Ligabue a San Siro 22 anni dopo: l’atmosfera è bollente

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Ligabue in concerto allo Stadio San Siro di Milano - 28 giugno 2019 - © Foto: Riccardo Medana

28 giugno 2019. Luciano Ligabue torna a San Siro esattamente dopo 22 anni  dalla sua prima volta, nel lontano 1997. Di concerti in quello stadio ce ne sono stati diversi, ma quel 28 giugno ’97 segna un momento particolare, che i fan ci tengono a ricordare con una coreografia (a cui hanno lavorato per mesi) che coinvolge il secondo anello rosso dello Stadio.  Cartoncini bianchi e rossi formano la scritta “Start”, e sotto uno striscione ricorda proprio quel  primo San Siro: ” 1997- 2019- Si accende lo spettacolo”, il tutto sulle note di Ancora noi.

Per gli appassionati di musica, vedere un concerto a San Siro ha sempre un sapore speciale, e per gli artisti il sentimento non è affatto diverso.  “La Scala del calcio”, come viene da sempre definito,  non è un caso sia fra i ricordi più belli della carriera di uno che di concerti ne ha fatti giusto un po’ come Bruce Springsteen.

L’atmosfera (e giuro non è per facile ironia) è bollente sotto ogni punto di vista:38 gradi, 45 percepiti, sole impietoso ma tantissima voglia di fare festa. Ho avuto modo di vedere brillanti metodi alternativi per sopravvivere al caldo, fra cui un ragazzo che si buttava l’acqua addosso con uno spruzzino dei detersivi.

Dicevamo, San Siro è speciale.  Appena si entra, lo si sente forte che non si è in uno stadio qualunque e per Luciano si nota subito sia la stessa cosa. Carico, lucido e concentrato, sale sul palco con la precisa intenzione di prendersi il suo pubblico dal primo istante. Una scaletta “da stadio”, fra grandi classici e nuove canzoni, ma il momento migliore per chi sta scrivendo resta sempre quello in cui Luciano prende una chitarra e da solo fa cantare uno stadio. In quel momento, con una folla di quasi 60 mila persone, ti sembra di essere sola e che stia cantando solo per te. La capacità di passare dal tormentone accendi- stadio a Una vita da mediano chitarra e voce è una dote che hanno in pochi. Parlando di inni della carriera di Luciano, vedere San Siro illuminato su Certe Notti, toglie sempre un po’ il fiato. Negli anni di concerti ho avuto la fortuna di vederne diversi, ma ieri sera ho avuto una volta per tutta la conferma di come Luciano riesca a tenere il palco senza un momento di incertezza. Esperienza, sicuramente.  Ma soprattutto tanta, tantissima anima. È un rito collettivo che conosci, ma sa comunque sorprenderti, e, soprattutto, è liberatorio.  Piangi, balli, ridi e canti. E un po’, rinasci. Ad un certo punto i disagi svaniscono, e se Luciano stesso ironizza sulle temperature dicendo che sicuramente avremo la certezza che “non ci servirà una termocoperta”, il pubblico ha soprattutto la certezza di quella sensazione di liberazione in cui i pensieri volano via insieme alle note, almeno per quelle 2 ore.  Il senso dei concerti è questo: tante persone diverse diventano uguali di fronte a quella canzone, quell’ emozione. Ieri sera ho vissuto tutto questo per l’ennesima volta, e non posso fare altro che “ripetermi spesso che sono fortunata”

LA SCALETTA:

Polvere di stelle
Ancora noi
A modo tuo
Si viene e si va
Quella che non sei

Balliamo sul mondo

Medley chitarra e voce: Una vita da mediano/Questa è la mia vita/Tu sei lei/Un colpo all’anima
Happy hour
La cattiva compagnia
Non è tempo per noi
Marlon Brando è sempre lui
Luci d’America
Mai dire mai
Medley Rock Club: Vivo morto o X/Eri bellissima/Il giorno dei giorni/L’odore del sesso/I ragazzi sono in giro/Libera nos a malo/Il meglio deve ancora venire
Quello che mi fa la guerra
Niente paura
Certe donne brillano
Certe notti
A che ora è la fine del mondo
Tra palco e realtà

BIS:
Piccola stella senza cielo
Urlando contro il cielo

Le foto del concerto di Ligabue allo Stadio San Siro di Milano, 28 giugno 2019

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