande dalla ritmica di Max Cottafavi), per proiettarsi sempre più indietro: in sequenza Si viene e si va (1999), Quella che non sei (1995) e Balliamo sul mondo (1990), con gli amici che fanno partire un coro, “Ciano, Ciano!”, e i 300 spettatori che iniziano ad agitarsi parecchio e a non star seduti nelle sedie che erano state messe a loro disposizione.

Poi c’è il primo medley, Luciano solo sul palco, chitarra e voce: L’amore conta, Sogni di rock’n’roll, Il giorno di dolore che uno ha, Tu sei lei, Un colpo all’anima. Riguardo questo medley, bisogna specificare che l’idea del Liga è modificarne i contenuti ad ogni concerto. Quindi ogni volta sarà una sorpresa.

Su Un colpo all’anima rientra la band e parte quello che sarà sicuramente uno dei brani più graditi dai fan storici: Bambolina e barracuda, in una versione parecchio tirata, davvero coinvolgente. Nel video che l’accompagna c’è una citazione (non casuale) ai Sex Pistols. Erano parecchi anni che questo pezzo non veniva più proposto dal vivo, così come i già citati Si viene e si va e L’amore conta.

Poi si torna all’oggi con La cattiva compagnia, canzone che nella chiacchierata con i giornalisti a fine concerto Luciano definisce  «Un brano in cui si parla di fantasmi, di pensieri negativi, paure che un po’ ci bloccano. Credo di parlare a nome di tanti. È una canzone incentrata sull’incapacità di essere felici». Peraltro questo brano è in bilico per i concerti futuri. Perché, per una questione di equilibri sonori, in alcuni concerti potrebbe essere sostituito da un altro pezzo: «L’idea è quella di proporre concerti sempre diversi, quindi qualche cambiamento potrebbe esserci».

Ligabue
@Jarno Iotti

Altro salto indietro nel tempo con due canzoni dei primissimi tempi, le amatissime Non è tempo per noi (accompagnata da un video con immagini molto attuali legate al tema ecologico e ai cambiamenti climatici) Marlon Brando è sempre lui. Mentre canta quest’ultima, Luciano scherza: «Certo che qui sento la mancanza degli “oh, oh!”». In effetti un conto è un coro di 300 persone, altra cosa di 30.000. Ma già quel “piccolo” coro dà l’idea di quale sarà l’effetto negli stadi.

Dopo altri due brani recenti, Luci d’America e Mai dire mai (alla fine farà 7 brani del nuovo album e 6 di quello d’esordio) c’è il “Medley Rock Club” di cui ho già detto, poi partono le note di Vita morte e miracoli mentre sui mega schermi (7 anche questi, chissà come mai?) vengono proiettate immagini-shock di un parto. Spiegherà Luciano: «Sì, sono immagini crude, che però esprimono la meraviglia di un atto così straordinario. E poi la storia va avanti, con quel bambino che cresce, diventa adulto, invecchia e alla fine lo vediamo ormai anziano che tiene il nipotino per mano…». Per chiudere il discorso accennato poco sopra, in Start questa è la canzone numero 7. E come ben sanno i fan, il Liga non assegna mai questo numero a caso.

Ligabue
@Jarno Iotti

Seguono due pezzi che, non è difficile da pronosticare, faranno cantare in coro gli stadi (Niente paura e Certe notti), poi altri due che faranno saltare tutti, A che ora è la fine del mondo e Tra palco e realtà. Quindi i bis, altri tre brani amatissimi: Certe donne brillano, Piccola stella senza cielo e Urlando contro il cielo.

Insomma, una sorta di “all hits”. Complessivamente, contando anche i frammenti proposti nei medley, ci sono ben 32 canzoni. E alla fine Luciano scherza: «Ne faccio tante, è vero. Ma qualcuno recentemente mi ha fatto notare che ne ho scritte 182, quindi ne restano fuori 150! Perché ho scelto queste? Perché in uno stadio non vengono a sentirti solo i fan, ma ci sono anche spettatori “occasionali”, quindi è giusto proporre una scaletta con i brani più noti».

Resta da dire che lo show, pur essendo mastodontico (impianto audio di ultima generazione capace di generare un milione di watt con elevata qualità di ascolto, 365 metri quadri di video LED, tour del Liga con più punti luce di sempre, regia video a 4K, una bella scenografia caratterizzata da una doppia L), è costruito in modo tale da tenere la proposta musicale al centro.

Ligabue
@Jarno Iotti

Ho già citato i due chitarristi, straordinari entrambi, Max Cottafavi (col Liga da sempre) e Federico Poggipollini (che festeggia il 25esimo anno). Ma meritano una menzione anche il bassista Davide Pezzin e il tastierista Luciano Luisi. E l’ultimo arrivato Ivano Zanotti, dietro i tamburi: una macchina del ritmo davvero impressionante.

Insomma, la prova generale è stata molto soddisfacente. Lo “start” vero e proprio avverrà allo stadio San Nicola di Bari venerdì 14 giugno.

Qui di seguito la video-sintesi della conferenza stampa fatta da Ligabue sul palco dello Start Tour 2019 dopo il concerto.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Questa invece la scaletta che ha proposto a Reggio Emilia:
1) Polvere di stelle (2019)
2) Ancora noi (2019)
3) A modo tuo (2014)
4) Si viene e si va (1999)
5) Quella che non sei (1995)
6) Balliamo sul mondo (1990)
7) Medley chitarra e voce: L’amore conta (2005), Sogni di rock’n’roll (1990), Il giorno di dolore che uno ha (1997), Tu sei lei (2013), Un colpo all’anima (2010)
8) Bambolina e barracuda (1990)
9) La cattiva compagnia (2019)
10) Non è tempo per noi (1990)
11) Marlon Brando è sempre lui (1990)
12) Luci d’America (2019)
13) Mai dire mai (2019)
14) Medley Rock Club: Vivo morto o X (1995), Eri bellissima (2002), Il giorno dei giorni (2005), L’odore del sesso (1999), I ragazzi sono in giro (1995), Libera nos a malo (1991), Il meglio deve ancora venire (2010)
15) Vita morte e miracoli (2019)
16) Niente paura (2007)
17) Certe notti ((1995)
18) A che ora è la fine del mondo (1994)
19) Tra palco e realtà (1997)
BIS
20) Certe donne brillano (2019)
21) Piccola stella senza cielo (1990)
22) Urlando contro il cielo (1991)

Ligabue
@Jarno Iotti
Ligabue
@Jarno Iotti
Ligabue
@Jarno Iotti

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino). Ultimo libro uscito: "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi".

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome