Un’occasione per rivedere i film più belli dell’artista
Regista, sceneggiatore e scenografo di un cinema di grande forza estetica, Franco Zeffirelli è stato un artista a tutto tondo, colto e anticonformista, appassionato e polemico. L’omaggio a lui dedicato si apre con un raro cortometraggio finora sfuggito alle sue filmografie intitolato L’accademia musicale Chigiana (il 30 luglio ore 1 e 8 agosto ore 18), 1950, che vede il regista comparire nella sequenza iniziale e nelle scene centrali. Precedendo di ben sette anni l’esordio dietro la macchina da presa e collocandosi in anni di intenso apprendistato teatrale e cinematografico (alla scuola di Visconti), il cortometraggio può essere considerato una illuminante testimonianza della vocazione del regista fiorentino scoperta dalla Fondazione Cineteca Italiana. A seguire, Callas Forever (in replica giovedì 8 agosto ore 18.10), 2002, gli ultimi tre mesi di vita di Maria Callas alle prese con la sua solitudine e col dubbio se accettare o meno la proposta di un’ultima tournée. Del ciclo fanno parte anche Otello (il 31 luglio ore 16 e il 20 agosto ore 18), 1986, tratto dall’omonima opera di Giuseppe Verdi con Placido Domingo e Katia Ricciarelli; La bisbetica domata (il 31 luglio ore 18.15 e il 23 agosto ore 16), 1967, con la coppia Richard Burton ed Elisabeth Taylor; Romeo e Giulietta (il 1° ore 18.15 e il 6 agosto ore 18), 1968, la nuova versione della tragedia shakespeariana che fa conoscere al mondo lo sfarzoso estetismo di Zeffirelli e la sua capacità di tradurre nel linguaggio cinematografico il fascino del grande teatro; Amore senza fine (il 4 ore 18 e il 22 agosto ore 16), 1981, tratto dall’omonimo romanzo di Scott Spencer; Un tè con Mussolini (il 1 alle ore 18.15 e il 7 agosto ore 18), 1999, che si svolge nella comunità inglese di Firenze durante il fascismo, e Amleto (il 30 luglio ore 18.15 e il 21 agosto ore 18), 1990, con Mel Gibson e Glenn Close.







































