Lo Start tour di Ligabue passa da Padova e scaccia la pioggia (racconto e scaletta)

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Ligabue in concerto allo Stadio San Siro di Milano - 28 giugno 2019 - © Foto: Riccardo Medana

Hanno preso la pioggia durante il pomeriggio, ma alla fine i fan accorsi allo Stadio Euganeo hanno scacciato i nuvoloni neri che minacciavano di rovinare la tappa patavina dello Start tour di Luciano Ligabue.
Non c’è il pubblico delle grandi occasioni (circa 18.000 i presenti: curva nord chiusa con pubblico ridistribuito in tribuna e prato riempito solo a metà), ma questo non fa la differenza: chi ha deciso di esserci vuole godersi la festa, e così sarà.

Sul palco con Luciano c’è ormai la solita band che lo accompagna in questo tour: Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle tastiere, Max Cottafavi e Federico Poggipollini alle chitarre, oltre alla new entry Ivano Zanotti alla batteria.
Ed è proprio quest’ultimo ad aver (finalmente, è il caso di dirlo) portato dinamica, personalità e una “pacca” mica da ridere dietro i tamburi, dando un suono molto più compatto e potente all’intera band. Non a caso è infatti soprannominato “Tuono” (qui potete trovare la nostra intervista con lui).

Il concerto parte con i primi due brani del nuovo album Start (qui la recensione), Polvere di stelle e Ancora noi, per poi fare andare a ritroso nel passato, curiosamente in ordine cronologico inverso con A modo tuo, Si viene e si va, Quella che non sei e Balliamo sul mondo.
Luciano si concede al pubblico, dà il cinque dalla passerella a quelli delle prime file, per arrivare su un piccolo palco al centro del prato dove intona un medley chitarra e voce composto da Sono sempre i sogni a dare forma al mondo, Il mio pensiero e Sulla mia strada, che nella seconda strofa vede anche l’ingresso della band, con un ritorno alle sonorità rock originali del pezzo.
Nella parte centrale della setlist troviamo la maggior parte dei brani tratti dall’ultimo lavoro, infatti La cattiva compagnia, Luci d’America e Mai dire mai si alternano a Happy hour, Non è tempo per noi (nell’arrangiamento che richiama quello di Sette notti in Arena) e Marlon Brando è sempre lui, con una inedita “sfida” a suon di “oh oh oh”, tra le due metà dello stadio.

A questo punto apre il Padova rock club: Luciano e la band si spostano sulla passerella di destra, su di un mini-palco per un medley rock farcito di successi che dà il via all’ultima parte di live, quella da “greatest hits”: arrivano quindi Certe notti, A che ora è la fine del mondo? e Tra palco e realtà.
Gran finale con le immancabili Piccola stella senza cielo (tornata all’arrangiamento “teatrale” dopo un po’ di anni in cui era tornata ad essere proposta nella versione originale) e ovviamente Urlando contro il cielo.

Curiosità: da notare l’assenza in scaletta di brani tratti da Made in Italy, penultimo album di inediti evidentemente non troppo apprezzato dal pubblico, ma anche da Sopravvissuti e sopravviventi, disco rimasto troppo spesso nel cassetto salvo essere rivalutato anche da Luciano negli ultimi anni proprio grazie all’amore che i fan nutrono per questo lavoro.

Due ore esatte di concerto (forse un po’ pochine?) tra brani del nuovo album (ben sei) e vecchi successi, con una carrellata dei cosiddetti “singoloni”, dunque senza ripescaggi eclatanti dal passato e di conseguenza nessuna sorpresa “particolare” per i fan storici e più esigenti, che aspettano sempre di ascoltare quella canzone che “non fa mai”. Tutti comunque, fan storici o semplici simpatizzanti, hanno avuto quello che volevano, ovvero due ore di buona musica, suonate da una band affiatata e da un Luciano in ottima forma.
La chiusura del tour dopodomani, venerdì 12 luglio, a Roma, Stadio Olimpico.

Ecco la scaletta di ieri sera:

1. Polvere di stelle
2. Ancora noi
3. A modo tuo
4. Si viene e si va
5. Quella che non sei
6. Balliamo sul mondo
7. Medley acustico (Sono sempre i sogni a dare forma al mondo / Il mio pensiero / Sulla mia strada)
8. Happy hour
9. La cattiva compagnia
10. Non è tempo per noi
11. Marlon Brando è sempre lui
12. Luci d’America
13. Mai dire mai
14. Medley rock (Vivo morto o X / Eri bellissima / Il giorno dei giorni / L’odore del sesso / I “ragazzi” sono in giro / Libera nos a malo / Il meglio deve ancora venire)
15. Niente paura
16. Certe donne brillano
17. Certe notti
18. A che ora è la fine del mondo?
19. Tra palco e realtà

20. Piccola stella senza cielo
21. Urlando contro il cielo

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