Un mito delle notti torinesi: dj Vale festeggia 30 anni di carriera con un nuovo disco

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Dj Vale

Dj Vale ha deciso di festeggiare i suoi 30 anni di carriera con un nuovo album, intitolato Groovin’ Connection. Il disco, da qualche giorno, è disponibile su Spotify, iTunes e tutti i principali digital store. Dj Vale è un nome storico delle notti torinesi, nonché l’ideatore delle serate “Afrodisiak” che per un quarto di secolo hanno fatto ballare il popolo della notte a suon di raggae, afro, brasil, funky ed ethno. In carriera ha anche aperto i concerti di numerosi artisti nazionali ed internazionali del panorama afro reggae e non solo. Lo abbiamo intervistato.

Dj Vale

In Groovin’ Connection hai chiamato a raccolta molti dei musicisti con cui hai collaborato in 30 anni di carriera. E’ stato difficile?
No, sono stati tutti disponibilissimi, è  piaciuta molto l’idea “d’incontrarci” in un disco, come quando ci si ritrova su un palco o in console per un live set. Hanno tutti trovato del tempo da dedicare al mio progetto, nonostante i loro numerosi impegni tra concerti, registrazioni, tournèe , ecc. , dandomi anche preziosi consigli sugli arrangiamenti di alcuni brani e sulla realizzazione dell’album.

Il disco ha un filo conduttore?
Spesso cerco di coinvolgere, collaborare, condividere le mie serate con amici musicisti, dai quali ho appreso moltissimo, e che ringrazio per questo. Penso che il filo conduttore sia proprio la connessione che si crea con gli artisti con i quali mi esibisco, connettere il mio lavoro da dj, usando le macchine, con le parti suonate dai musicisti. Riuscire a mettere tutto questo in un disco è stata, per me, una grande soddisfazione.

Perché come singolo è stato scelto Funky Goodness?
Perché Funky Goodness è  il primo brano che abbiamo registrato, ed è legato a un progetto a cui tengo molto, creato qualche anno fa insieme ad un altro grande amico e dj, Paolo Giaimo in arte Dj Ciaffo (componente dei Persiana Jones), noto nel panorama musicale dell’Hip Hop. Il singolo rispecchia esattamente ciò che io e Ciaffo eseguiamo live and direct nelle nostre serate Funky Goodness. Ci ha uniti la passione per la Black Music e nel corso degli anni abbiamo affinato sempre più la nostra tecnica di mix e scratch. Io “mixo” e Ciaffo “screccia”, risultato : il sound di Funky Goodness !!! 

Con questo disco festeggi 30 anni di carriera. Com’è cambiato il tuo lavoro in questi tre decenni?
Sono cambiate molte cose, ci sono tantissimi dj che fanno musica, producono molto, è cambiato il modo di promuovere le serate, con l’avvento dei social è tutto più semplice e si raggiunge immediatamente il pubblico. Come potete immaginare, ho cominciato a fare il dj mixando vinili.  Oggi la vita della maggior parte dei dj è semplificata nel senso che si usano di più i supporti digitali, il che comporta meno fatica anche a livello fisico. Ricordo che, tempo fa, se non avevo con me 2/3 valigie di dischi non ero tranquillo a svolgere la mia serata. Cercavo di avere sempre con me i pezzi “giusti” … e questo comportava un bello sforzo. Si andava nei negozi di dischi in ogni città d’Italia a cercare il pezzo bomba da mettere in serata e c’era una sana competizione nel cercare di accaparrarsi i vinili prima di altri. Ora  tutto è più fruibile e reperibile attraverso internet, che non è una brutta cosa, sia chiaro, ma la soddisfazione che si aveva quando uscivi da un negozio di dischi con la borsa piena di novità in vinile era unica. Tra l’altro attualmente  è sempre più difficile trovare dei locali che abbiano due giradischi in console a disposizione del dj. Non sono assolutamente contrario all’utilizzo dei cd, che uso molto spesso, o dei controller… ma a parer mio, una buona conoscenza musicale (capire in pochi minuti il gusto del pubblico), unita alla passione per questo lavoro è più importante del supporto che si usa in console. Per me il dj è una figura importante, ben definita… purtroppo oggi, per molti locali, il dj deve essere un pr , “prenotare tavoli”, creare l’evento, e tante altre cose che hanno poco a che fare con la musica. Sinceramente è un modo di lavorare che non mi appartiene e faccio fatica ad accettarlo.

Dj Vale

C’è un momento della tua lunga carriera che non dimenticherai mai, un ricordo al quale sei particolarmente affezionato?
Porto con me tante belle esperienze e tanti ricordi. Quello che mi emoziona ogni volta e che mi torna in mente è quando Miriam Makeba,  all’inizio degli anni ’90 , invitata dall’ Arci, venne al Da Giau, un circolo di Torino dove ogni mercoledì facevo la mia serata “Afrodisiak”.  Parlò del suo impegno contro l’Apartheid, raccontò la sua storia, la sua carriera e, prima di salutare il pubblico presente , salì in console e ci regalò due bellissime canzoni eseguendole a capella con la sua bellissima voce. Ricordo che le chiesi se potevo regalarle una mia cassetta, mi disse di si, la prese, la portò al cuore e mi strinse in un caloroso abbraccio. Ho avuto la fortuna e l’onore di abbracciare Mama Afrika. 

Dall’esterno, ormai da molti anni, Torino dà l’immagine di una città musicalmente molto viva. E’ davvero così?
Torino ha regalato e regala, da sempre, al panorama musicale italiano  tantissimi artisti di ottimo livello e questo è confermato dal fatto che molti di loro hanno moltissime date in tutta Italia e sono molto apprezzati dal pubblico. Per quello che riguarda  gli appuntamenti in città non mancano (vedi Flower Festival , Stupinigi Sonic Park), anche se qualche anno ci sono meno  iniziative legate alla musica (festival, punti verdi, concerti nelle piazze). Senza entrare troppo nel merito di alcune decisioni politiche, devo dire che l’impressione che ho è che la classe dirigente non sembra molto interessata all’argomento musica, infatti è sempre più difficile trovare spazi idonei dove poter organizzare degli eventi.

C’è un artista che manca alla tua lunga lista di collaborazioni e con il quale ti piacerebbe lavorare in futuro?
Più di uno!!! Ne cito 2 con i quali ho già  avuto il piacere di fare qualche serata, molto conosciuti in Italia e all’estero. Raphael Nkereuwem, cantante di musica reggae, e Beppe Loda, dj e produttore legato al mondo della musica Afro e alla musica elettronica. Ho già fatto una chiacchiera con loro e presto ci metteremo al lavoro. Stay Tuned!!!

Come sarà l’estate 2019 di Dj Vale?
Mi sto dedicando alla promozione dell’ album, che è uscito a fine giugno. Tra una serata e l’altra sto preparando la presentazione torinese di Groovin’ Connection.  Sto cercando di riunire sullo stesso palco tutti i musicisti che hanno suonato nell’album. Sto inoltre valutando delle idee per girare il video del secondo singolo e ultimando alcuni remix, di brani estratti dall’album, che farò uscire in vinile. Spero di trovare il tempo per una settimana di ferie!!!

Il video di Funky Goodness:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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