Lina Wertmüller, la regista dagli occhiali bianchi

Dal 15 al 27 luglio 2019 alla 17esima edizione di Ischia Gobal Film Festival un omaggio alla prima donna candidata all’ Oscar

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Foto Lina Wertmuller sul set cinematografico

Il 27 ottobre riceverà l’Oscar alla carriera e la stella sulla Walk of Fame

La chiamano semplicemente Lina Wertmüller, ma il suo nome è estremamente più complicato: Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, nata a Roma il 14 agosto 1928. Dopo aver studiato regia teatrale, Lina lavora in Rai e in televisione (Il giornalino di Gianburrasca con Rita Pavone) ed è aiuto di Fellini in 8 e 1/2 prima di esordire alla regia con I basilischi, un interessante e originale ritratto dei giovani vitelloni del meridione, opera molto apprezzata dalla critica. Nel 1972 inizia la sua collaborazione con Giancarlo Giannini, un attore all’ epoca ritenuto poco cinematografico. Nasce così uno dei suoi più grandi successi, Mimí Metallurgico ferito nell’onore, l’amaro destino di un operaio meridionale comunista costretto a trasformarsi in un galoppino democristiano, cui seguono Film d’amore e d’anarchia, ovvero: stamattina alle 10 in Via Dei Fiori nella nota casa di tolleranza del 1973, la presa di coscienza politica di un ragazzo contro il fascismo e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, 1974, sempre con la coppia Giannini-Melato. Nel 1975 è ancora Giannini al centro di Pasqualino Settebellezze (film recentemente restaurato dalla Cineteca Nazionale), una candidatura ai Golden Globes e quattro candidature all’Oscar (tra cui quella come miglior regista, prima volta in assoluto nella storia dell’Academy per una donna); un’apologia intelligente e feroce dell’arte di arrangiarsi e sopravvivere ad ogni costo, tipica della cultura partenopea. L’omaggio di Ischia Global Film Festival alla regista propone, oltre a Mimì Metallurgico, Film d’amore e d’anarchia e Travolti da un insolito destino, Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti, 1986; In una notte di chiaro di luna, 1989; Ninfa plebea, 1996. Tutte pellicole che ci mostrano come il suo cinema, caratterizzato da uno stile grottesco, ha saputo raccontare nel suo modo simpaticamente distorto la realtà della vita.

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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