Rocco Hunt e il “finto” ritiro dalla musica: una classica sceneggiata napoletana, che manca di rispetto proprio ai suoi fan

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Atto primo:
Sabato 13 luglio, Castel Volturno (Caserta), va in scena l’appuntamento campano del Jova Beach Party.
Lorenzo Jovanotti, per l’occasione, chiama a supporto del suo live sulla spiaggia alcuni cantanti campani, come Enzo Avitabile, Clementino, Rocco Hunt.
È una festa riuscita, quella di Lorenzo, a cui i suoi ospiti, tutti, hanno partecipato con entusiasmo. Un’occasione ghiotta, soprattutto per i cantanti più “giovani”, di dividere il palco con due grandi artisti.

Atto secondo:
Martedì, 16 luglio. Neanche il tempo di rimettere le infradito nell’armadio, ecco consumarsi l’inaspettato “dramma” di Rocco Hunt: il rapper salernitano, che solo due giorni prima cantava felice sulla spiaggia casertana, annuncia attraverso i social il suo imminente ritiro dalla musica.
Troppe pressioni, troppe promesse (fatte a lui) mai mantenute.
Il suo profilo viene “vestito” a lutto, come se a morire fosse davvero la musica italiana, e non quella di un ragazzetto che, diciamocelo, avrà pur vinto Sanremo Giovani qualche anno fa (2014), ma è da anni, ormai, che non batte più chiodo, che non vende più niente.

Il suo profilo, bardato a lutto, ci era sembrato davvero eccessivo, e avevamo sospettato, fin da subito, che fosse una “originalissima” e mal congegnata trovata pubblicitaria.
Anche perché le date estive del rapper non sono state mai annullate, e il tour partirà tra pochissimi giorni (il 25 luglio!): come può un cantante ritirarsi e salire sul palco contemporaneamente?

Atto terzo:
Venerdì, 19 luglio. Rocco Hunt, sempre tramite i social, annuncia di averci ripensato: è (già) finito il suo periodo di “ritiro” dalle scene musicali. Ringrazia del supporto chi gli è stato accanto (o per meglio dire, quei quattro fessi che gli hanno creduto), e annuncia anche concerti e novità (vuoi vedere che adesso esce pure un album?).

Noi, a dire il vero, non ci stupiamo molto. Questa è una tendenza ben consolidata: quando non si è più sulla cresta dell’onda, si cerca ogni tipo di espediente per far parlare ancora di sé. Ne abbiamo viste e sentite (proprio di recente) davvero di tutti i colori: finti mariti, magliette rubate… purché se ne parli, insomma, poco importa se si diventa poi il bersaglio del sarcasmo degli altri, e si perde anche l’ultima briciola di credibilità.
Pagliarulo (cognome all’anagrafe del rapper) non ha fatto altro, quindi, che allinearsi a questo trend, allestendo, da bravo campano, la classica sceneggiata napoletana, consumata in meno di una settimana .
Anche come attore e sceneggiatore ti è andata male, caro Rocco. La prossima volta, “costruiscile” meglio queste fiction. O, meglio ancora, accetta il calo di popolarità, senza prendere per i fondelli il pubblico che ti segue.

Perché il pubblico, caro Rocco, merita rispetto. ‘O ssaje o no?

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