João Gilberto, la bossa nova perde la sua stella

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João Gilberto, uno dei padri della bossa nova brasiliana, si è spento oggi nella sua casa di Rio de Janeiro all’età di 88 anni; João Gilberto Prado Pereira de Oliveira — questo il suo nome all’anagrafe — contribuì negli anni ’50 alla nascita del genere musicale che più di tutti identifica il paese sudamericano: con lui, Antônio Carlos Jobim, Vinícius de Moraes e Carlos Lyra. Straordinario virtuoso della chitarra, che aveva imparato a suonare da autodidatta, il suo studiarne e sperimentarne in modo quasi ossessivo le potenzialità creative lo portò a incidere nel 1959 Chega de saudade, considerato il primo manifesto sonoro della bossa nova e un capolavoro nel suo genere.

Nel 1962 il sassofonista statunitense Stan Getz, colpito come tanti suoi colleghi jazzisti dal nuovo stile, decise di invitare Gilberto e Jobim a lavorare insieme su un progetto discografico che rappresentasse la fusione dei due generi: Getz/Gilberto, universalmente riconosciuto come album jazz tra i migliori di sempre. João Gilberto, del 1973, è stato invece definito spesso dagli addetti ai lavori il White Album della bossa nova, con un non ardito riferimento all’omonimo gioiello dei Beatles.

Nel 1981, dopo un soggiorno negli Stati Uniti, Gilberto tornò nel suo paese e pubblicò Brasil: tra le tracce presenti, alcune portavano le firme di Caetano Veloso e Gilberto Gil, fondatori circa vent’anni prima del movimento Tropicalia, che promuoveva la contaminazione culturale e sonora tra le melodie locali e il pop d’importazione. Nel 2001, il cantautore conquistò una nomination ai Grammy Awards nella categoria Best World Music Album con il suo João Voz E Violão, mentre nel maggio del 2017 fu insignito del dottorato in musica ad honorem dalla prestigiosissima Columbia University.

Gli ultimi anni della sua vita sono stati funestati da difficoltà economiche e problemi di salute, ma Miles Davis disse di João Gilberto ciò che si dice solo dei musicisti e cantanti davvero grandi: che avrebbe potuto suonare bene anche leggendo un elenco telefonico. Ed è questo, che resterà per sempre.

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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