Little Steven live a Milano: la filosofia del non volersene andare a casa

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Giovedì scorso, in un Alcatraz di Milano vicino al sold out, si è rinnovato il rapporto d’amore tra Little Steven e l’Italia a circa un anno di distanza dalle date di Roma e Cortona andate a loro volta in scena nell’estate 2018. Detto in parole povere, è stato un concerto assolutamente da non perdere.

Sempre con l’inseparabile bandana in testa e alla guida dei suoi sublimi e numerosi Disciples Of Soul («Questa band esiste da tre anni e siamo sempre gli stessi: non è una cosa da poco quando stai in un gruppo di ben quindici persone», ha chiosato ad un certo punto il signor Van Zandt), il braccio destro/consigliere di Bruce Springsteen è attualmente in tour per promuovere il suo nuovo album Summer of Sorcery.  Disco che — al pari del precedente Soulfire — simboleggia il ritrovato interesse di Stevie per una musica che nasce direttamente dall’anima dopo tanti, troppi anni in cui si è destreggiato tra E Street Band, la carriera da attore, colonne sonore (di gran gusto quella di Lilyhammer, serie andata in onda per tre stagioni su Netflix) e qualche sporadica sortita da DJ festaiolo. La poliedricità del personaggio, d’altronde, è nota. Fin da quando, a metà anni ’80, non partecipò al tour mondiale legato a Born in the U.S.A. per dedicarsi a ben altri manifesti politici.

A Milano, comunque, ci si è divertiti non poco sia per quanto riguarda la quantità (23 canzoni in programma più una sorpresa in extremis) che la qualità, visto che Steven (69 anni il prossimo novembre) resta un ottimo “master of ceremony” armato di chitarra. E gli stessi Disciples — rafforzati da tre bellissime coriste in orbita Destiny’s Child — non si fanno problemi a suonare un po’ di tutto in una avvincente miscela di sonorità bianche (rock, ma anche garage o momenti addirittura AOR) che si incastrano alla perfezione con musiche black che, partendo dagli immancabili soul e funk, arrivano tranquillamente al reggae o al caraibico. Due ore e mezza in cui ci si è scordati dell’orologio e in cui la retorica non ha mai offuscato la vera sostanza.

Non sono mancate le hit anni ’80 (I am a patriot, Bitter fruit, l’immancabile Sun city suonata nei bis), la promozione obbligatoria di Summer of Sorcery (e non immaginiamo cosa sarebbe potuta diventare la titletrack se l’avesse cantata il Boss…) e i momenti più “Jersey-oriented” (i tre numeri spezza-cuore di Southside Johnny & The Asbury Jukes suonati esattamente a metà scaletta) per uno show che non ha avuto momenti salienti perché tutto è stato all’insegna del brivido ripetuto e ininterrotto lungo la schiena.

Compreso il finale quando, dopo una tiratissima Out of the darkness, l’intera band è tornata sul palco — con le luci del locale già accese da un pezzo — per eseguire quella I don’t want to go home che tanto bene fece alla carriera dello stesso Southside Johnny nel lontano 1976. Già, perché la filosofia di Van Zandt, gira e rigira, è sempre la stessa: credere che la buona musica possa davvero sospendere il tempo e i problemi del quotidiano. Quindi perché “tornarsene a casa” se fin da domani mattina la vita avrà la sua rivincita?

Che poi giovedì scorso c’è pure andata di lusso visto che il giorno dopo sarebbe arrivato nei negozi Western Stars, alias il nuovo album del Boss. In pratica il buon Little Steven, con un concerto indimenticabile dei suoi, ha saputo astutamente alleviare l’attesa degli immancabili springsteeniani  presenti in gran quantità all’Alcatraz. Uscendone vincitore tra applausi e dimostrazioni d’affetto che volevano restarsene lì, nell’aria satura del locale, tutte rivolte al nostro paisà più stimato e coccolato.

La scaletta di Little Steven & The Disciples Of Soul [email protected] (Milano, 13 giugno 2019):

1) Communion
2) Camouflage of righteousness
3) Party mambo!
4) Love again
5) Education
6) On Sir Francis Drake (cover degli Youngbloods)
7) I visit the Blues
8) Gravity
9) Los desaparecidos
10) Little girl so fine (cover di Southside Johnny & The Asbury Jukes)
11) Trapped again (cover di Southside Johnny & The Asbury Jukes)
12) Love on the wrong side of town (cover di Southside Johnny & The Asbury Jukes)
13) A world of our own
14) Suddenly you
15) Vortex
16) I am a patriot
17) Superfly terraplane
18) Bitter fruit
19) Forever

Bis:
20) Summer of Sorcery
21) Soul power twist
22) Sun city (cover di Artists United Against Apartheid)
23) Out of the darkness

24) I don’t want to go home (cover di Southside Johnny & The Asbury Jukes)

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