Negrita, nozze d’argento nel cuore di Ostia Antica

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© Benito Tangredi

Un viaggio lungo 25 anni. Dalle strade di Capolona, al Sunset Boulevard di Los Angeles, passando per le stazioni metropolitane di Londra, i colori dell’Andalusia, la magia del Salento, il tango argentino ed il flamenco. Giro del pianeta, fisico ed artistico, che trova il suo centro gravitazionale nella città che del mondo è stata capitale: Roma. Nel cuore del parco archeologico di Ostia Antica, in quel teatro edificato due millenni orsono e simbolo dell’età Augustea, i Negrita hanno festeggiato nel migliore dei modi il loro primo quarto di secolo: cinque lustri ricchi di musica, dischi, concerti e riconoscimenti. L’ultimo, in ordine di tempo, è arrivato proprio ieri: nel corso della XXV edizione del Premio MEI, il meeting delle Etichette Indipendenti che si terrà a Faenza dal 4 al 6 Ottobre, sarà assegnato ai Docs il Radio Rai Live.

L’arena è gremita, l’orologio segna le 21:30, una leggera brezza spira dal mare quando la band guadagna la scena, si accomoda e dà inizio allo show. Il palco è senza fronzoli. Niente schermi, fiamme o effetti speciali particolari. Le colonne corinzie che lo delimitano bastano da sole a donargli fascino e bellezza. L’acustica è perfetta.

La scaletta è un susseguirsi di successi che investe il pubblico, lo trascina, lo emoziona, gli riporta alla mente ricordi, esperienze ed avventure indissolubilmente legate a quei testi. La gradinata è eterogenea: professionisti con 24 ore al seguito che hanno raggiunto il luogo del concerto direttamente dall’ufficio, adolescenti e teenager, trentenni e quarantenni che con la musica dei Negrita sono cresciuti, si sono innamorati, hanno viaggiato e scoperto il mondo. La risposta migliore, in un anniversario così importante, a qualche critico saccente che, qualche anno fa preconizzava “un’identità anagrafica del pubblico piuttosto bassa”.

Pau, jeans attillati e camicia di ordinanza sbottonata sul petto, è il mattatore della serata. Dialoga continuamente con il pubblico, non risparmia battute simpatiche e libere considerazioni: sulla sconfinata bellezza della location, sulla California, sul percorso artistico che ha sempre trovato nella capitale terreno fertile: dagli esordi all’Isola Sacra di Fiumicino fino ai concerti all’Atlantico ed al PalaEur.

A metà concerto c’è spazio per un omaggio a Rodrigo Amarante con la cover della sua Tuyo, che il grande pubblico ha conosciuto ed apprezzato per essere stata scelta come colonna sonora della serie cinematografica Narcos.

Il giorno delle verità la canta Drigo: con la sua voce certi passaggi assumono ancor più importanza. Quegli “scrupoli che non ti fanno vivere”, quel “non perderti mai niente che tenga in vita questo fuoco”, sono parole che colpiscono tutti coloro che hanno vissuto o stanno vivendo uno dei quei periodi che la vita prima o poi ti mette davanti. Sei giovane, sei libero, nel giorno delle verità. Più che un ritornello, un monito!

Lo spettacolo scivola via tra l’erotismo di Magnolia, il delirio che scatena Radio Conga, i grandi classici A modo mio e Bambole, la sensualità di Sex, il ricordo dei giorni di ordinaria magia, i Roby Baggio e i Kurt Cobain dei tempi che non torneranno più.

Si chiude con il brindisi alla vita e l’augurio di pace, amore e gioia infinita. Un grandissimo spettacolo, impreziosito dalla scelta vincente degli organizzatori di Rock in Roma di ospitarlo in un luogo suggestivo ed incantevole. Non sarà stata una fabula di Livio Andronico, né una tragedia di Eschilo, Sofocle o Euripide, ma siamo sicuri che anche gli antichi romani avrebbero apprezzato uno show energico e dinamico come quello dei Negrita. C’è chi giura di aver visto, nella penombra, lo spirito di Agrippa accennare due passi di danza sulle note di Soy Taranta

Voy cantando… ay ay
Tous les jours et toutes le nuits

Scaletta:

Il gioco
I ragazzi stanno bene
La tua canzone
Che rumore fa la felicità
In ogni atomo
Brucerò per te
Greta
Il libro in una mano la bomba nell’altra
Tuyo (cover Rodrigo Amarante)
Malavida en Buenos Aires
Cambio
Il giorno delle verità
Magnolia
Ho imparato a sognare
Radio Conga
Rotolando verso Sud
Mama Maè
Bambole
Sex
Notte mediterranea
Non ci guarderemo indietro mai
Andalusia
Soy taranta
Un giorno di ordinaria magia
A modo mio
Gioia infinita

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Benito Tangredi
Sannita di nascita, romano di adozione, pesarese per amore. Maturità classica, iscritto al terzo anno di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università degli Studi "Orientale" di Napoli. Giornalista pubblicista dal 2009. Una smodata passione per la lettura, lo sport, la musica, i viaggi e la politica ed una forte inclinazione all'associazionismo. Un'attrazione fatale per tutto ciò che è comunicazione.

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