Ligabue. From Bari with love

Diciamolo subito: questa non è una recensione obiettiva, ma un racconto molto di parte del concerto del Liga a Bari fatto col cuore da una sua fan storica

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Ligabue
@Jarno Iotti

Ve lo dico subito, sono di parte. Conta meno? Fate voi.

Ma io lo dico con orgoglio, sono di parte. Perché la parte è quella giusta: chiaramente quella del cuore.

A Bari, venerdì scorso, Luciano Ligabue ha dato lo Start al tour degli stadi e lo ha fatto con una dichiarazione di intenti molto precisa: ho bisogno di te che hai bisogno di me per cambiare il tuo mondo.

La luna sopra il San Nicola era quasi piena e di sangue nelle vene ne circolava parecchio. E ancora quel bisogno reciproco, noi di lui, lui di noi.

Il palco è imponente e due passerelle gli permettono di venire a cantare in mezzo a noi e soddisfare il nostro bisogno di lui (anche fisicamente, visto che spesso scende dalla passerella per stringere le nostre mani).

Gli schermi enormi riempiono lo stadio di “polvere di stelle” e ci rimandano un Luciano in super forma. Finalmente la tua voce.  Quanto mi mancavi!

Su Ancora noi ci ritroviamo abbracciate strette a cantarla a squarciagola. Perché la magia è anche tutto quello che nasce intorno e grazie a lui. Gli amici, le risate, i viaggi, leggerezza e felicità. Chi l’ha provato sa di cosa sto parlando, chi non l’ha provato non potrà mai capire.

La sensazione è quella di essere nel posto più bello del mondo, nel tuo posto nel mondo.  Una bella serata al sud, neanche troppo calda, i taralli, la birra, gli amici intorno, il mio cantante che dà sempre tutto e le mie canzoni, quelle che hanno fatto di me quella che sono. Che cosa si può chiedere di più? Esagero se, dovendo dare un nome a tutto questo, lo chiamo felicità? Non credo.

La scaletta è quella giusta per gli stadi, per ballare, cantare, godere tutti insieme. Le canzoni di sempre ma riarrangiate quel tanto che basta per ritrovare le certezze ma assaporandole con nuovo vigore (tutto si trasforma, tutto si conferma).

Un set acustico molto emozionante, un set rock ‘n’roll tutto da ballare. La sua capacità di creare attimi intimi e perfetti come se fosse lì a cantare solo per te (penso a L’amore conta e a Vita morte e miracoli) e allo stesso tempo di far saltare, urlare, godere migliaia di persone. Di mettere in moto quell’onda che nessuno può fermare.
Il sincronismo delle vibrazioni.

A chi in questi giorni parla solo di numeri dico che a me gli unici numeri che interessano sono quelli che fa il mago su quel palco.
E posso assicurarvi che per una magia così val la pena vivere.

Buon concerto a chi ha scelto di fare ancora una volta il pieno di emozioni, di fare scorta, come mi piace dire. E grazie a te che sai ancora sognare (e non solo il rock ‘n’ roll) e che hai ancora la voglia di condividere i tuoi sogni con noi. Non smettere mai.

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Emanuela Papini
Emanuela Papini è nata il 28 dicembre, come il cinema e la gomma da masticare. Laureata in Lingue e Letterature straniere, vive in provincia di Torino e lavora al Teatro Regio, dove si occupa di allestimenti scenici. Nel 2014 ha pubblicato Generazione Liga, edito da Einaudi: sedici racconti di vita vissuta in cui la musica, nello specifico quella di Luciano Ligabue, svolge un ruolo importante. Tifa Toro e frequenta i bar. Il suo preferito è da sempre il barMario.

1 COMMENTO

  1. Ero anche io sotto quel palco venerdì! Come te, non conto i numeri o i biglietti venduti, a me di tutto questo non frega assolutamente! Sono le emozioni che contano! E Luciano é un maestro di vita ed emozioni! Sappiamo che ci sono altri artisti che hanno fatto incassi esagerati e bla bla… Noi… Quelli Ligadipendenti non compriamo biglietti, noi viviamo emozioni!

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