La “Black strat” di David Gilmour venduta all’asta per 3.3 milioni di dollari (e chi l’ha comprata)

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3.300.000 $
Tremilionitrecentomiladollari.
È esattamente questo il prezzo al quale Gemma Sudlow di Christie’s ha battuto il martello per la vendita dell’iconica “Black strat”, la chitarra più famosa di David Gilmour.
Considerando la buyer’s premium, ovvero la percentuale che spetta alla casa d’aste, l’acquirente andrà a pagare 3.975.000 $, tasse escluse.

Dopo mesi di attesa dal momento dell’annuncio, infatti, ieri si è finalmente svolta l’asta delle chitarre (ma non solo, c’erano anche un paio di ampli e un flight case) del leggendario chitarrista dei Pink Floyd.

L’asta, tenutasi nella sede di Christie’s a New York, ha infranto diversi record mondiali e collezionato la bellezza di circa 17 milioni e mezzo di dollari (esclusa quota per la casa d’aste e tasse) che verranno donati a ClientEarth, un’associazione che utilizza tutti gli strumenti di legge possibili per combattere il riscaldamento globale.
Era stato lo stesso Gilmour, il giorno prima dell’asta, ad annunciare il destinatario del ricavato della vendita con queste parole: «La crisi climatica globale è la sfida più grande che l’umanità si troverà mai a affrontare, e noi siamo lontani pochi anni dal momento in cui gli effetti del surriscaldamento globale diventeranno irreversibili. Come Greta Thunberg, l’attivista svedese 16enne, ha detto in un discorso all’inizio di quest’anno “O scegliamo di andare avanti come civiltà, oppure non lo facciamo”. La scelta è veramente semplice, e spero che la vendita di queste chitarre aiuterà ClientEarth nella loro missione di usare la legge per portare cambiamenti reali. Abbiamo bisogno di un mondo civilizzato che vada avanti per tutti i nostri nipoti ed oltre e in cui queste chitarre possano essere suonate e le canzoni possano essere cantate».

James Thornton, CEO di ClientEarth, ha così replicato a fine asta: «Questo è un dono veramente umile e straordinario, che va oltre le nostre più rosee aspettative. È difficile esprimere quanto profondamente siamo grati a David per aver scelto ClientEarth come beneficiario di questa storica asta. La legge è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per affrontare i crescenti problemi ambientali del mondo. Questo dono è una spinta fenomenale al nostro lavoro che usa la legge per affrontare il cambiamento climatico e proteggere la natura. Ci consentirà di svolgere un ruolo ancora più importante nell’affrontare la crisi climatica e assicurare un pianeta sano per le generazioni future».

Nei mesi precedenti l’asta, oltre 12.000 fan hanno prenotato le fasce orarie di un’ora alle tappe del tour a Londra, Los Angeles e New York per poter vedere da vicino le chitarre.
Oltre 500.000 persone hanno visualizzato il contenuto della vendita su Christies.com e più di 2.000 offerenti di 66 paesi registrati per la vendita. Il 97 percento di tutte le chitarre nella vendita sono state vendute o sottostimate direttamente dai dichiaranti online. Il 38 percento dei lotti è stato acquistato dagli offerenti online.

Dopo aver ritardato l’inizio della vendita di un’ora per accogliere il numero senza precedenti di offerenti che hanno fatto la fila fuori dal Rockefeller Center per essere testimoni di quest’asta storica, la vendita ha rapidamente stabilito un record quando il lotto 2, un’acustica Martin D-35 di Gilmour è stata battuta a 900.000 dollari – un nuovo record mondiale per un Chitarra Martin. Stimata tra 10.000 e 20.000, questa chitarra acustica è stata usata per registrare Wish You Were Here.

I lotti più importanti includevano la Fender Stratocaster bianca numero di serie #0001 del 1954 (stima tra i 100 e i 150.000 $), che è stata usata su diverse registrazioni, tra cui Another Brick in the Wall (Parti 2 e 3). La chitarra è stata venduta per $ 1.500.000, nuovo record mondiale per una Fender Stratocaster, letteralmente distrutto poche ore dopo dalla “Black Strat”.

Altre aste record sono state quelle per una Gibson Les Paul del 1955, famosa per l’assolo di chitarra di Gilmour su Another Brick in the Wall (Parte 2), venduta a 360.000 dollari, un nuovo record d’asta per una Gibson Les Paul e per una rarissima Gretsch White Penguin 6134 acquistata da Gilmour nel 1980 per la sua collezione privata, anch’essa venduta a 360.000 dollari – un nuovo record d’asta per un Gretsch. Tra le altre chitarre “storiche” di Gilmour segnaliamo anche la mitica Red Strat, battuta a 500.000 $.

