Arrivederci professore
di Wayne Roberts
con Johnny Depp, Zoey Deutch, Danny Huston, Rosemarie DeWitt, Farrah Aviva, Odessa Young.
Voto: terminale ma non troppo
Quando in un film il protagonista scopre di avere pochi mesi di vita di solito si toglie soddisfazioni residue: se deve far ridere fa spese pazze poi scopre che vivrà ma avrà il debito pubblico italiano, se deve far meditare aggiusta amori e disamori per ll tempo che gli resta, se deve far piangere la fa pagare allo spettatore che l’accompagna al passo d’addio. Ma se il morituro è Johnny Depp travestito da professore di letteratura in giacca cravatta e panciotto, ti aspetti che non sarà il solito film su un intellettuale moribondo. Forse. L’inizio promette: il professor Depp insegna col pilota automatico e ne è scontento, ha la sensazione d’aver tradito la sua vocazione letteraria, e ne è scontento, vive in una casa formale e sua moglie lo tradisce col preside. E ne è scontento. Allora prende una serie di decisioni radicali: non si curerà, eliminerà con una cura drastica e sarcastica tutti gli studenti che vogliono solo il pezzo di carta, se ne fregherà delle apparenze del suo matrimonio in pubblico e sperimenterà nuove esperienze sessuali e nuovo vizi. Bello. Ma questo te lo aspetti in un insegnante normale: da Johnny Depp (dal personaggio Johnny Depp in quasi ogni suo film) ti aspetti che l’eccesso sia routine quotidiana. E che poi vada oltre. Per cui la parte in cui il nostro professore screma gli allievi invocando la radicalità della vocazione letteraria è interessante, quella in cui prova l’omosessualità o si congiunge da tergo con la cameriera del bar del campus è boccaccesca e tutto il resto rientra nell’elenco delle variabili che ti aspetti. Ma non succede mai che Johnny Depp vada oltre l’immaginario di Johnny Depp. Che questo sia la vera rivoluzione?





































