Tappa a Firenze per lo Start Tour di Ligabue. Dopo le polemiche delle ultime settimane (spesso gratuite), che hanno visto tanti fan d’improvviso trasformarsi in ingegneri con il metro in mano a giudicare di quanti ipotetici centimetri sia stato spostato il palco, la sorpresa, paradossalmente, sembra essere stata il fatto che lo spettacolo è stato un “normale” concerto da stadio: un Franchi gremito (non sold out, ma pieno) e un’atmosfera calda, ricca di gioia e molto, molto emozionante.
Che nell’aria si respiri di qualcosa di diverso lo si percepisce fin dal soundcheck, in cui i fan hanno avuto più volte modo di sentire dalle casse l’assolo di Quello che mi fa la guerra, che sarà la vera grande novità del concerto. «Le scalette sono strane — dice Ligabue introducendo il brano — , non è facile farle. L’assenza di questo brano di Start ha scatenato per l’appunto una vera e propria rivolta popolare, perciò eccolo qua».
Ligabue ha regalato al suo pubblico un concerto d’altri tempi, emotivo e impattante. Aveva voglia di ritrovare il contatto con esso, sia a livello fisico, scendendo più volte dal palco per cercare le mani dei fan, sia a livello di sguardi soffermandosi ripetutamente sui loro occhi, cantando le canzoni proprio in faccia a loro.
Lo show ormai è collaudato: parte con i primi due brani del nuovo disco, Polvere di stelle e Ancora noi (interessante la scelta di iniziare direttamente dalla reprise) per poi passare ai classici del repertorio di Ligabue: da quella A modo tuo per anni “snobbata”, a Si viene e si va, da Quella che non sei a Balliamo sul mondo, Marlon Brando è sempre lui, Happy hour, per chiudere con il suo grido: Urlando contro il cielo. Se non mancano i momenti emotivi (Non è tempo per noi, Mai dire mai), sono propri pezzi più caldi e rock quelli che fanno esaltare i fan e saltare in aria tutto lo stadio.
Se il concerto è una festa, Luciano sembra davvero essere toccato dall’affetto che ha ricevuto, dopo due settimane di fuoco incrociato (spesso e volentieri gratuito) da parte di media e fan. Sembra si sia tolto un peso dalle spalle e che finalmente possa far capire, in piena libertà, la potenzialità di questo progetto. Tutto sembra funzionare alla perfezione, a partire dalla sua band: la sezione ritmica (Ivano Zanotti alla batteria e Davide Pezzin al basso) è un rullo compressore; le due chitarre, Federico Poggipollini (impressionante il suo ruolo all’interno di questo tour) e Max Cottafavi, fanno sognare i fan, mentre Luciano Luisi alle tastiere dirige magistralmente la sua plancia di comando.
Lasciando lo stadio, esausti, emozionati, sorridenti (e accaldati) si ha l’idea che lo Start Tour sia, finalmente, davvero cominciato.
SCALETTA:
01. Polvere di stelle
02. Ancora noi
03. A modo tuo
04. Si viene e si va
05. Quella che non sei
06. Balliamo sul mondo
07. Medley Acustico (Hai un momento Dio? / Il giorno di dolore che uno ha / G come giungla / Un colpo all’anima)
08. Happy hour
09. La cattiva compagnia
10. Non è tempo per noi
11. Marlon Brando è sempre lui
12. Luci d’America
13. Mai dire mai
14. Medley rock (Vivo morto o X / Eri bellissima / Il giorno dei giorni / I ragazzi sono in giro / Libera nos a malo / Il meglio deve ancora venire)
15. Quello che mi fa la guerra
16. Niente paura
17. Certe donne brillano
18. Certe notti
19. A che ora è la fine del mondo?
20. Tra palco e realtà
BIS
21. Piccola stella senza cielo
22. Urlando contro il cielo






































Stadio pieno? ma se hanno addirittura chiuso la curva Fiesole che è rimasta malinconicamente vuota… per non parlare delle praterie nel prato…..
Parere personale: è stato spettacolo puro!
Conta la qualità…
Io c ero ed è stata un emozionante e in forma Liga! La curva Fiesole era cmq chiusa per lavori (c era un articolo scritto che lo diceva chiaramente.) bando alle ciance, basta critiche, i veri fan saranno sempre ‘sulla sua strada’.
?? Questo giornalista vivie in un altro mondo.
Stadio semivuoto.
Io c ero, la curva Fiesole chiusa x lavori. Un concerto emozionante cm sempre , tutti hanno cantato ,partecipato . L emozione era grande x tutti. Grande il Liga ( cm sempre) sceso tra i suoi fans , grandi i musicisti.
..Ligabue rientra nell’ambito delle passioni intramontabili, chi lo vive e segue da sempre come me sa cosa riesce a suscitare a livello emotivo seppur con canzoni semplici e popolari. Arriva al cuore.
Da fan del Liga da 20 anni dico… Quando hai concerti non metteva il vecchio repertorio tutti a lamentarsi.. Lo fa i critici dicono passato di moda.. Il 90 %dei cantanti porta 5mila persone e nessuno dice niente… Cari critici non siete obbligati a amare e seguire un artista. Noi pochi siamo felici di URLARE CONTRO IL CIELO