Ma chi ha comprato la Black Strat?
È stata proprio questa la domanda che tutti si sono fatti dal secondo successivo a quello in cui il martello ha battuto la chitarra all’incredibile cifra di 3.300.000 dollari.
Il mistero è stato presto svelato: Jim Irsay, miliardario americano proprietario degli Indianapolis Colts, ha comprato ben 3 pezzi all’asta, spendendo da solo il 24% del totale.
Irsay si è portato a casa la Martin D-35 con cui è stata composta e suonata Wish You Were Here (900.000 dollari), la custodia della Black Strat (140.000 dollari) e ovviamente anche il pezzo forte dell’asta per gli ormai famosi 3.300.000 $. Il tutto ovviamente esclusi diritti della casa d’asta e tasse. Uno sfizio che alla fine gli costerà circa 5 milioni e mezzo di dollari.

Irsay ha twittato sull’eredità della chitarra: «L’impareggiabile David Gilmour … il più grande chitarrista di “fraseggio” al mondo !! Onorato di portare la Black Strat al pubblico, la chitarra più costosa MAI acquistata, e per beneficenza!!!»

Queste chitarre sono solo le ultime aggiunte alla collezione di strumenti di Irsay, che vantava già una chitarra Gretsch arancione del 1963 di proprietà di John Lennon (acquistata per 530.000 dollari nel 2015) e la chitarra “Yellow Cloud” suonata da Prince (acquistata per 137.500 $ nel 2016).

Irsay in totale possiede oltre strumenti vintage e speciali, tra cui 46 Martin, una delle quali era di Elvis Presley, e un’altra che risale al 1850.
Un altro pezzo forte della sua collezione è la Gibson SG del del 1964 color ciliegia di George Harrison, acquistata all’asta per 567.500 $. Questa chitarra ha un valore aggiunto perché è stata usata anche da John Lennon, uno degli eroi musicali di Irsay, in particolare nel White Album dei Beatles e nel video di Hey Bulldog. Irsay possiede anche un Harptone del 1968 di proprietà di Harrison utilizzata sul suo album da solista All Things Must Pass.

Irsay è anche uno dei rari collezionisti che non tiene per sé i suoi strumenti: li ha condivisi con i musei, li ha prestati ad altri chitarristi ed ha persino aperto la sua porta ai fan, infatti lui stesso cerca di mantenere «la prospettiva di un fan» con la sua collezione. «È qualcosa che devi continuamente solleticare e ricordare a te stesso», dice. «Devi riconoscere continuamente il privilegio di essere in grado di possedere queste chitarre e la responsabilità di prendersi cura di loro e condividerle».

Un aneddoto molto interessante riguardo questo è stato quando la moglie di un fan dei Grateful Dead chiamò per chiedere se suo marito potesse vedere la Tiger di Jerry Garcia come regalo di compleanno, e Irsay fu lieta di aiutare. «Il ragazzo è venuto contando di ottenere qualche maglietta gratis o qualcosa del genere», ha detto Chris McKinney, tecnico personale delle chitarre del milionario e archivista della collezione. «Lo hanno portato in questa stanza, e io ero in piedi con la chitarra. Lui è letteralmente impazzito, era estatico, ed ha suonato la Tiger.»

Tre pezzi della collezione di Irsay sono esposti al Metropolitan Museum of Art di New York come parte di una mostra intitolata “Play It Loud: Instruments of Rock & Roll”.
La mostra, che chiuderà l’1 ottobre, include la “Tiger” di Jerry Garcia (acquistata da Irsay per 957.000 dollari nel 2002), la Stratocaster che Bob Dylan ha suonato al Newport Folk Festival del 1965 (acquistato per 965.000 $ nel 2013) e la testa di grancassa usata da Ringo Starr quando i Beatles debuttarono al “The Ed Sullivan Show” nel 1964 (acquistata per 2,15 milioni di dollari nel 2015).

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Andrea Giovannetti
Nato a Roma nel 1984, ma vivo a Venezia per lavoro. Musicista e cantante per passione e per diletto, completamente autodidatta, mi rilasso suonando la chitarra e la batteria. Nel tempo libero ascolto tanta musica e cerco di vedere quanti più concerti possibili, perchè sono convinto che la musica dal vivo abbia tutto un altro sapore. Mi piace viaggiare, e per dirla con le parole di Nietzsche (che dice? boh!): "Senza musica la vita sarebbe un errore".

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