La pellicola anticipa la panoramica sul cinema nero del 20esimo secolo
Dagli anni ’20 e ’30, parallelamente a Hollywood, nasce negli Usa il Black Cinema, la produzione di film destinati a un pubblico di soli neri nella quale fare confluire tutte le speranze di un popolo, quello afroamericano, soffocato e represso da una società bianca e razzista. Su questa base si svilupperà in seguito il cinema dei neri americani degli anni Settanta e Ottanta, simbolo di una dura lotta di emancipazione. Al tema è dedicata una sezione monografica intitolata Retrospettiva Black Light, curata da Greg de Cuir Jr.: dai race movies degli anni ’20 e ’30, alle pellicole emblematiche della blaxploitation degli anni ‘70, alle opere degli autori che hanno interpretato e rappresentato la loro epoca politica, fino ai nostri giorni. Lo scopo della rassegna è scardinare il concetto sociale e culturale di black e di indagare, attraverso l’analisi cinematografica, la visione di registi che hanno saputo trattare la tematica su un piano storico e politico. La panoramica Black Light si concentra sul cinema di colore proveniente dalle Americhe e dall’Europa nato da autori di etnie e vissuti differenti, background essenziale col quale dare forma alla propria visione. In Piazza Grande la rassegna sarà inaugurata martedì 6 agosto con la proiezione del film di Spike Lee Do the right thing (1989), presentato al pubblico in edizione restaurata in occasione dei 30 anni dalla sua realizzazione. Tra i race movies degli anni ’20 e ’30 saranno proiettati Within our gates di Oscar Micheaux (1920) e Borderline di Kenneth MacPherson (1930); gli anni ’70 saranno rappresenti al Locarno Film Festival con le pellicole Killer of sheep di Charles Burnett e West indies di Med Hondo. La sezione monografica si concluderà con la proiezione di pellicole di più recente uscita: Jackie Brown di Quentin Tarantino, Drylongso di Cauleen Smith, Ghost Dog: the way of the Samurai di Jim Jarmusch e Still/here di Christopher Harris.







































