Vasco torna a Zocca, l’abbraccio della sua terra (racconto e fotogallery)

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Non che Vasco Rossi non ci abbia abituati a numeri da capogiro e a record polverizzati, ma il Non Stop Live 2019 —  9 date tutte sold out, tra le quali 6 a San Siro: mai accaduto prima a nessun artista italiano o internazionale — ci ha dimostrato che il Blasco non ha alcuna intenzione di smettere di stupire, e che il suo popolo non ha alcuna intenzione di smettere di stupirsi al cospetto di una magia che si rinnova di tour in tour con crescente potenza.

Ora, finalmente, Vasco sta godendosi il meritato riposo nella terra che ha l’impagabile profumo di casa, quella Zocca che non ha mai dimenticato e che non l’hai mai dimenticato. E a proteggerlo, come da tradizione, c’è l’abbraccio festoso e calorosissimo di una famiglia di fans sempre più nutrita e innamorata.

Di seguito, il racconto e la fotogallery esclusiva firmati dal nostro Enrico Ballestrazzi:

Ormai è una consuetudine: finiti gli impegni col Tour, Vasco si concede il meritato riposo facendo ritorno a casa (Zocca), e allora perché no? A Modena fa un caldo fotonico, è giovedì pomeriggio, “proviamoci”, dico io: recuperati gli altri occupanti della macchina, impostato il navigatore con destinazione Zocca (siamo di Modena ma non si sa mai), dopo circa un’oretta tra curve, abbassa e alza aria condizionata e vai piano che ci viene il vomito (quasi cantassero Stupendo), arriviamo a Zocca. 24 gradi, parcheggio e scendiamo. Fa quasi più freddo fuori che nella mia macchina con l’aria a palla, se non vediamo Vasco abbiamo perlomeno trovato il fresco. Ci dirigiamo verso il BiBap (il bar) dove di solito il Blasco va a farsi la partitella a carte con gli amici, e appena arriviamo al bar capisco che non siamo stati gli unici ad avere avuto questa idea: allora ci mettiamo seduti a un tavolo (uno dei pochi rimasti) prima che venga occupato anche quello e aspettiamo.

Vediamo arrivare una delle sue guardie del corpo e questo potrebbe essere un segnale, e infatti dopo poco dal bar esce il Blasco e si dirige verso il tavolo degli amici: in un attimo, tutti in piedi con il suo staff a chiedere gentilmente di tornare a posto, ma l’emozione è tanta di vederlo lì che questo non accade, e allora Vasco insieme agli amici si trasferiscono nella sala all’interno del bar per giocarsi in pace la partitella a carte. Mi era già capitato in altre occasioni di vederlo qui, anche di parlargli o di consegnarli di persona alcuni miei scatti, ma ogni volta è sempre una forte emozione quando arriva, quando te lo vedi lì, è come quando esce sul palco nel concerto, l’effetto è quello, quell’entrare in scena con il carisma e la personalità che solo lui ha, che secondo me avrebbe anche se andasse in posta in fila a pagare la bolletta della luce, e a proposito di fila è meglio iniziare a prendere posto perché ormai l’entrata del bar è un assedio, tutti aspettano che esca, tutti con qualcosa da farsi autografare, un cd, una foto, un vinile, tutti con qualche pezzo della loro storia di vita di cui il Blasco fa parte, quella colonna sonora che ti fa stare bene, che ti dà una pacca sulla spalla, un abbraccio nei momenti difficili. E mentre mi faccio i miei viaggi mentali, eccolo, esce fuori telefonino in mano a fare il clippino, un Vasco in formissima (ma questo lo avevo già visto a San Siro), sorridente, che ha voglia e anche bisogno di stare con la gente, di abbattere quelle distanza tra la Star e il Fan. Via ai selfie, agli autografi, alle battute, è come un “ecco, io sono uno di voi”, riesce più o meno ad accontentare tutti, e quando se ne va ringrazia, un grazie a tutti, da quella mano che saluta e da quegli occhi azzurri dietro i suoi occhiali, e in un attimo, in un momento, il bar si svuota, ma rimane l’energia di Vasco Rossi.

Beh, dopotutto abbiamo avuto una bella idea a venire a Zocca.

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

2 COMMENTI

  1. Si! È stata una grande idea! Non sono la fan numero uno di Vasco ma l’energia di cui hai parlato l’ho sentita tutta anche io ed è stata una bellissima emozione!
    Grazie mille!

  2. Grande Enrico con questo racconto hai espresso chiaramente quello che si prova e si respira nell’attesa e quello che si vive durante e dopo avere incontrato fotografato e scambiato qualche parola o battuta con il grande Kom!

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