Ben Harper al Milano Summer Festival. Racconto, scaletta e fotogallery

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Ben Harper in concerto all'Ippodromo SNAI di Milano, 17 luglio 2019 - © Foto: Riccardo Medana

È la prima volta che ho l’occasione di ascoltare dal vivo Ben Harper e i suoi Innocent Criminals. Le impressioni che ho provato sono state diverse e, da un certo punto di vista, contrastanti: da un lato, colpisce la capacità di questo artista dalla voce blues ipnotica e della sua band di riempire spazi rilevanti e pieni di gente che batte le mani all’unisono, al ritmo della loro musica; dall’altro, non ti abbandona mai la sensazione di trovarti, in realtà, in un jazz club dall’atmosfera intima, dove quella musica è destinata solo a te, e magari a pochi altri fortunati.

L’area del Milano Summer Festival, circondata da strane nuvole rosate che accompagnano il calare della sera, non è propriamente uno spazio ristretto. Anzi. Sicuramente il numero di spettatori presenti è inferiore rispetto a quello che potrebbe contenere, ma il calore che viene riservato a Ben e alla band non viene meno.

Il cantante e chitarrista statunitense sale sul palco alle 21.30 circa, dopo l’apertura affidata a Juanes (diventato famoso nel 2004 con il tormentone La camisa negra). Maglietta gialla, cappello a tesa larga e chitarra lap steel saldamente tra le mani, Harper e soci mettono in scena uno show che è musicale nel senso stretto del termine: sono tantissime le parti del concerto dove a dominare è la componente puramente strumentale, che rapisce lo spettatore grazie soprattutto ai ritmi coinvolgenti delle percussioni, suonate con energia dagli Innocent Criminals.

Si passa dai brani più impegnati, come Excuse me Mr. e Call it what is is, alle ballad come Walk away (cantata in una versione solo voce e chitarra acustica) e Forever, alle sonorità tipicamente jazz di Gold to me. Uno dei momenti più emozionanti è ovviamente l’esecuzione della bellissima Diamonds on the inside, durante la quale Ben stupisce il suo pubblico lasciando il microfono e, portando alle labbra semplicemente il pugno, si lascia andare a qualche acuto con grande spontaneità.

C’è spazio anche per le cover. Due, in particolare, sono eseguite durante l’ultima parte di concerto: Machine gun, omaggio a Jimi Hendrix, suonata con un intenso arrangiamento rock, e la spumeggiante Superstition, che fa ballare gli spettatori del Milano Summer Festival.

La scaletta della serata:

1. Excuse Me Mr.
2. Burn one down
3. Don’t give up on me now
4. Whipping boy (Chris Darrow cover)
5. The will to live
6. Fight for your mind
7. Them changes (Buddy Miles cover)
8. Steal my kisses
9. Please bleed
10. Walk away
11. Forever
12. Gold to me
13. Call it what it is
14. Who is he? (And what is he to you) (Bill Withers cover)
15. Diamonds on the inside

Encore:
16. Machine gun (Band of Gypsys cover)
17. Superstition (Stevie Wonder cover)
18. Welcome to the cruel world

Le foto del concerto di Ben Harper all’Ippodromo SNAI di Milano, 17 luglio 2019

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