Serenity. L’isola dell’inganno

Eroe dolente, pescatore, marito disgraziato, padre straziato?

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Serenity. L’isola dell’inganno
di Steven Knight
con Matthew McConaughey, Anne Hathaway, Djimon Hounsou, Diane Lane, Jason Clarke

Voto: virtuale

McConaughey, pescatore bronzeo e abbronzato, è quasi sicuro di recitare in un noir un po’ hemingwaiano in cui si ostina come Achab a prendersela con un tonno. Ogni tanto dice faccio la doccia, si denuda per la gioia delle signore e si getta dalla scogliera. Poi arriva l’ex moglie Hathaway e gli chiede di far fuori il nuovo marito Clarke, fetentissimo e più sadico di De Sade, per dieci milioni in contanti. Anche lei crede di stare in un noir, ma un po’ eccessivo. L’assistente Djimon Honsou crede di stare ne Il vecchio e il mare e sermoneggia. Gli altri In paese sembrano saperla più lunga e fanno i furbi. Il regista (che però è lo sceneggiatore di Locke, accidenti) crede di stare sul Sinai nel momento cruciale in cui Dio parla e sottolinea tutti, ma proprio tutti i simboli visivi. Ma siamo davvero dalle parti della Florida, o siamo in un universo su misura per provare tutte le passioni? Non ve lo diciamo, ma è probabile che neanche il regista l’abbia detto agli attori per vedere se ci mettevano più iperrealismo. E forse alcuni di loro, se non sono andati all’anteprima, credono di aver fatto un altro film.

 

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