Il segreto di una famiglia

E forse anche quello dell'Argentina

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Il segreto di una famiglia
di Pablo Trapero
con Martina Gusman, Bérénice Bejo, Edgar Ramirez, Joaquín Furriel, Graciela Borges
Voto: torrido e inquietante

Fuori concorso a Venezia 75 col titolo La Quietud questo film di  Pablo Trapero (il regista di El Clan) ha bisogno di un respiro: superate i primi minuti che sembrano rubati a una rivista patinata e, dopo l’ictus che ha colpito nelle prime sequenze il padre avvocato mentre deve testimoniare su una sporca vecchia storia legata periodo delle dittature militari in Argentina, provate a distinguere le due sorelle Martina Gusman (che accompagnava il padre) e Berenice Bejo (che li ha raggiunti): sembrano truccate e vestite per confonderci. Seguitele nella Quietud, la grande villa opulenta della loro infanzia e dei loro amori (felici? infelici?) in cui dimora la madre matriarca divoratrice delle figlie (una la odia, l’altra la ama) e del marito, e preparatevi a un lento ma sorprendente ingresso in un nido di vipere voluttuose, ricche, disperate dove tutte le femmine usano, tradiscono, si fanno usare e strapazzano i maschi, (vivi, morti, moribondi, passati e presenti). Il tono è di tragedia leggera di cui ti accorgi troppo tardi per reagire, quasi un’ironia acida, come il titolo originale, che è il nome della villa, sì, Quietud: ma anche la quiete, inquietante, che avvolge e ovatta  il travagliato passato dell’Argentina.

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