Filastrocche per imparare ad amare la musica

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Ci ha pensato Reno Brandoni. Un libretto per accompagnare i ragazzi ad entrare con il piede giusto nel mondo della musica. Filastrocche per sentirsi grandi (Edizioni Curci) si compone di nove filastrocche in musica, ascoltabili durante la lettura attraverso i QR code nascosti fra le pagine. 

Protagonista del libro è Sara, un’adolescente che vive in un mondo moderno in cui la musica non esiste. Sara vive la sua adolescenza in un mondo senza musica, condividendo con il nonno una passione segreta: quella per i vinili. Ascoltati di nascosto, in cuffia, per sfuggire al blocco di tutti i dispositivi elettronici imposto da un moderno software centralizzato. Nove misteriosi dischi la condurranno in un mondo affascinante e ricco di sensazioni nuove, ad accompagnarla nel viaggio sono nove filastrocche cantate e suonate, in ciascuna un indizio e un insegnamento, l’aiuteranno ad affrontare le insidie della vita quotidiana. 

Reno Brandoni, chitarrista e scrittore, ha alle spalle una lunga carriera fatta di collaborazioni con Stefan Grossman, John Renbourn, Duck Baker e Dave Van Ronk. Ha pubblicato gli album Bluesando (1984), Zingarom (2005), Yelda (2006), Anema e Corde con Giorgio Cordini (2008) e Indifeso (2017). Ha pubblicato i manuali di chitarra Open tuning basics e Come suonare la chitarra fingerpicking, oltre a curare le trascrizioni delle tablature di chitarra del libro Il manuale di chitarra folk di Andrea Carpi. L’avventura come autore per ragazzi ha inizio nel 2017 con la pubblicazione per Edizioni Curci del libro Il Re del Blues, dedicato all’affascinante e misteriosa vita del bluesman Robert Johnson. L’anno successivo escono i libri La notte in cui inventarono il rock, incentrato sulla vita del noto chitarrista Jimi Hendrix, e Una classica serata jazz, un dialogo immaginario tra Fryderyck Chopin e Michel Petrucciani per un confronto tra musica classica e jazz. Ha fondato il sito web fingerpicking.net, incentrato sul mondo dei chitarristi, e la rivista musicale Chitarra acustica per la quale scrive mensilmente. 

Allora Reno, cosa ci racconti di questa nuova avventura musicale e letteraria?
È un lavoro sulla comunicazione, con la filastrocca come elemento di base. Pensiamo che la filastrocca è il primo elemento che un bambino incontra, all’interno della quale ci sono significati, cadenze, cantilene, ritmo, ed è qualcosa che si è perso nei giovani di oggi persi nell’uso degli smartphone. Abbiamo pensato di utilizzare le filastrocche per parlare della storia della musica, cominciando da Bob Dylan per toccare Tom Waits e King Crimson e i gruppi dei Settanta. Ho scritto delle canzoni in quello stile utilizzando i testi di filastrocche, originariamente scritte per bambini ma ascoltandole possono benissimo andare bene anche per gli adulti.

Quindi torniamo ai linguaggi di un tempo per riprendere a comunicare con le nuove generazioni?
Sì, è questo che vorrei fare. Entrare nel loro linguaggio proponendo quello che la storia ha insegnato a me. Creare la passione per cui prendendo in mano i vinili uno assapora il lavoro che contiene, leggere chi vi ha suonato e partecipato a un disco che è diventato importante per molte giovani generazioni in tutto il mondo, osservare le copertine e scoprirne i contenuti. Sono partito con l’assegnare importanza alla comunicazione, tornare a parlare con le più giovani generazioni, ed è importante il modo in cui esponi una frase, può cambiare perfino il senso della stessa.

In questo lavoro non sei solo, vuoi presentarci gli altri elementi che hanno contribuito alla realizzazione?
C’è Stefano Nosei al quale ho chiesto una collaborazione nella stesura musicale delle filastrocche, in più Nosei è anche la voce che le canta. Le filastrocche invece le ha proposte Maria Elena Rosati che da tempo scrive canzoni per bambini pubblicate da diversi editori, una delle quali ha partecipato all’edizione 2018 dello Zecchino d’Oro. In due brani, Il sole nasce per tutti e Filastrocca alla rovescia partecipa il trombettista Paolo Fresu che di passaggio a Bologna ha voluto intervenire per sostituire con uno strumento vero quello che avevamo impostato con i campionamenti.

Hai detto Bologna: che aria si respira in città sotto il profilo della musica?
In passato Bologna ha avuto tanti e grandi protagonisti della canzone d’autore, oggi avverto un certo vuoto. Non mancano alcune attività, il Jazz ha sempre qualche punto di riferimento, ma si seguono le mode. Non esistono più luoghi che hanno fatto epoca come Da Vito e L’Osteria delle Dame dove anch’io ho fatto in tempo a suonare. 

Non hai pensato di inserire nella storia anche l’argomento dei cambiamenti climatici che oggi sta interessando le nuove generazioni?
No, ma il percorso di Filastrocche per sentirsi grandi segue quella linea, stimola il desiderio di incontrarsi e unirsi per cause giuste. Trovo che l’argomento dell’ambiente da salvare possa creare occasioni di aggregazione, infatti i ragazzi sono tornati a protestare davanti alle scuole. Generare un clima di condivisione di pensiero e non rimanere a casa davanti a un profilo Facebook è anche il filo conduttore di questo lavoro. Usare le reti sociali affinché tutti possano trasmettere lo stesso brano contemporaneamente e mandare in tilt il sistema è nella parte finale di questo racconto in musica. In questo mi sono ispirato ai movimenti che invitano a coinvolgere i ragazzi, per fare azione comune, perché più si è e più prende quota la speranza di un cambiamento.

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Giordano Casiraghi
Nato in Lombardia, prime collaborazioni con Radio Montevecchia e Re Nudo. Negli anni 70 organizza rassegne musicali al Teatrino Villa Reale di Monza. È produttore discografico degli album di Bambi Fossati e Garybaldi e della collana di musica strumentale Desert Rain. Collabora per un decennio coi mensili Alta Fedeltà e Tutto Musica. Partecipa al Dizionario Pop Rock Zanichelli edizioni 2013-2014-2015. È autore dei libri Anni 70 Generazione Rock (Editori Riuniti, 2005 - Arcana, 2018) e Che musica a Milano (Zona editore, 2014).

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