Ultimo tango a Parigi, il capolavoro di Bernardo Bertolucci

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Foto film Ultimo tango a Parigi

Per la rassegna sui grandi film italiani restaurati dalla Cineteca Nazionale

La sera del 14 ottobre 1972 all’Alice Tully Hall del Lincoln Center di New York per la prima volta viene presentato al pubblico il film Ultimo tango a Parigi di Bernardo Bertolucci. Gli spettatori presenti in sala al termine della proiezione sono letteralmente in delirio e si prodigano in applausi interminabili. Inizia così il mito del film, uno dei più amati e controversi della storia del cinema. In Italia alla sua uscita quattordici milioni di spettatori riempiono le sale cinematografiche, che faticano a contenere la gente impegnata a conquistarsi un posto a sedere.  Ambientato a Parigi, il film ha come protagonisti Jeanne (Maria Schneider), una giovane della buona borghesia e Paul (Marlon Brando), un americano di mezza età confuso e infelice. I due si conoscono per caso in un appartamento da affittare a Rue Jules Verne. Un rapporto d’amore travolgente e spietato nasce tra i due. Paul spera di ritrovare se stesso in una questa bizzarra storia di coppia, ma Jeanne si accorge presto quanta distanza la separa da lui e decide di interrompere la loro relazione.  Disperato, l’uomo dopo un ultimo appuntamento in una sala da ballo la segue fino a casa, ma lei gli spara senza esitazioni come se fosse un aggressore sconosciuto. L’opera di Bertolucci è una riflessione sulla solitudine esistenziale, sulla difficoltà di comunicare soprattutto tra generazioni diverse e sulle forti differenze tra i sessi che la società contemporanea non riesce a superare.  Le scene scabrose del film rimaste nella memoria cinematografica non potevano passare inosservate alla occhiuta censura di casa nostra. Il 30 ottobre 1972 due commissioni ministeriali emettono una dura sentenza: il mancato nulla osta alla proiezione in pubblico avendo rifiutato l’autore di tagliare metri 3,89 di pellicola e di modificare una battuta ritenuta oscena. Bertolucci per evitare guai peggiori accetta in seguito queste modifiche che saranno apportate solo nella versione italiana. La censura, però, non è soddisfatta e l’opera, dopo vari gradi di giudizio, è definitivamente sequestrata e mandata al rogo (si salva solo una copia conservata in Cineteca a Roma). Bertolucci è condannato a quattro mesi con la condizionale per oscenità e privato del diritto di voto. Passeranno diversi anni prima che questa sentenza vergognosa venga cancellata. Ultimo tango a Parigi è riabilitato nel 1987 e ritorna nei cinematografi dove ottiene ancora un grande successo prima del passaggio in televisione.  La pellicola non smette ancora oggi di suscitare emozioni allo spettatore affascinato anche dall’indimenticabile motivo musicale composto da Gato Barbieri.

 

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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